Approvata dalla Camera la legge sul Cyberbullismo

È stato approvato alla Camera con una larghissima maggioranza il testo di legge per contrastare il fenomeno del cyberbullismo.

È un primo passo importante che dovrà essere ratificato dal Senato, che per la prima volta affronta un tema diventato sempre più rilevante come hanno dimostrato recenti casi di cronaca e come sottolineato da alcuni programmi e serie televisive (“Tredici” – in originale “13 Reasons Why” – ad esempio).

Il disegno di legge cerca prima di tutto di definire in maniera chiara il fenomeno:

«qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito dei dati personali in danno di minorenni, nonché la diffusione di contenuti online il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo».

Il testo prevede inoltre alcuni provvedimenti fondamentali, tra gli altri:

  • la possibilità dei minori di 14 anni, di sporgere direttamente denuncia;
  • un ruolo importante assegnato alla prevenzione, soprattutto in ambito scolastico, con l’istituzione di un referente per ogni istituto, corsi di formazione specifici per gli insegnanti e programmi educativi che coinvolgano gli studenti per un uso consapevole di Internet;
  • lo stanziamento di risorse specifiche per la prevenzione in ambito scolastico.

In questo video di AGI (disponibile anche a questo link) una spiegazione sintetica della legge, il cui testo completo è consultabile a questo link

 

Al di là della legge è comunque importante, come abbiamo ribadito negli incontri in Parrocchia con gli adolescenti e i genitori, mantenere una attenzione sui valori dell’educazione e dell’esempio e su cosa significa un uso di Internet e dei nuovi strumenti di comunicazione nella piena consapevolezza delle opportunità, ma anche dei rischi che possono nascere da un uso irresponsabile o non rispettoso delle dignità delle persone.