IL TUO PASSAGGIO E’ STATO UNA BENEDIZIONE!

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Sono passati pochi giorni da quando abbiamo vissuto la Pasqua cristiana del nostro carissimo amico Sandro Venturoli.
La nostra comunità si è stretta alla carissima Wilma, al figlio Giovanni e al Piccolo Gruppo di Cristo per ringraziare il Padre per averci donato la presenza di questo uomo.
Sandro è stato un grande uomo, non solo nella sua imponente fisicità, ma nella sua imponente umanità e nella sua grande fede.
Chi ha avuto la fortuna di incrociarlo sul suo cammino ha potuto godere della sua intelligente capacità di leggere i cuori. Questa capacità lo ha reso sempre vicino alle fragilità e alle debolezze della nostra umanità e, nella sua vita, si è espressa in maniera chiara e forte stando sempre con gli ultimi.
Per tanti queste potrebbero essere qualità o attitudini personali… chi ha condiviso con lui un’amicizia profonda e intima sa bene che la sua passione intensa per l’umano è frutto fecondo del profondo legame con il suo Signore, vero tesoro della sua vita e cuore della sua totale dedizione.
Per questo molti che lo hanno conosciuto nell’ambito professionale, nei momenti formativi, nell’accompagnamento personale, nei viaggi a Gerusalemme e, nella nostra parrocchia in modo speciale nei percorsi sulla genitorialità e formazione dei ragazzi, hanno potuto realmente percepire in lui una vera benedizione che ha dato tanta speranza e vita a situazioni che sembravano senza via d’uscita.
Ha donato a tanti buona vita e in questo non possiamo non leggere il segno di un discepolo che ripete la compassione del suo Maestro!
Le parole ora sono fragili nell’esprimere l’intensità dei legami e degli affetti. Sicuramente rimane in tutti una percezione che lenisce e attenua il senso enorme della mancanza della sua presenza: l’essere stato per tutti veramente il buon profumo di Cristo!
Don Giuseppe

Catechesi dei bimbi… si riparte alla grande!!!

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Domenica 22 settembre abbiamo iniziato solennemente il nuovo anno dell’iniziazione cristiana con la consegna dei catechismi. E’ stato un momento molto intenso sia per la presenza dei bimbi e dei loro genitori che per la partecipazione di tutta la comunità. Questo momento, apparentemente ovvio all’inizio di un nuovo anno pastorale, ci permette invece di ricordare il senso, il compito e il dovere di una comunità cristiana in un quartiere: ANNUNCIARE IL VANGELO ALLE NUOVE GENERAZIONI!
La Madonna alla quale è dedicata la nostra comunità nel Magnificat dice: “… DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE LA TUA MISERICORDIA SI STENDE SU QUELLI CHE LO TEMONO…”.
E’ con questa intensità che vogliamo riprendere tutte le attività formative, non come una mera abitudine (si è sempre fatto così!), ma con l’intelligenza spirituale di chi vive una preziosa occasione di annuncio del Vangelo.
A questo proposito tutta la nostra comunità deve sinceramente rivolgere a catechiste ed educatori una profonda stima e riconoscenza per il servizio dell’educare alla fede i più piccoli introducendoli alla vita cristiana. Per questo DOMENICA 29 SETTEMBRE durante la S. Messa delle ore 10,30 educatori e catechiste riceveranno il MANDATO EDUCATIVO.

ITINERARIO DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO CRISTIANO 2019

Per iscriversi occorre compilare l’apposito modulo che è a disposizione presso la propria Parrocchia. È necessario consegnarlo poi al proprio parroco entro il 30 settembre 2019. Appuntamenti presso la Parrocchia

S. Cuore in Ponte Lambro

Via Parea 18 – ore 21.00

Mercoledì 9 ottobre 2019 Introduzione al percorso.

La storia di un incontro, la nostra storia… a che punto siamo nel cammino verso il Matrimonio cristiano?

Mercoledì 16 ottobre 2019 «Non è bene che l’uomo sia solo»

Riflessione biblica sul testo della Genesi (Gn 2, 18-25)

Mercoledì 23 ottobre 2019 «Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre»

La relazione con la famiglia di origine, distacchi e ritrovamenti…

Mercoledì 30 ottobre 2019 «depose le vesti, prese un asciugatoio… e cominció a lavare i piedi dei discepoli»

Qual’è il volto di Dio? (Gv 13,4-5).

Mercoledì 6 novembre 2019 «Si accostò e camminava con loro…»

Noi due in dialogo: la comunicazione nell’intimitá della coppia (Lc 24, 13-35).

Mercoledì 13 novembre 2019 «I tuoi figli intorno alla tua mensa…».

Il frutto dell’amore: i figli e la vita di coppia. Diventare una famiglia…

Mercoledì 20 novembre 2019 Il Rito del Sacramento del Matrimonio: per sempre, con l’aiuto di Dio. L’amore secondo il Vangelo
Sabato 23 novembre 2019          Incontro di testimonianza familiare.
Domenica 24 novembre 2019          Ore 10.00 momento conclusivo di riflessione presso la Parrocchia di S. Ambrogio in Linate

Ore 11.30 S. Messa conclusiva e pranzo condiviso.

 

 

Pastorale dei Battesimi 2019-2020

 

*si ricorda alle famiglie che é opportuno concordare prima (due mesi prima) con il parroco un incontro per definire la celebrazione del battesimo.

*le celebrazioni dei battesimi si svolgono in forma comunitaria (massimo 4 famiglie) alle ore 16.00 della domenica

 

domenica 22 settembre 2019

27 ottobre 2019, 24 novembre 2019

22 dicembre 2019, 12 gennaio 2020

23 febbraio 2020, 29 marzo 2020

19 aprile 2020, 31 maggio 2020, 21 giugno 2020

 

PER CHI HA GIÀ RICEVUTO IL BATTESIMO NEGLI SCORSI ANNI

Domenica  15 DICEMBRE inviteremo le famiglie con i bimbi a un pranzo di fraternità.

Proporremo 3 incontri al SABATO mattina suddivisi per fasce d’età dei bimbi:
1° SABATO 11 GENNAIO 2020:

 famiglie con bimbi fino ai 3 anni;
2° SABATO 1 FEBBRAIO 2020:

famiglie con bambini da 3 ai 6 anni;
3° SABATO 29 FEBBRAIO 2020: tutti insieme.

Durante questi incontri i bambini potranno giocare negli spazi a loro adibiti con gli animatori della parrocchia mentre i genitori potranno fare un percorso formativo dove potersi confrontare sulle tematiche della famiglia

Al Signore della storia …

Padre dell’umanità, Signore della storia,

guarda questo continente europeo

al quale tu hai inviato tanti filosofi, legislatori e saggi,

precursori della fede nel tuo Figlio morto e risorto.

Guarda questi popoli evangelizzati da Pietro e Paolo,

dai profeti, dai monaci, dai santi;

guarda queste regioni bagnate dal sangue dei martiri

e toccate dalla voce dei Riformatori.

Guarda i popoli uniti da tanti legami

ma anche divisi, nel tempo, dall’odio e dalla guerra.

Donaci di lavorare per una Europa dello Spirito

fondata non soltanto sugli accordi economici,

ma anche sui valori umani ed eterni.

Una Europa capace di riconciliazioni etniche ed ecumeniche,

pronta ad accogliere lo straniero, rispettosa di ogni dignità.

Donaci di assumere con fiducia il nostro dovere

di suscitare e promuovere un’ intesa tra i popoli

che assicuri per tutti i continenti,

la giustizia e il pane, la libertà e la pace.

 

Card. Carlo Maria Martini

50° Anniversario di Sacerdozio di Don Franco Cecchin, Coadiutore dell’oratorio dal 1969 al 1973

Domenica 5 maggio 2019  la nostra comunità parrocchiale della B.V.Addolorata in Morsenchio è in festa per il 50° Anniversario di Sacerdozio di Don Franco Cecchin, Coadiutore dell’oratorio dal 1969 al 1973.

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Domenica sarà l’occasione per incontrarlo, soprattutto, per i suoi “ragazzi” di allora e benedire insieme il Signore per il dono del suo ministero. Vi aspettiamo alla santa Messa solenne delle ore 10.30.

DON FRANCO CECCHIN

DOPO LA CELEBRAZIONE SIAMO TUTTI INVITATI A UN MOMENTO DI FESTA IN ORATORIO PER CONDIVIDERE LA GIOIA DI QUESTO ANNIVERSARIO SACERDOTALE CON DON FRANCO

 

Dedicato ai nostri calciatori “in erba”

Per i piccoli e i più grandi il nostro campo di calcio è tutto nuovo! 

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Per poter giocare meglio e in sicurezza, il nostro campo sportivo è stato rinnovato; oramai era necessario a causa dell’usura di 10 anni di intenso utilizzo.
Il nuovo manto erboso – di ultima generazione –  ora aspetta solo di essere calpestato dalle squadre del CEA e dai bambini e ragazzi del nostro oratorio. Il terreno di gioco di 2805 mq è stato completamente rinnovato con la posa di un nuovo manto di erba sintetica, con 60 tonnellate di sabbia di fiume (appositamente trattata per mantenere stabile il terreno) e con diversi quintali di pallini di gomma antiurto per dare elasticità al suolo.  

Sono state inoltre ristrutturate le porte, rigenerate le panchine e sostituita completamente la protezione paraspigoli di fondo campo.

Anche nel campetto di calcio del baby-park è stata ristrutturata tutta la protezione.

Questi sono stati importanti interventi per dare ancora più il piacere di giocare insieme e favorire l’accoglienza del nostro oratorio a tutti coloro che lo frequentano.

Questo è anche un patrimonio importante da preservare e custodire con attenzione e cura affinché il suo valore sportivo e di aggregazione rimanga a lungo fruibile per tutti. Avere cura dei luoghi in cui si vive, rende più evidente la bellezza di un ambiente educativo e la premura per coloro che lo abitano.

COME POSSO AIUTARE LA MIA PARROCCHIA?

Cari Amici,
stiamo pensando ad alcune iniziative per aiutare la nostra parrocchia in questo periodo dove stiamo affrontando un po’ di lavori straordinari di manutenzione della casa parrocchiale danneggiata dalle perdite d’acqua dovute alle tubature risalenti agli anni ’50 e di ristrutturazione urgenti sulle strutture dell’oratorio.
Inoltre stiamo prevedendo il rifacimento del campo di calcio (ormai arrivato a fine vita) per permettere ai nostri ragazzi di usufruirne anche durante l’oratorio estivo in sicurezza.

Un modo semplice ma molto concreto per sostenere la raccolta fondi per questi lavori è scegliere di partecipare.

Tra le varie iniziative che verranno proposte, la prima sarà questa :

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Per permettere a tutti di partecipare terremo aperte le iscrizioni anche durante il fine settimana, direttamente in oratorio. Vi ringraziamo e contiamo sulla vostra presenza e quella di altri amici.

PARTECIPATE NUMEROSI!!!

VI ASPETTIAMO!

Arriva la quaresima!!! Prestate attenzione…Il nostro cammino verso la Pasqua sia serio e lieto, vissuto con un sorriso e un gesto di carità

Vangelo: Mc 2,18-22
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

Ecco la lezione di Papa Francesco:

Arriva la quaresima!!! Prestate attenzione.. Arriva il periodo di Quaresima.. per quelli che staranno 40 giorni senza bere e senza mangiare … evitando cioccolato, senza bibita, senza fumare, senza spettegolare e ecc… a nulla serve questo per essere Una persona migliore…

Il miglior digiuno

Digiuno di parole negative e dire parole gentili.

Digiuno di malcontento e riempirsi di gratitudine.

Digiuno di rabbia e riempirsi con mitezza e pazienza.

Digiuno di pessimismo e riempirsi di speranza e ottimismo.

Digiuno di preoccupazioni e riempirsi di fiducia in Dio.

Digiuno di denunce e riempirsi con le cose semplici della vita.

Digiuno di tensioni e riempirsi con preghiere.

Digiuno di amarezza e tristezza e riempire il cuore di gioia.

Digiuno di egoismo e riempirsi con compassione per gli altri.

Digiuno di mancanza di perdono e riempirsi di riconciliazione.

Digiuno di parole e riempirsi di silenzio per ascoltare gli altri… assicurati, aiuterà molte persone..

Per la quaresima il papa Francesco propone 15 semplici atti di carità che ha citato come manifestazioni concrete d’amore:

* 1. Sorridere, un cristiano è sempre allegro!

* 2. Ringraziare (anche se non “bisogno” farlo).

* 3. Ricordare all’altro quanto lo ami.

* 4. Salutare con gioia le persone che vedi ogni giorno.

* 5. Ascoltare la storia dell’altro, senza processo, con amore.

* 6. Stop per aiutare. Stare attento a chi ha bisogno di te.

* 7. Animare qualcuno.

* 8. Riconoscere i successi e le qualità dell’altro.

* 9. Separare ciò che non usi e dare a chi ha bisogno.

* 10. Aiutare qualcuno in modo che possa riposare.

* 11. Correggere con amore; non tacere per paura.

* 12. avere finezze con quelli che sono vicino a te.

* 13. Pulire ciò che si è sporcato a casa.

* 14. aiutare gli altri a superare gli ostacoli.

* 15. Telefonare o visitare + i vostri genitori.

Il nostro cammino verso la Pasqua sia serio e lieto, vissuto con un sorriso e un gesto di carità

L’ospitalità della sabbia

L’ospitalità della sabbia
(Virgilio, Eneide, Libro I 538-543)


“Huc pauci vestris adnavimus oris.
Quod genus hoc hominum?
Quaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae;

bella cient primaque vetant consistere terra.
Si genus humanum et mortalia temnitis arma,
at sperate deos memores fandi atque nefandi.”

In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge.
Ma che razza di uomini è questa?
Quale patria permette un costume così barbaro,
che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia;
che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra.

Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali,
credete almeno negli Dei, memori del giusto e dell’ingiusto.

COMMENTO ARTISTICO-SPIRITUALE DEI DUE NUOVI MOSAICI POSTI ALL’INGRESSO DELLA CHIESA

 Nel Avvento 2018 un gruppo di parrocchiani ha realizzato due mosaici:

uno dedicato alla Madonna Addolorata

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e uno dedicato al Cristo risorto e alle Gerusalemme Celeste.

La nostra Chiesa è dedicata alla Madonna “Addolorata”. Non “devastata” o “disperata”; “Addolorata” cioè capace di vivere realmente la sofferenza, ma con una forte speranza. Donna capace di provare momenti di dolore reali (Cristo morto) pur rimanendo profondamente viva. Ecco perché l’abbiamo anche messa in rilievo, impreziosita, imbellita, perché non annunciamo soltanto l’eroicità di una donna, una persona che riesce a resistere agli imprevisti della vita che arrivano,

ma avviene qualcosa di più … e il mosaico che la avvolge vuole spiegare esattamente questa azione di salvezza.

Partiamo dall’alto: si parte dalla mano di Dio, mano di Dio che ritroviamo anche nell’altro mosaico, speculare. Lui è sempre origine e fine della salvezza.

Da Lui partono tre discese:

la prima, d’oro (Padre), scende su Maria;

la seconda a destra, blu (l’umanità del Figlio) scende fino al nero della nostra umanità;

la terza a sinistra, rossa, rappresenta lo Spirito Santo sulla Vergine.

San Paolo userà il tema della discesa (Fil cap. 2, 10) intesa come l’abbassamento della Trinità, (in greco Kenosi) fino al punto più profondo della nostra umanità che è il mistero della morte.

Maria è la donna, colma della presenza di Dio (“Il Signore è con te”), e questa pienezza di santità si distende in tutta la sua vita che vediamo sintetizzata e riprodotta nei riquadri marmorei (l’Annunciazione, la visitazione, il Natale la presentazione al tempio, le nozze di Cana, la crocifissione e la pietà).

L’insieme della composizione ci dice che tutto il mistero di Dio scende nella nostra umanità che ritorna a fiorire (c’è movimento, luce, colore, vita) e diventa luminosa e splendente. Addirittura questa povera e fragile terra inizia a produrre un germoglio. Dio assume la nostra umanità così tanto da condividerne la parte più terribile (la morte) per salvarci e riportarci tutti nella Casa del Padre (Gv 14).

Per questo Gesù è venuto in mezzo a noi!

Come un seme messo nella terra (Gv 12,24ss) che ci riporta alla vita, al Padre.

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Ecco perché l’Incarnazione di Cristo ci porta al Terzo Giorno, il giorno della resurrezione (statua lignea di Gesù risorto con i segni della crocifissione, che mostra il suo cuore d’oro) .

Finalmente in Gesù risorto si vede il cuore del Padre che ama tutti i suoi figli. L’umanità di Gesù è il risultato più bello dell’umanità generata dal Padre (Gv 1).

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Tutta questa grazia è frutto del sacrificio d’amore di Gesù raffigurato dall’agnello pasquale, caratterizzato dall’aureola cristoforme e dalla bandiera di vittoria sulla morte.

Sopra l’immagine dell’agnello pasquale c’è la Gerusalemme celeste mostrata dalla mano del Padre come il risultato della nostra piena comunione con lui.

Per questo c’è solo il sole, solo la luce e la mano del Padre, e noi con lui. Uno abita in Dio!

Ecco la vita cristiana! questi due mosaici ci dicono cosa succede quando entri nella Chiesa: Dio ti riempie del Suo Spirito perché tu possa stare in questa vita, in questa comunità, con uomini e donne che (guardate l’altare)

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grazie al sacrificio di Cristo e al dono della Sua Parola (guardate l’ambone)

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diventano pieni di grazia perché noi abitiamo in Dio e Dio abita in noi tutti.

Per questo i due mosaici sono frontali, consecutivi e complementari nel descrivere l’opera della nostra salvezza.

Tutto questo avviene mentre noi siamo su questa terra? Come lo viviamo?

Lo viviamo grazie alla Comunione dei Santi: uomini e donne che hanno vissuto questa benedizione di una vita con Dio; hanno capito cosa vuol dire diventare uomini abitati dal Signore.

comunità in preghieraChe ciascuno sia sempre con Lui,

abitato dalla Sua presenza!

“Prendersi Cura”

di Paolo Crepet

” Oggi, due parole molto importanti sono scomparse dal vocabolario dell’educazione: DOLORE e FATICA. Tuteliamo i figli da tutto. Se dovessimo costringere per un giorno i nostri ragazzi a indossare i pantaloni corti, noteremmo che non esiste più un ginocchio sbucciato. Conseguenza: quella di oggi è una generazione FRAGILE. Ed è colpa nostra.
I dolori che non si hanno da piccoli faranno soffrire da grandi. Meglio sbucciarsi le ginocchia a 8 anni che a 48!
Una volta non c’erano i cellulari e i figli andavano lontano da casa e non erano raggiungibili dai genitori e si dovevano arrangiare. Così diventavano grandi.

Il fatto di correre sempre in aiuto dei figli, di fare le cose per loro di sostituirci a loro nella soluzione dei problemi rende loro la vita FACILE: per loro non c’è più nemmeno il gusto della CONQUISTA.
SE NOI PERMETTIAMO TUTTO, SVALUTIAMO TUTTO E UCCIDIAMO IL DESIDERIO. DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI TOGLIERE AI NOSTRI FIGLI, NON DI DARE!!!

LASCIAMO CHE I NOSTRI FIGLI SBAGLINO: LA CRESCITA E’ FATTA DI TENTATIVI ED ERRORI! Non dobbiamo spianargli noi la vita e rendergli tutto facile! Che si ingegnino a risolvere i problemi!
Altra cosa importante: BISOGNA INSEGNARE AI BAMBINI A STARE DA SOLI. La solitudine aiuta a pensare e se penso sono (cogito ergo sum). I nostri figli, oggi, non pensano, FANNO. E fanno tante di quelle cose, che non hanno mai il tempo di pensare. Se ci sostituiamo a loro in ogni cosa e non gli diamo nemmeno il tempo per pensare, come faranno a voler diventare se stessi? “Se cominci a voler diventare te stesso a 20 anni, non ce la farai mai. Se inizi a 5, puoi farcela!”. E non inseriamo i nostri figli dentro a rigidi schemi: apprezziamo la loro originalità.

Ricordiamoci che ogni bambino ha un TALENTO e che il nostro compito è di saperlo TIRAR FUORI. E’ così che educhiamo. Diversamente, istruiamo, mettiamo dentro qualcosa che viene da noi e che non esce da lui. Lasciamoci STUPIRE dai nostri ragazzi! E cerchiamo di non essere amici dei figli, ma genitori, che danno regole e che sono punto di riferimento nelle difficoltà della vita!

Non diamo tutto ai nostri figli! SE UNO HA TUTTO, NON HA PIU’ DESIDERI, QUINDI NON HA PIU’ PASSIONI, QUINDI NON HA PROGETTUALITA’.
E non teniamo i figli presso di noi! Quello è puro egoismo genitoriale, siamo noi che abbiamo paura del nido vuoto. Lasciamoli liberi di andare per il Mondo. Torneranno.

Insegniamo, che PER AVERE SUCCESSO NELLA VITA CI VUOLE TALENTO e che IL TALENTO AL 98% E’ FRUTTO DEL SUDORE. DISCIPLINA: questa è la parola chiave. E’ da lì che esce il talento. I 4 a scuola servono, perché fanno capire i nostri limiti e fanno capire che la vita non è dei furbi, come si crede. La VITA E’ UNA MARATONA e ogni cosa va sudata, conquistata con fatica.

Se c’è una cosa sana nella vita è INSEGUIRE I PROPRI SOGNI, RINCORRERE LE PROPRIE PASSIONI!!! NON ACCONTENTIAMOCI DELLA MEDIOCRITA’. RENDIAMO LA NOSTRA VITA STRAORDINARIA, come diceva il professor Kitting nell’Attimo Fuggente. E’ meglio un ignorante appassionato che un colto indifferente. Non andiamo mai al di sotto del livello della passione.

Sapremo se avremo avuto successo nel nostro compito educativo come genitori o avremo fallito, solo nell’ultimo giorno. Se quel giorno avremo qualcuno a tenerci la mano e ad accarezzarci la fronte, vorrà dire che siamo stati buoni genitori; se, invece di essere lì con noi, i nostri figli saranno davanti a un notaio a litigare per l’eredità… allora avremo fallito”.

TUTTI ALLOPERA anche a Bormio2000

Continua con…..

LE AVVENTURE DI PINOCCHIO!

Per ricordarci che siamo FIGLI

e non BURATTINI!

Accompagnati dalla storia di Pinocchio è continuata l’avventura estiva del nostro oratorio con la vacanza a Bormio 2000!

Tra riflessioni, momenti di preghiera, gite, giochi e tanta voglia di stare insieme,  abbiamo vissuto una settimana intensa di convivenza fraterna che ha coinvolto tante fasce d’età: piccoli, bambini, ragazzi, adolescenti, giovani e adulti.

Ringraziamo il Signore anche quest’anno per questa esperienza dove ognuno ha sicuramente portato a casa la consapevolezza che siamo Figli di un Padre che ci ama incondizionatamente nonostante le nostre fragilità,  nuove amicizie e….. un piccolo Pinocchio per ricordarci tutto questo!

ECCO QUANTO E’ BELLO E DOLCE CHE I FRATELLI STIANO INSIEME! salmo 132

A TUTTI L’AUGURIO DI CONTINUARE UN BUON TEMPO DI RIPRESA E DI RIPOSO.DSCN3016

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Una canzone per l’estate…piena di vita e speranza

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“Il video presentato all’Istituto dei Tumori di Milano è stata un’esperienza molto bella per noi che lo guardavamo e soprattutto per i pazieni che oltre a dover superare le situazioni difficili ogni giorno si sono divertiti a stare insieme cantando e ballando. Inoltre è stato molto bello vedere i medici interagire con i pazienti, e vederli tutti insieme, come se facessero parte di un’ unica famiglia.” (Irina Polonio)

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“Abbiamo assistito ad alcuni interventi fatti da dei ragazzi riguardo al “progetto giovani”: dai loro racconti traspare quanto sia difficile affrontare una malattia che li fa star male sia fisicamente che psicologicamente. Grazie a questa istituzione, che punta sul curare la persona e poi la malattia, i ragazzi riescono ad esternare le loro emozioni attraverso dei progetti, scoprendo un nuovo mondo, da loro definito fantastico, ma soprattutto trovando la forza per superare gli ostacoli che la vita pone…”
(Sara Rocchetto)

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A questo punto vorremmo chiedere un favore.
SEI TU L’ESTATE (LA DANZA DELLA PIOGGIA AL CONTRARIO) è la nuova canzone dei pazienti adolescenti del Progetto Giovani dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, quelli del successo di  PALLE DI NATALE
Per loro è VERAMENTE IMPORTANTE riuscire a far arrivare il loro messaggio il più LONTANO POSSIBILE.
Aiutali a raccontare la loro storia condividendo il loro  video.
Scarica il brano al link e aiuterai la ricerca

https://itunes.apple.com/it/album/sei-tu-lestate-la-danza-della-pioggia-al-contrario-single/1398262984

 

Per noi partecipare a questo evento e poi poterlo comunicare a tutti gli altri 200 bambini dell’oratorio è stato bellissimo. Abbiamo visto persone che lavorano con impegno e professionalità, ma soprattutto abbiamo percepito l’amore che mettono nel loro lavoro. Anche noi  possiamo imparare che fare bene è importante, ma non basta … occorre fare con amore! per questo  vi diciamo grazie per quello che fate…ma soprattutto grazie per quello che siete

in particolare ai dottori Maura Massimino, Ferrari Andrea, Alfredo Clerici, Stefano Signoroni, a don Tullio proserpio, al nostro carissimo animatore Marco Chisari, a Samuele e a tutti i ragazzi in cura nel “progetto Giovani” della Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Grazie!

don Giuseppe Facchineri

ORATORIO ESTIVO…SIAMO GIA’ ALL’OPERA!!!!

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Sabato 12, per tutta la giornata, si sono ritrovati insieme i prossimi animatori dell’oratorio estivo per preparare un’estate straordinaria per i bambini e le bambine che animeranno con la loro gioia il nostro oratorio estivo.

¨L’Oratorio estivo 2018 ci aiuta ad aumentare la scoperta che il creato è bello. Ed è straordinariamente bello partecipare alla bellezza del creato. Lo vogliamo dire con uno slogan che intenzionalmente abbiamo voluto stampare sulla maglietta destinata ai nostri animator: «la bellezza è nelle mani di chi si mette all’opera». Dobbiamo riconoscerlo: il creato è bellissimo. Eppure si tratta di una bellezza incompleta. Incompiuta. In attesa di ulteriore perfezione. Dio ci chiede di partecipare alla creazione, per aumentare la bellezza della creazione.

¨L’oratorio estivo 2018 vuole aiutarci a scoprire questa straordinaria dimensione del nostro essere uomini e abitanti di questo mondo.

¨Possiamo scoprire che mentre l’uomo si mette all’opera e partecipa alla creazione, mentre cioè costruisce, in realtà si costruisce. Partecipare all’opera di Dio è la modalità sorprendente e straordinaria attraverso cui ogni uomo diventa se stesso e costruisce la propria umanità.

Siamo talmente abituati al mondo che ci circonda, che troppo spesso non ci accorgiamo di quanto bello esso sia. Dio ci ama a tal punto da renderci parte di un universo che è, in ogni suo particolare, perfetto; ed è perfetto proprio perché creato da Lui. Non solo: Dio si fida così tanto di ciascuno di noi da chiederci di andare oltre il nostro essere Sue creature: ci invita a diventare custodi e creatori a nostra volta. Non possiamo restare inerti di fronte a una dimostrazione di Amore così grande! Tocca a noi: usiamo la testa, il cuore e sporchiamoci le mani. Prendiamoci cura delle cose e delle persone che abbiamo accanto, ridoniamo l’amore che ci è stato donato, mettiamoci in gioco e accettiamo la sfida che ogni giorno ci viene lanciata! Qual è l’obiettivo? Ma è ovvio: la Felicità!

Bravi gli animatori che hanno partecipato e nei prossimi lunedì continueranno l’allestimento dell’Oratorio e bravi gli educatori degli adolescenti che hanno guidato questo momento. Grazie ai loro genitori che li hanno coccolati dalla colazione alla cena…bene… siamo già tutti ALLOPERA2018 (non è un errore…).

ecco le parole del canto 2018, utili anche per pregare:

Apri gli occhi, guardati intorno

E ti accorgerai che esiste un mondo

Che è qui perché sei stato amato e sei amato ancora.

Apri il cuore, vai fino in fondo

E scoprirai che ciò che hai accanto

Aspetta te: è il tuo momento, devi averne cura.

Se ti fidi del Signore, parola e libertà,

Questa sfida accetterai…

All’opera!

Ora tocca a te, all’opera!

Tu prendi questa vita e giocala!

Avrai il coraggio di chi il mondo cambierà…

All’opera!

Tocca a te, all’opera!

La storia inizia qui, tu scrivila!

Sarà l’Amore che I tuoi sogni guiderà…

All’opera!

Tocca proprio a te, gioca la tua vita,

Forza troverai nella fatica

Se capirai che per ogni istante dato ricevi amore.

Mani, testa e cuore serviranno, sai

Il bello che c’è attorno proteggerai.

Se fai come Lui, tu che sei creatura imparerai a creare.

Nello sguardo del Signore, promessa e verità,

Il tuo posto troverai…

All’opera!

Ora tocca a te, all’opera!

Tu prendi questa vita e giocala!

Avrai il coraggio di chi il mondo cambierà…

All’opera!

Tocca a te, all’opera!

La storia inizia qui, tu scrivila!

Sarà l’Amore che I tuoi sogni guiderà…

 

PRIME COMUNIONI

Domenica 6 maggio la nostra comunità ha pregato in una celebrazione ben preparata e partecipata per il primo gruppo di bambini che ha celebrato la  PRIMA COMUNIONE.
Come il Don ha sottolineato noi tutti dobbiamo essere come una spugna che si lascia impregnare dall’amore di Dio per vivere una vita di amore!
Auguriamo a tutti loro che sia l’inizio del cammino di una vita di fede!
Domenica 13 e domenica 20 maggio celebreranno il Sacramento gli altri due gruppi!

COMUNIONI 1

CRESIME 2018

DSCN1528Domenica 22 aprile alla presenza di Monsignor Fausto Gilardi 38 ragazzi e ragazze della nostra comunità hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione.

Monsignor Gilardi ha sottolineato 3 atteggiamenti da tenere presenti anche nella vita: la SORPRESA (di ricevere proprio dal Signore un dono così grande); la RESPONSABILITA’ (la capacità di prendere decisioni) e l’AMICIZIA (soprattutto con il Signore). Ha anche chiesto ai ragazzi di ricordarsi che la Messa alla domenica è fondamentale per crescere bene alla presenza del Signore ed è importante anche continuare un cammino formativo con il gruppo Medie.

I genitori insieme ai padrini e alle madrine hanno pregato e partecipato intensamente alla celebrazione, ringraziando infine insieme alla comunità i nostri sacerdoti, Suor Gabriella, le catechiste e gli animatori che con dedizione hanno accompagnato questi ragazzi e queste ragazze per 3 anni nel percorso di Iniziazione Cristiana. Ci auguriamo di cuore di continuare a camminare insieme!

QUANDO I NOSTRI FIGLI DIVENTANO CATTIVI. A proposito di bullismo…

Ultimamente la cronaca ci riporta numerosi e continui episodi di bullismo, di violenze e aggressività nei ragazzi giovanissimi.

Colpa dei genitori, degli insegnanti, della società?
Questa propensione a cercare sempre una “responsabilità” esterna ai nostri comportamenti è da “irresponsabili”.

In ognuno vi è, anche, una energia distruttiva e autodistruttiva che ci rende “capaci” di innumerevoli cattiverie.

Lo sa bene chiunque non sia complice della propria miseria.

Non vi è dubbio che, nella nostra cultura” occidentale”, manca completamente una pedagogia della mitezza, della solidarietà, della collaborazione, della cura reciproca.
Nessuno accompagna, sin da piccoli, alla consapevolezza antropologica della complessità e unicità di noi umani, sempre proiettati al superamento del limite, proprio perché siamo limitati, precari, fragili. Tutti compresi quelli che si atteggiano a spavaldi.

Nessuno concima, coltiva,protegge ed evidenzia queste attitudini che ci appartengono.

Non vi è scuola materna, elementare, media o superiore che educhi alla comunità “luogo” di appartenenza e di costruzione della propria personalissima identità e alla interdipendenza relazionale come “costitutiva” della nostra umanità.
Tutti: genitori, insegnanti, psicologi, allenatori a stressare su competizione, conflitti, vincere, tirar fuori palle, carattere, rispetto… ed altre stupidate di questo tipo.

Il mite “non competitivo” è considerato uno sprovveduto che la famiglia, la scuola, lo sport, lo psicologo dovrebbe attrezzare per imparare a vivere in questo mondo.

In questo vuoto esistenziale coltivato attraverso modelli culturali diffusi ciò che da consistenza è la visibilità. Se non sei visibile non sei niente.

Anche accanirsi verso un debole oltre a soddisfare una predisposizione alla cattiveria e al dominio sull’altro, che è presente in ognuno di noi da visibilità.

Il “bullo”da vicino è un vigliacco, sempre! … ed umanamente disastrati, dei poveracci circondati da macerie emotive.

Ciò che gli dà forza è la non reazione degli spettatori, non per vigliaccheria, questi ultimi, ma per disinteresse e, questo, è anche peggio.

Spesso la prepotenza nasce nei ragazzi dalla debolezza vigliacca di chi non sa e vuole prendere posizione, per evitare sbattimenti e fatiche, preferendo una sudditanza stupida che genera nei ragazzi deliri di onnipotenza o peggio di prepotenza.

Da adulti saranno problematici, affettivamente prepotenti, cittadini arroganti.

Non possiamo e non dobbiamo abdicare al compito serio di insegnare la disciplina delle relazioni, l’onesta misura di sè, il convivere con i propri limiti, il rispetto degli altri.

Noi cristiani dovremmo ricordarci di Colui che è stato mite e umile di cuore … è ha cambiato il mondo.

Dovremmo ricordarci della forza di tanti uomini forti della loro mitezza … è hanno cambiato il mondo.

Dovremmo ricordarci di insegnare ai nostri figli la mitezza e la bontà dell’animo … vivranno in un mondo migliore del nostro!

MEDITATE GENTE… MEDITATE!

Figli: «Senza i “no” non si cresce, educare è una fatica»

Nelle parole di Paolo Crepet, psichiatra e sociologo padovano, l’analisi delle nuove generazioni di genitori e figli: i primi che hanno abbandonato il ruolo di educatori e i secondi che bruciano le tappe vivendo a 13 anni come i 18enni del passato. «È una generazione che non conosce i sogni perché non sono state insegnate le passioni»
 

Alunni e genitori picchiano gli insegnanti, professor Crepet cosa è cambiato di tanto profondo nella scuola italiana?
«Se tuo padre e tua madre non ti hanno mai detto un no da quando sei nato, il primo no che ti dice un esterno non lo accetti. L’educazione è una fatica che nessuno è più disposto a fare: coinvolge i genitori, i nonni, gli educatori, anche quelli fuori scuola a incominciare dall’ambito sportivo. Tutto questo ha una ricaduta drammatica: è una generazione che non conosce più i sogni perché non sono state insegnate le passioni. A forza di dire di sì tutto diventa grigio, si perdono i colori. Tutto è anticipato rispetto a ieri, oggi a 13 anni fai la vita che una volta si faceva a 18. La società anticipa i suoi riti: prima maturi, prima diventi consumista. Oggi un ragazzino di 13 anni al telefonino si compra quello che vuole e questo crea una sproporzione, è una maturazione fittizia: non sei maturo perché sei su Facebook, ma se hai una tua autonomia. Oggi giustifichiamo tutto, non conosciamo i nostri figli, siamo abituati a non negare loro mai niente, a 13 anni le figlie fanno l’amore e non ci sono molte mamme che svengono alla notizia. Si consuma tutto troppo in fretta, anche la vita».

È cambiata così tanto la famiglia italiana?
«Il problema è prima dei genitori che hanno sempre una responsabilità in più rispetto ai figli. Finché campi conservi una responsabilità nei confronti dei figli, anche quando sono adulti negli atti che faranno si rifletterà l’educazione che hai dato. Ma le cose sono cambiate improvvisamente, il mercato del lavoro è diverso e anche la proposta educativa si è allungata all’infinito. Una volta il diploma era più che sufficiente per lavorare, adesso non basta più una laurea. Hai un terzo della vita che è formazione e questo cambia la prospettiva, i bisogni, la necessità e anche i consumi. E perché tutto sia possibile, esige una famiglia che non è più educativa, ma economica. Il valore di una famiglia è passato da educativo a commerciale. I genitori da educatori sono diventati un bancomat».

A proposito di educazione: alcuni licei classici cercano nuovi alunni puntando sul fatto che sui loro banchi non siedono immigrati, disabili
«Una vecchia storia che ritorna ciclicamente è la presunzione di essere una razza migliore. C’è qualcuno che forse si era illuso che fossero bastati i 50 milioni di morti dell’ultima guerra; invece ritorna a galla, come il sughero nella laguna. Continuano a dire bestialità come la storia della razza bianca, ma questo non è un errore di un ignorante, questo nasconde un’ideologia che è quella di Hitler che pensava che Owens non avrebbe mai vinto le Olimpiadi perché nero. Quella è stata la prima rottura: Owens che vince davanti al Furher dimostrando che siamo tutti uomini, non differenti per colore ma per qualità. Un liceo che pensa di fare una sorta di scouting scegliendo così gli alunni è un liceo morto».

Oggi c’è troppa violenza nella politica italiana?
«Quando non si hanno idee si danno cazzotti. In un talk-show il primo che si alza e si toglie il microfono segna un punto. È il non parlare che porta voti, oppure il minacciare il tuo prossimo. Più che aumentata, la violenza è ben comunicata. La stessa violenza che una volta poteva avvenire in un comizio, adesso è sui social con una capacità dirompente moltiplicata».

Perché l’immigrazione fa paura?
«Perché siamo stati un paese che tranne qualche enclave nelle città portuali Venezia è un grande esempio non ha conosciuto la diversità. Ci sono mancati gli scambi e si scambia tra diversi e non tra uguali, milioni di italiani non sanno cosa vuol dire. E questo comporta una paura per tutto ciò che non è prodotto dalla tua terra. L’immigrazione è stata una selezione darwiniana, nel paesello dei cinque figli maschi andavano via i due con più carattere e più forza. In Italia, come ovunque, sono andati via i migliori. L’immigrazione aiuta un altro popolo: l’idea di mogli e buoi dei paese tuoi non funziona neanche con le vacche».

di Edoardo Pittalis

 

CARNE VIVA DI CRISTO

Sono indignato per quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi verso i migranti, nell’indifferenza generale. Stiamo assistendo a gesti e a situazioni inaccettabili sia a livello giuridico, etico ed umano.
È bestiale che Destinity, donna nigeriana incinta, sia stata respinta dalla gendarmeria francese. Lasciata alla stazione di Bardonecchio, nella notte, nonostante il pancione di sei mesi e nonostante non riuscisse quasi a respirare perché affetta da linfoma. È morta in ospedale dopo aver partorito il bimbo: un raggio di luce di appena 700 grammi!
È inammissibile che la Procura di Ragusa abbia messo sotto sequestro la nave spagnola Open Arms per aver soccorso dei migranti in acque internazionali, rifiutandosi di consegnarli ai libici che li avrebbero riportati nell’inferno della Libia.
È disumano vedere arrivare a Pozzallo, sempre sulla nave Open Arms, Segen, un eritreo di 22 anni che pesava 35 kg, ridotto alla fame in Libia, morto poche ore dopo in ospedale. Il sindaco che lo ha accolto fra le sue braccia , inorridito ha detto :”Erano tutti pelle e ossa, sembravano usciti dai campi di concentramento nazisti”.
È criminale quello che sta avvenendo in Libia, dove sono rimasti quasi un milione di rifugiati che sono sottoposti-secondo il il Rapporto del segretario generale dell’ONU ,A. Guterres- a “detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale , a lavori forzati e uccisioni illegali.” E nel Rapporto si condanna anche ”la condotta spregiudicata e violenta da parte della Guardia Costiera libica nei salvataggi e intercettazioni in mare.”
È scellerato, in questo contesto, l’accordo fatto dal governo italiano con l’uomo forte di Tripoli, El- Serraj (non c’è nessun governo in Libia!) per bloccare l’arrivo dei migranti in Europa.
È illegale l’invio dei soldati italiani in Niger deciso dal Parlamento italiano, senza che il governo del Niger ne sapesse nulla e che ora protesta.
È immorale anche l’accordo della UE con la Turchia di Erdogan con la promessa di sei miliardi di euro, per bloccare soprattutto l’arrivo in Europa dei rifugiati siriani, mentre assistiamo a sempre nuovi naufragi anche nell’Egeo: l’ultimo ha visto la morte di sette bambini!
È disumanizzante la condizione dei migranti nei campi profughi delle isole della Grecia. “Chi vede gli occhi dei bambini che incontriamo nei campi profughi- ha detto l’arcivescovo Hyeronymous di Grecia a Lesbos- è in grado di riconoscere immediatamente, nella sua interezza la “bancarotta dell’umanità.”
È vergognoso che una guida alpina sia stata denunciata dalle autorità francesi e rischi cinque anni di carcere per aver aiutato una donna nigeriana in preda alle doglie insieme al marito e agli altri due figli, trovati a 1.800 m , nella neve.
Ed è incredibile che un’Europa che ha fatto una guerra per abbattere il nazi-fascismo stia ora generando nel suo seno tanti partiti xenofobi, razzisti o fascisti.
“Europa , cosa ti è successo?”, ha chiesto ai leader della UE Papa Francesco. È questo anche il mio grido di dolore. Purtroppo non naufragano solo i migranti nel Mediterraneo, sta naufragando anche l’Europa come “patria dei diritti”.
Ho paura che , in un prossimo futuro, i popoli del Sud del mondo diranno di noi quello che noi diciamo dei nazisti. Per questo mi meraviglio del silenzio dei nostri vescovi che mi ferisce come cristiano, ma soprattutto come missionario che ha sentito sulla sua pelle cosa significa vivere dodici anni da baraccato con i baraccati di Korogocho a Nairobi (Kenya). Ma mi ferisce ancora di più il quasi silenzio degli Istituti missionari e delle Curie degli Ordini religiosi che operano in Africa. Per me è in ballo il Vangelo di quel povero Gesù di Nazareth :”Ero affamato, assetato, forestiero…” È quel Gesù crocifisso, torturato e sfigurato che noi cristiani veneriamo in questi giorni nelle nostre chiese, ma che ci rifiutiamo di riconoscere nella carne martoriata dei nostri fratelli e sorelle migranti. È questa la carne viva di Cristo oggi.
padre Alex Zanotelli

UNA SANTA PASQUA PIENA DI GRAZIA!

…. Iniziata con i Quaresimali che ci hanno aiutato a capire che la vita buona del Vangelo ci salva e ci dona la grazia di una vita accompagnata dalla speranza,  ha avuto il momento culminante nel Triduo dove abbiamo pregato  e accompagnato i nostri catecumeni con grande commozione a ricevere i Sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Eucarestia.

Ringraziamo il Signore per questa abbondanza di bene che abbiamo condiviso con i nostri Sacerdoti, le nostre famiglie, i collaboratori e soprattutto con i nostri giovani e i nostri bambini.

GRANDI SODDISFAZIONI DAI NOSTRI ATLETI!

JUDO

Il 18 marzo a Piancogno II Campionato Regionale di judo. Le nostre atlete hanno vinto rispettivamente: Arianna e Maia medaglia d’oro: Raffalla e Giovanni medaglia d’argento e Valentina medaglia di bronzo.

PALLAVOLO

Domenica 8 aprile  – fase a eleminatoria diretta, finale 1°-2° posto categoria juniores – silver : le nostre ragazze hanno conquistato un meritato 2° posto.

CALCIO

Domenica 8 aprile i nostri Juniores hanno vinto il girone della fase finale Interregionale di Milano della “Junior Tim Cup – il calcio negli oratori”, il torneo giovanile di calcio a 7 under 14 promosso da Lega Serie A, TIM e CSI. Si contenderanno il titolo nella finale nazionale del 9 maggio all’Olimpico di Roma.

I-viincitori-della-prima-fase-interregionale-JTC-2017-2018

La pazienza della giusta misura

dilemma_porcospino

“Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono il dolore delle spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali: il freddo e il dolore. Tutto questo durò finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”. (Arthur Schopenhauer – ‘Parerga e Paralipomena’)

L’essere umano tenta da sempre di stringere legami forti e duraturi con altre persone, ma proprio quando la vicinanza con l’altro si riduce ci si espone apertamente alle “spine”. Non a caso quando si entra in maggior contatto con una persona si rischiano i dolori più profondi, ma al contrario anche rimanendo lontani non si ha la possibilità di sopperire al freddo con il calore umano, vitale per l’uomo. Qual’ è la corretta distanza da mantenere nelle relazioni (d’amicizia e non) per avere il giusto calore e allo stesso tempo evitare le spine? È meglio patire il freddo o dolore per la puntura delle spine?

A noi piacerebbe rispondere in maniera chiara perchè ciascuno cerca punti fermi e sicuri … ma questo racconto ci svela che forse la scelta più lungimirante non è definirsi in una posizione ma avere la pazienza della  relazione che richiede dinamismo, movimento, sapersi continuamente mettersi in gioco e capire che questa agilità del cuore è la giusta misura!

 

 

 

In preparazione alla PROSSIMA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 11 FEBBRAIO 2018: “PRENDERSI CURA …DI CHI CURA”

“Prendersi cura di chi cura”

La demenza è una patologia in continua crescita soprattutto a causa del miglioramento dell’aspettativa di vita e dell’aumento della popolazione anziana. Con il termine demenza si indicano tutte quelle condizioni neurologiche di degenerazione e morte cellulare che producono una progressiva perdita di capacità cognitive, in particolare la memoria. Si tratta di una patologia cronica che coinvolge non solo il malato, ma anche tutto il sistema famigliare che si trova a vivere un costante affaticamento fisico ed emotivo con disorientamento, ansia, paura, perdita di speranza. La demenza diventa così, all’interno della vita della famiglia e in senso intergenerazionale, un vero e proprio evento traumatico a cui tutti sono esposti e chiamati a fare fronte.

 Il caregiver è colui che è più direttamente coinvolto nella cura del malato e, proprio per questo, risulta spesso maggiormente esposto al rischio di dover apportare radicali modifiche alla sua organizzazione di vita con un conseguente significativo impatto emotivo. Sovente chi assiste un malato di demenza prova crescenti sentimenti di inefficacia, isolamento, ansia.

 Il progetto “prendersi cura di chi cura” si rivolge proprio ai caregiver e prevede la realizzazione all’interno dei Consultori famigliari della Fondazione Guzzetti di gruppi di sostegno tramite l’utilizzo dell’EMDR, acronimo che sta per “desensibilizzazione ed elaborazione dei traumi attraverso il movimento oculare”, una moderna tecnica psicologica che aiuta ad affrontare e superare l’evento stressante.

Locandina Gruppo Caregivers 2018 (2)

 Una prima esperienza si è svolta presso il Consultorio Kolbe tra ottobre e dicembre 2017 con un ottimo riscontro da parte dei partecipanti che hanno giudicato molto utile il lavoro fatto sia per la significativa riduzione dei vissuti stressanti sia per aver potuto trovare in chi vive situazioni simili un importante conforto.

 Il progetto è strutturato in 7 incontri di 1 ora e ½, una volta la settimana, dalle 15.00 alle 17.00. La partecipazione è completamente gratuita.

 Il prossimo gruppo si terrà presso il Consultorio Kolbe – viale Corsica 68 a Milano e partirà nel mese di marzo con il seguente calendario:

14/21/28 marzo; 4/11/18 aprile; 6 giugno.

 Per informazioni e iscrizioni: 02 70006393 / info@consultorio-kolbe.it.

 Il gruppo EMDR per chi assiste un malato di demenza 

Dott.ssa Cristina Fumi  e Dott.ssa Silvia Inglese

volantone guzzetti

presentazione ufficiale del percorso dei quaresimali 2018

L’itinerario di quest’anno è un invito a rivivere in termini non devozionali o sacrali il “vangelo della Pasqua”, ma a ritrovare quelle parole evangeliche che anche oggi, nei passaggi esigenti e significativi del nostro vivere diventano luce che mostra la strada possibile da percorrere … è un’istruzione a camminare nella luce della sua Presenza. 

La qualità delle tematiche  e soprattutto la preziosa presenza di persone di altissimo livello professionale e umano ci rendono consapevoli dell’occasione più unica che rara di questo itinerario. Per questo non solo invito a partecipare, ma a diffondere e a invitare persone che sicuramente avranno beneficio, incoraggiamento e buoni contenuti per il loro cammino. Ecco il programma dei quaresimali:

QUARESIMA - VOLANTINO BVA 2018

IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI

Conferenza Episcopale Lombarda

 Nota in vista delle elezioni politiche ed amministrative 2018

Mentre prosegue l’intensa campagna elettorale che culminerà con le elezioni amministrative regionali e politiche nazionali, la Conferenza Episcopale Lombarda ritiene opportuno offrire ai propri fedeli alcune indicazioni pastorali, per incoraggiare alla serenità e alla responsabilità nel cammino di preparazione a questi importanti appuntamenti.

  1. La premessa fondamentale è che i cristiani, come tutti i cittadini italiani, vogliono riaffermare la necessità di una buona politica. Le comunità cristiane devono essere non solo voce che chiede e critica, ma piuttosto luogo di formazione per accompagnare le persone alla maturità, quindi anche alla capacità e passione per un impegno politico coerente e generoso.

Di fronte alla tentazione molto diffusa dell’astensionismo e del disinteresse, è necessario e urgente che l’opera educativa delle comunità cristiane solleciti tutti alla presenza e alla partecipazione attiva e responsabile a questi appuntamenti elettorali: anzitutto attraverso l’espressione consapevole del proprio voto; più approfonditamente auspicando l’impegno attivo di un numero sempre maggiore di fedeli laici in ambito politico e più in generale praticando una partecipazione alla vita politica che non si limiti al momento delle elezioni, ma accompagni la vita quotidiana delle istituzioni, attraverso lo strumento dell’informazione, della vigilanza e del richiamo.

A nessuno può sfuggire l’importanza dell’esercizio del diritto-dovere del voto: con esso si concorre infatti a determinare l’indirizzo politico del proprio Stato e della nostra Regione. Chi non va a votare non è uno che si astiene dal voto; è piuttosto uno che decide che siano altri a decidere per lui.

 

  1. Ci aspettiamo che il confronto tra le parti sia il più sereno possibile e non gridato, su programmi ben articolati, sinceri e reali nelle promesse. Si devono curare le condizioni perché il popolo degli elettori possa compiere a ragion veduta la scelta che giudica più valida. Chiunque sarà chiamato a governare avrà il compito di rafforzare le condizioni per un vivere insieme che rigeneri fiducia e legami tra le persone. Soltanto a questa condizione si potranno affrontare le questioni urgenti che permetteranno di riaccendere una stagione di rinascita dopo una crisi che ha lasciato tra noi ben evidenti tanti segni di declino, in Italia come nella nostra Regione Lombardia. 

Questo clima di fiducia sarà realizzabile se insieme lavoreremo per salvaguardare dall’erosione dell’individualismo i nessi fondamentali che sostengono la nostra vita comune:

– la famiglia, e in particolare la sua capacità di donarci il futuro attraverso le nuove nascite;

– i giovani, sviluppando progetti per il loro futuro anzitutto lavorativo: soltanto in questo modo i giovani potranno sentirsi parte attiva e motore del rinnovamento sociale che tutti auspichiamo;

– le tante forme di povertà che rischiano di non coinvolgerci nemmeno più emotivamente, talmente sono visibili e diffuse nei nostri territori urbani;

– i legami sociali, promuovendo processi di accoglienza e integrazione che evitino di scaricare sui migranti stranieri e sui profughi l’insoddisfazione per i problemi che non sappiamo risolvere

– la regolamentazione della finanza affinché sia a servizio di una giusta economia e di ogni uomo; 

– il dialogo e il sostegno all’imprenditoria perché tuteli e crei nuova occupazione, favorendo una ripresa più promettente.

Alla politica, ai politici chiediamo anche attenzione alle grandi questioni che il progresso della scienza mette nelle nostre mani, come oggetto di un discernimento necessario: le questioni etiche rilevanti della vita, della morte, della dignità e sacralità della persona.

 

  1. Chiediamo attenzione perché la presenza dei cattolici nelle diverse parti in competizione non si ripercuota in termini di lacerazione dentro il corpo vivo delle comunità: la Chiesa non si schiera in modo diretto per alcuna parte politica. Ciò significa che tutti – in particolare coloro che si propongono come candidati – si guardino dalla tentazione di presentarsi come gli unici e più corretti interpreti della Dottrina sociale della Chiesa e dei valori da essa affermati. Occorre educarsi maggiormente sia alla condivisione dei medesimi principi ispirati alla retta ragione e al Vangelo, sia al rispetto dell’ineludibile diversità di esiti dell’esercizio di discernimento e della conseguente pluralità di scelte. Su ciascuna di queste scelte – purché siano coerenti con i principi derivanti dalla medesima ispirazione cristiana – il giudizio andrà formulato a partire dalle ragioni addotte a loro sostegno, dalla loro percorribilità ed efficacia, dal rispetto che esse esprimono e promuovono del sistema democratico.

 

  1. Per evitare ogni possibile strumentalizzazione e per difendere gelosamente la libertà della Chiesa di fronte a tutti, le parrocchie, gli istituti religiosi, le scuole cattoliche, le associazioni e i movimenti ecclesiali, durante il periodo elettorale non mettano sedi e strutture a disposizione delle iniziative di singoli partiti o formazioni politiche. Si deve vigilare per evitare che le ordinarie iniziative pastorali vengano strumentalizzate a fini elettorali. A tale scopo, durante questi periodi, è prudente che le iniziative di formazione, riflessione e preghiera, pensate proprio per prepararci agli appuntamenti elettorali e per accrescere la nostra coscienza critica circa la politica, non coinvolgano persone già impegnate a livello sociale e politico.

Ai presbiteri è richiesta l’astensione da qualsiasi forma di partecipazione diretta alla vita politico-partitica e alle iniziative elettorali. Per la stessa ragione, fedeli laici che presiedono o occupano cariche di rilievo in organismi ecclesiali, qualora intendano concorrere per le elezioni e assumere un ruolo politico di rilievo, si dimetteranno dai loro incarichi di responsabilità ecclesiale.

 I vescovi della Conferenza episcopale lombarda

 Caravaggio, 18 gennaio 2018

Anche se c’era la nebbia … abbiamo visto il mosaico! Da un semplice “benvenuto” ad un sorprendente incontro! La visita preziosa di padre Marko Ivan Rupnik a Morsenchio!

29 gennaio 2018, in una sera piena della tipica nebbia milanese … cosa sarà successo di strano a Morsenchio? P. Marko Rupnik è stato per una sera ospite della nostra comunità, a casa di don Giuseppe, mentre era di passaggio per una conferenza ai Parroci della città di Milano.

La sua breve permanenza- ci ha permesso di incontrarlo e di mostragli i nostri mosaici- è stata un grande dono per la nostra comunità che è molto abitata dalla sua spiritualità e abitata oramai da molti mosaici.

L’incontro (nella nebbia) è stato spettacolare -da far sbarrare gli occhi anche a padre Rupnik-… il salone dell’oratorio, a quell’ora di sera (non proprio in un orario e un clima agevole!) pieno di famiglie, adolescenti, giovani, adulti, educatori, catechiste, allenatori, CPP…

… si, c’era la nebbia, ma si sono visti benissimo i mosaici che il buon Dio ha messo in questa comunità, dove ciascuno è tessera preziosa e necessaria … e non importa la sua forma, perchè tutti riuniti dallo Spirito che rende santa la comunione … così com’è… splendida armonia delle nostre misere imperfezioni!

Abbiamo anche visto

la commozione di un uomo sapiente che ama Dio per l’accoglienza ricevuta

abbiamo visto la sua gioia nell’incontrare i nostri ragazzi e giovani

l’immediata cordialità di chi raggiunge il cuore e parla al cuore… e tutti siamo rimasti commossi e onorati per la sua riconoscenza.

Gli abbiamo fatto vedere i mosaici che abbiamo fatto in questi anni e lui ci dice che ha visto “un altro grande mosaico” che tutti insieme abbiamo realizzato in questi anni: la comunità riunita intorno al Signore.

Le sue parole e la sua benedizione finale sono state come un balsamo che incoraggia e sprona l’animo al bene.

Questa sera abbiamo anche imparato che le relazioni, quando sono vere, non si misurano sulla quantità, ma sull’intensità delle sintonie spirituali. Ci si vede … ed è come se da sempre ci si frequentasse. In questo breve tempo di incontro, semplicemente e per Grazia, abbiamo gustato la verità di una profonda amicizia nel Signore.

Non so se riusciremo a visitare l’Atelier del centro Aletti  (http://www.centroaletti.com/),

non so se riusciremo a fare qualche opera insieme

non so se riusciremo a visitare la Cappella del Papa

siamo sicuri che l’incontro di questa sera  ci ha fatto volere più bene.

ps: Caro padre Marko, se per caso tu riescissi a farci fare anche solo qualcuna di queste cose …noi (oltre a volere bene a te e alla tua comunità)… saremmo molto contenti!!! :):):)

… cosa vuoi, siamo così, … spontanei … un po’ del Viale,

ma quando passi ricordati: tu qui sei di casa!

 

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ps: seguiranno le pubblicazioni di altre foto e delle parole che il padre ci ha rivolto

 

 

FESTA DELLA FAMIGLIA 2018

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TENER VIVO L’AMORE ovvero L’AMORE CHE CI RENDE VIVI!

L’amore non è un’esplosione iniziale di energie che va esaurendosi, nel tempo, sino a scemare nel grigiore quotidiano ed infine nella sopportazione dell’altro (quella che i cattolici, “ solo”praticanti, chiamano la “croce del matrimonio”).
In realtà, ogni essere umano è aperto ad innumerevoli possibilità e ha, in se, tutte le potenzialità dell’umanità. Il cuore di una persona, il suo centro e inconoscibile, indescrivibile, indicibile. La conoscenza dell’altro non e mai conclusa. Chi ha la pretesa di conoscere qualcuno ha smesso di amarlo e lo ha trasformato in una casella di quel mosaico della vita che ha solo se stesso al centro.
Solo l’amore consente di fare una “vera” esperienza e conoscenza dell’altro, della sua umanità e unicità. L’amore è dinamico, non va spegnendosi progressivamente e inevitabilmente ma si alimenta e cresce continuamente attraverso le esperienze che la vita ci apparecchia.
Paradossalmente solo alla fine di una vita condivisa puoi dire di amare l’altro sapendo quel che dici, dando il giusto significato alla parola “ti amo”.
L’amore è veramente l’incontro tra due mondi, storie, biografie che costruiscono un nuovo mondo, passando dal mondo dell’io a quello del noi, attraverso l’esperienza di un “io” e un “tu” che sanno “dialogare” e stupirsi della diversità dell’altro, sentendo sempre meno la relazione e l’incontro come fatica, peso. Noi umani siamo costitutivamente strutturati per la collaborazione, l’incontro, la condivisione, unico modo per ridurre limiti, fragilità, vulnerabilità personale. “Collaboriamo” anche per introdurre nuovi esseri umani nella storia e ne “condividiamo” il frutto.Chi dice di amare per sempre dice una bugia, o meglio, dice la verità del momento …senza sapere come sarà il giorno dopo. Solo impegnandoci a riscoprire, ogni giorno, la bellezza umana dell’atro si può sperimentare un amore che attraversa e segna tutta una vita.

Giornata della Memoria:Gesù era ebreo!

Che Gesù sia nato ebreo non c’è nessun dubbio, come Maria sua madre è stata ebrea (è ebreo chi è figlio di madre ebrea): ce lo dicono i tre Sinottici e lo affermano tutti quelli che parlano di Maria. Ricordiamo Giuseppe quale marito di Maria: anche il marito è ebreo. Se la madre è ebrea il figlio è ebreo, perché l’ebraicità di un essere che nasce si riferisce alla madre; ragione per cui, Gesù è nato ebreo.

I cristiani devono molto agli ebrei. L’adorazione, ad esempio. L’adorazione in sinagoga alla sua radice è il servizio cristiano della Parola: le letture tratte dalle Scritture dell’Antico Testamento, da un lezionario, gli inni, le preghiere e la predica. La predica stessa è un’invenzione ebraica; nella pratica pagana non c’era niente di simile. I primi cristiani hanno preso il servizio nella sinagoga e vi hanno aggiunto “lo spezzare il pane”.

E’ una contraddizione che un cristiano sia antisemita. Un po’ le sue radici sono ebree. Un cristiano non può essere antisemita! L’antisemitismo deve essere bandito dal cuore e dalla vita di ogni uomo e di ogni donna! E un cristiano deve avere il coraggio di fare ciò che è la cosa giusta: proteggere il fratello quando è in pericolo. Esiste l’importante riflessione teologica attraverso il dialogo tra ebrei e cristiani, ma è anche vero che esiste un dialogo vitale, una vera e concreta cultura dell’incontro, quello dell’esperienza quotidiana che porta a relazioni autentiche, senza pregiudizi e sospetti, che ci fa sentire, prima di tutto, … tutti uomini … e tutti figli dello stesso Padre.

Il Significato e lo scopo della politica sono gli esseri umani, solo gli esseri umani

Cosa da “significato” alla politica?
L’uomo, ogni essere umano nella sua integrità e unicità è il “significato” dell’agire politico. La politica è la “cornice” della dimensione relazionale, “costitutiva”, di noi umani.

Qual’e’lo “scopo” della politica?
La qualità delle relazioni tra gli esseri umani dentro una comunità! Qualunque cosa venga prodotta:merce o servizio dovrebbe servire al rispetto, tutela, crescita, valorizzazione della dignità di ogni singola persona.

Qual’e’ il limite della politica sinora conosciuta, nelle diverse forme che si sono susseguite ?
Un orizzonte progettuale “confinato” nel “confine” di un popolo, paese, nazione. Quando, in passato e nell’oggi questi confini sono stati “allargati”, è stato solo per dominare altri popoli e si sono chiamati “Imperi”! Manchiamo di una politica riferita all’umanità’, alla specie umana. Non vi sono modelli da esportare. La democrazia è incompiuta, peggio è aggredita all’interno degli stessi paesi democratici, dal “cancro”del mercato e del capitale finanziario. Nel mondo cosiddetto democratico non vi è democrazia economica; non vi è democrazia tra i generi; non vi è democrazia intergenerazionali e verso le generazioni future; non vi è democrazia tra i popoli; non vi è democrazia tra uomo e ambiente. Il presupposto della democrazia è il rispetto del valore dell’altro! Siamo ancora ai primi balbettii della democrazia. Il “dominio” dell’uomo sull’uomo, domina ancora in tutti gli ambiti della vita economica e sociale.
Nonostante questo Adler non aveva ragione.

Di quale politica mondiale hanno bisogno gli esseri umani?
Appunto di una politica che pur agendo in un singolo paese sappia essere “mondiale”; capace di “amministrare” il presente”, usando le riserve di esperienza racchiuse nel “granaio storico” della memoria, di ogni popolo e di tutti i popoli, guardando alle generazioni che verranno. Una politica che ancora non c’è.

Ne saremo capaci?
Certamente!

PREGHIERA PER IL SINODO MINORE: CHIESA DALLE GENTI

Padre nostro che sei nei cieli, venga il tuo regno!

Rinnova il dono del tuo Spirito per la nostra Santa Chiesa perché viva il tempo che tu le concedi come tempo di grazia,

attenda con ardente desiderio il compimento delle tue promesse,

sia libera da paure e pigrizie,

inutili nostalgie e scoraggiamenti paralizzanti,

sia vigile per evitare superficialità e ingenuità,

sia fedele al Vangelo di Gesù e alla santa tradizione

e tutte le genti si sentano pietre vive dell’edificio spirituale

che custodisce la speranza di vita e di libertà

e annuncia l’unico nome in cui c’è salvezza,

il nome santo e benedetto del tuo Figlio Gesù.

Padre nostro che sei nei cieli, sia fatta la tua volontà!

Rinnova il dono del tuo Spirito per la nostra Santa Chiesa e per ogni vivente, perché siamo sempre tutti discepoli, disponibili all’ascolto reciproco, pronti a consigliare:

donaci parole sincere e sapienti, liberaci dalla presunzione e dallo scetticismo.

Aiutaci ad essere docili alle rivelazioni che tu riservi ai piccoli e aperti alla gioia di camminare insieme, di pensare insieme, di decidere insieme, perché il tuo nome sia benedetto nei secoli e la terra sia piena della tua gloria.

CARITAS PARROCCHIALE “MISERICORDIA DELLA BVA”

aggiornata al 2017-2018

La Caritas parrocchiale già da alcuni anni ha condiviso con il CPP e la comunità di evidenziare non tanto un gruppo specializzato, ma di far emergere la sempre citata e poco applicata “dimensione formativa alla carità” su tutta la comunità. La convinzione che la carità (insieme alla formazione e alla liturgia) è dimensione imprescindibile di tutta una comunità (così dicono i “sacri testi”) ci ha persuaso che la misura di un gruppo Caritas deve essere sobria (per gestire i necessari servizi base) e sufficiente (per animare la comunità). Concretamente, nella nostra parrocchia – come premesso – il gruppo Caritas vero e proprio è formato da poche persone che garantiscono il centro di ascolto parrocchiale e i raccordi con la catechesi, gli anziani, la formazione. Normalmente preferiamo privilegiare il contatto personale e la raccolta di informazioni sui bisogni attraverso chi nella comunità lavora “sul campo” (catechiste, suore, sacerdoti, allenatori, collaboratori…) in modo da andare a individuare e far emergere le situazioni di bisogno che spesso per eccesso di pudore e dignità non si presentano. Questi contatti preziosi vengono poi raccolti da gruppo Caritas insieme a coloro che si rivolgono direttamente al centro di ascolto.

accoglienza tutti i giorni  ascolti – lun- gio cda 60 famiglie. Dettagliando potremmo semplificare in questo modo. Cerchiamo normalmente di curare 3 ambiti:- Anziani e ammalati – Famiglie e adulti in difficoltà – Problemi giovanili e loro fragilità. Descrivendo brevemente :

 

  1. Anziani e ammalati

 

La cura degli anziani è affidata in particolare alla “Terza età”. Rosanna Civitarese insieme ad altre volontarie anima e cura un gruppo di 45 anziani (soprattutto donne). Vengono proposte attività ludiche, feste di compleanno, laboratori. Don Vittorio supervisiona le attività e propone cicli di catechesi. Si è deciso insieme al CPP di proporre 3 volte alla settimana la S. Messa feriale alle ore 16,00 per permettere la loro partecipazione. Viene anche proposto un pranzo comunitario una volta al mese in collaborazione con i volontari della parrocchia. La terza età aiuta anche la comunità organizzando la vendita di oggetti realizzati con molta arte e cura dalle signore per raccogliere fondi per aiutare la parrocchia. Partecipano anche attivamente alla vendita mensile delle torte. Per quanto riguarda invece la cura degli ammalati è seguita normalmente dai sacerdoti, in particolare Don Vittorio e a Suor Stefania che insieme ai Ministri straordinari dell’Eucaristia li visitano e segnalano e tengono attenzionate eventuali situazioni di bisogno.

 

  1. Famiglie e adulti in difficoltà

 

Purtroppo nel nostro quartiere aumentano le necessità relative a questa fascia.

 Insieme al centro di ascolto il gruppo delle catechiste e  dei collaboratori cercano di capire i bisogni delle famiglie che incontrano e con la rete informale dei genitori e dei “vicini di casa”,  individuare le situazioni di reale bisogno.Interviene poi il centro di ascolto con la rete “informale” che ha creato: collaborazione con alcuni medici di base, sportello psicologico, accompagnamento per situazioni di gravi crisi economica da parte di alcuni professionisti (avvocato, commercialista, bancari). Un segnale molto forte del raccordo carità-comunità è quello vissuto nella messa domenicale dove normalmente sono presenti i cesti della carità che segnalano gli immediati bisogni del centro di ascolto e nel tempo di Avvento e Quaresima tutta la comunità a tutte le messe vive in maniera solenne il momento dell’offertorio portando offerte e cibo per le borse alimentari. Questo è il momento comunitario più significativo perchè coinvolge tutti, dai bambini fino agli anziani nella normalità dell’anno liturgico. Alcune famiglie da molti anni vivono una forma di decima mensile a favore dei poveri attraverso il gruppo Amici Chiesa.

 

  1. Problemi giovanili e loro fragilità

Anche in questo caso le relazioni tra parroco, educatori, allenatori e famiglie permette di individuare bisogni e relative risposte. Anche qui la rete informale con la scuola aiuta a concretizzare le risposte.

Abbiamo anche qui da anni uno sportello psicologico per sostenere concretamente alcuni adolescenti in difficoltà. Questo accompagnamento individuale si struttura in maniera più significativa nei percorsi di genitorialità che da alcuni anni proponiamo per aree tematiche in relazione a temi educativi con particolare attenzione alla prevenzione delle devianze (per esempio cyber bullismo, droghe, sessualità, ludopatia).

Da due anni abbiamo avviato una collaborazione con il centro di accoglienza migranti Arca di via Fantoli per aiutare alcuni ragazzi che frequentano la nostra comunità con piccoli corsi individuali di italiano e con momenti di aggregazione e incontro con i nostri giovani.

carità  popolare  praticabile nella quotidianità gratuità

 

Per il bello sguardo

Signore,

guarda e proteggi me e tutti noi;
guarda i miei limiti e aiutami a superarli;
guarda le mie infedeltà e perdonami;
guarda il tuo amore e abbi misericordia;
guarda la mia confusione e diradala;
guarda la mia debole fede e rinforzala.

Fammi guardare dentro il mio cuore
e riconoscere lealmente chi sono.

Purifica il mio sguardo
e aiutami a superare antipatie e giudizi.

Illumina il mio sguardo perché mi accorga
di come vivo la mia vocazione.

Il nostro reciproco sguardo mi apra a ogni persona
e mi trattenga dal ritenermi migliore degli altri.

Il mio sguardo sia il tuo sguardo, per te, con te, in te.

PROSSIME INIZIATIVE DI FRATERNITA’… DA SEGNARE IN AGENDA!

Il prossimo periodo che ci aspetta è ricco di proposte e iniziative per la vita della nostra parrocchia. Vi invitiamo a partecipare come occasione per alimentare legami comunitari riscoprendoci gioiosa comunità che vive il tempo della festa e della condivisione.
Alcune di queste iniziative, inoltre, saranno anche occasione per raccogliere i fondi utili alla ristrutturazione dell’area dell’oratorio destinata al gioco dei bambini più piccoli.
Un grazie particolare al gruppo mamme e al gruppo animatori che stanno dando vita a queste proposte. A tutti l’invito a partecipare e a coinvolgere persone amiche!

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LA MIA PRIMA FRATERNITA’ IN ORATORIO…. AVEVO 7 ANNI!

Domenica 21 gennaio la nostra comunità ha fatto grande festa ai bambini del primo anno di catechismo e alle loro famiglie. Per la prima volta abbiamo vissuto un momento tradizionale del nostro percorso formativo: la giornata di fraternità con i genitori. Belle le nostre famiglie, belle le catechiste con gli animatori, proprio belli i nostri bambini! Abbiamo gustato due bei doni: la semplicità e la gioia, semplici ma essenziali ingredienti per rendere ogni cosa della quotidianità… spettacolare! Grazie ai papà e alle mamme che hanno partecipato con grande disponibilità e scioltezza a questa giornata rendendola…. gustosa!

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ABBIAMO VISTO LA SUA STELLA E SIAMO VENUTI AD ADORARLO!

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Come ai magi la stella, a noi si fa guida – nella notte –  la luce di Cristo risorto! 

(dal Preconio Pasquale)

Abbiamo celebrato nella gioia le trascorse festività natalizie. Veramente Il Signore visita il suo popolo e lo inonda della sua grazia “Benedetto il Signore che ha visitato e redento il suo popolo”. Celebrare l’inizio della nostra salvezza ci dona fiducia e speranza per riprendere la vita di ogni giorno maggiomenti consapevoli che Il Padre ascolta i suoi figli, ci sente preziosi e per noi mantiene ogni giorno la sua benedizione e protezione.

Venite adoriamo! Abbiamo pregato adorando colui che per la nostra salvezza dà la vita e ci accompagna ogni giorno con la sua PRESENZA. Ha quanti l’hanno accolto ha dato il POTERE DI VIVERE DA FIGLI DI DIO in questa vita.

Ogni giorno preghiamolo e adoramolo, LUI che “ci ha visitato come un sole che sorge” e con la sua parola illumina i nostri passi.

Abbiamo pregato chiedendo di “rischiarare la vita di tanti di noi che sono nelle tenebre e alcuni anche nell’ombra della morte”.

Abbiamo pregato per la pace … nel mondo e nei cuori!

Si, Padre, dirigi ogni giorno i nostri passi sulla via della pace!

La voce del tuo Figlio, di domenica in domenica, sia come la stella che guida i nostri passi nella vita quotidiana.

Note di Natale

 

PRANZO COMUNITARIO PER ANZIANI GIOVEDI’ 21 DICEMBRE ALLE ORE 12,30

Come di consueto per prenotarsi dare il nome a Rosanna per il gruppo terza età oppure in segreteria. Contributo 5 €.

Pranzo comunitario anziani dic

FESTA DI NATALE per le FAMIGLIE

SABATO 23 DICEMBRE ALLE ORE 15,30 aspettiamo in oratorio tutti i bambini per un pomeriggio di festa e di giochi. Alle 17,30 aspettiamo anche i genitori per una merenda insieme e per scambiarci gli auguri.

CONFESSIONI DI NATALE

ADO e PRE-ADO: sabato 23 dicembre ore 19,00

ADULTI: guardare i cartelli appesi in Chiesa

 VACANZE NATALIZIE: orario apertura oratorio

L’oratorio rimarrà aperto dalle ore 15,00 alle ore 18,30 (per chi lo desidera ci sarà uno spazio adatto per fare i compiti delle vacanze) nei seguenti giorni: dal 27 al 29 dicembre e dal 2 al 5 gennaio.

L’offerta straordinaria alla Chiesa, in occasione del santo Natale, può essere fatta usando le buste che saranno distribuite in chiesa in una delle prossime domeniche e può essere lasciata nell’apposito contenitore in fondo alla chiesa.

Per aiutare la Parrocchia tramite bonifico bancario:

intestato a: Parrocchia Beata Vergine Addolorata in Morsenchio – Banca Prossima

Iban :  IT 13 Q 03359 01600 1 0000 0011560

Un ringraziamento particolare per coloro che mantengono l‘impegno AMICI CHIESA.

BENEDIZIONE BAMBINELLI DEL PRESEPIO

Siamo invitati in questo periodo a fare il presepe nelle nostre case. E’ un segno prezioso della tradizione che ci fa vedere quanto ci ha amato il Signore Gesù facendosi presente in mezzo a noi. Alle Messe di sabato 16 e domenica 17 dicembre ciascuno potrà portare in chiesa la statua di Gesù Bambino – che la notte di Natale siamo invitati a mettere nel nostro presepe – per ricevere la benedizione

PREGHIERA DI BENEDIZIONE

IN OCCASIONE DEL SANTO NATALE

Invitiamo la vostra famiglia

a pregare insieme con le altre famiglie

 DOMENICA 17 DICEMBRE,

in Chiesa Parrocchiale, alle ore 17.00

Durante questa celebrazione ciascuno riceverà la benedizione con il segno dell’acqua benedetta.

Inoltre ognuno è invitato a portare dell’acqua, che sarà benedetta, e che poi ciascuno potrà riportare alla propria abitazione come segno di benedizione e comunione nella fede.

 ORARIO S. MESSE TEMPO DI NATALE 2017

 SABATO 23  DICEMBRE

Ore 17,30 Santa Messa prefestiva della domenica

 DOMENICA 24 DICEMBRE

DOMENICA PRENATALIZIA

ore 9,00 e ore 10,30 Sante Messe

della Domenica prenatalizia

 

DOMENICA 24 DICEMBRE

VIGILIA DI NATALE

(non ci sarà la S. Messa delle ore 17.30 )

ORE 22.00 SANTA MESSA DI NATALE

 

LUNEDI’ 25 DICEMBRE

NATALE DEL SIGNORE

ore 9.00 e ore 10.30

 

MARTEDI’ 26 DICEMBRE

SANTO STEFANO  ore 10.30

(non ci sarà la S. Messa delle ore 18,00)

 MERCOLEDI’ 27 DICEMBRE – SAN GIOVANNI

ore 9,00 e ore 16,00

 GIOVEDI’ 28 DICEMBRE – SANTI MARTIRI

ore 9.00 e ore 18.00

 VENERDI’ 29 DICEMBRE: ore 9.00 e ore 16,00

 SABATO 30 DICEMBRE:

ore 17,30 S. Messa di Vigilia

 DOMENICA 31 DICEMBRE

ore 9.00 e ore 10,30

con il solenne canto del Te Deum

(non ci sarà la S. Messa delle ore 17.30 )

 LUNEDI’ 1 GENNAIO – OTTAVA DEL NATALE

ore 9.00 e ore 10.30

 MARTEDI’ 2 GENNAIO: ore 9.00 e ore 18,00

MERCOLEDI’ 3 GENNAIO: ore 9,00  e ore 16,00

GIOVEDI’ 4 GENNAIO: ore 9.00 e ore 18,00

 VENERDI’ 5 GENNAIO:

(non ci sarà la S. Messa delle ore 9,00)
ore 17,30 S. Messa di Vigilia Epifania

 SABATO 6 GENNAIO 

EPIFANIA DEL SIGNORE 

ore 9.00 e ore 10.30

(non ci sarà la S. Messa delle ore 17.30

DOMENICA 7 GENNAIO

DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

ore 9,00 e ore 10,30

 

Fratelli!

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L’incontro dei preti con l’Arcivescovo Mario mi ha fatto ripensare alle parole che lui ha detto iniziando il suo ministero “esprimo il proposito di praticare uno stile di fraternità, che, prima della differenza dei ruoli, considera la comune condizione dell’esser figli dell’unico Padre: “fratelli, sorelle!”. … offrire una intenzione di frequentazione quotidiana, di disponibilità ordinaria, di premurosa, discreta trepidazione per il destino di tutti. Fratelli! … l’impegno di uno stile di vita, di una consuetudine a riconoscerci in una fraternità sciolta, semplice, operosa e fiduciosa. Fratelli.”

Sei passato tra noi come una BENEDIZIONE!

La Scrittura parla degli uomini di Dio e dice che il loro passaggio è stato una benedizione! Questa sera abbiamo avuto questa sensazione in modo intenso: in un semplice e breve passaggio percepire la commozione di chi “viene nel nome del Signore”, con la semplicità sconcertate della normalità, con i gesti semplici della preghiera e le parole di chi vuole bene al Signore e alla sua Chiesa, che deve servire come Vescovo.

La benedizione di una Comunità: presenze che riempiono il cuore per l’attenzione e la preghiera, la partecipazione traboccante e imprevedibile di bimbi, genitori, adulti, anziani, che ha anche sorpreso il Vescovo Mario “sono tantissimi!”. Questa sera, in questo breve momento di  preghiera, segnato dalla semplicità e dalla commozione, sei passato tra noi … come una benedizione! Il Signore benedica anche te Arcivescovo Mario, ti benedica e ti custodisca!

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Per non cedere alla tristezza!

“Vietato lamentarsi”:

quel cartello sulla porta del Papa

Da qualche giorno sulla porta del suo appartamentino a Santa Marta è apparso un eloquente quanto ironico cartello, che recita: «Vietato lamentarsi». Vi si legge che «i trasgressori sono soggetti da una sindrome da vittimismo con conseguente abbassamento del tono dell’umore e della capacità di risolvere i problemi». Che «la sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di bambini». E conclude così: «Per diventare il meglio di sé bisogna concentrarsi sulle proprie potenzialità e non sui propri limiti quindi: smettila di lamentarti e agisci per cambiare in meglio la tua vita».  

 A notarlo sono stati gli interlocutori più recenti del Pontefice invitati a Santa Marta, tra i quali un anziano sacerdote italiano, amico di lunga data, il quale – dopo aver chiesto l’autorizzazione – l’ha fotografato per divulgarlo. Era stato lo stesso Francesco a farglielo notare al termine dell’udienza avvenuta all’inizio della settimana ed entrambi avevano sorriso. 

Quel cartello è un’invenzione dello psicologo e psicoterapeuta dal nome biblico Salvo Noè, autore di libri e di corsi motivazionali. Nell’ultimo dei suoi volumi ha dedicato alcune pagine proprio a Bergoglio. Lo scorso 14 giugno, al termine dell’udienza in piazza San Pietro, Noè aveva potuto salutare per alcuni istanti Francesco: gli aveva donato il libro, un braccialetto e il cartello immediatamente apprezzato dal Papa che aveva replicato: «Lo metterò alla porta del mio ufficio dove ricevo le persone». Ora, l’«ufficio» del Papa dove avvengono solitamente le udienze è nel palazzo apostolico, la cui austerità e bellezza non si sarebbero certo sposate bene con quel divieto un po’ goliardico. Così Francesco ha deciso di appenderlo fuori dalla porta del suo appartamento. 

In molte occasioni l’autore dell’esortazione «Evangelii gaudium» (la gioia del Vangelo) ha invitato i cristiani ad abbandonare l’atteggiamento di continua lamentela: «A volte – aveva detto alcuni mesi dopo l’elezione – alcuni cristiani malinconici hanno più faccia da peperoncino all’aceto che di gioiosi che hanno una vita bella!»

VIETATO LAMENTARSI

Parte l’anno catechistico 2017-2018!

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Domenica 8 ottobre 2017, con la santa Messa presieduta dal nostro missionario padre Stefano Cartabia, abbiamo solennemente iniziato l’avvio degli itinerari formativi per l’iniziazione cristiana e i preAdo a cui seguirannno in questa settimana il gruppo dei Giovani e infine quello degli Adolescenti. Questo momento ci ricorda il compito primario ed essenziale della comunità cristiana: educare alla vita nel Vangelo, alla gioia dell’incontro con il Signore Gesù, l’unico vero tesoro della vita! E’ Lui il bene più prezioso che abbiamo e con gioia lo doniamo alle nuove gnerazioni perchè abbiano tutta la sua Benedizione: ecco la missione! Nella normalità della quotidianità di una comunità … far passare Lui!

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Mandato educativo 2017

Oggi, 1° ottobre 2017, abbiamo chiesto al Signore Risorto di rinnovare il dono del suo Spirito sui nuovi catechisti, educatori e allenatori di questo nuovo anno pastorale. Come Comunità cristiana, affidiamo ufficialmente il mandato di educatori alla fede. Sostenuti dalla sapienza del Vangelo e dalla preghiera di tutti noi, non si scoraggino nelle prove e nelle fatiche, ma possano essere sempre segno d’amore e strumento di salvezza in mezzo ai fratelli più piccoli.

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Grazie per averci creati per il bene, di aver fatto delle nostre esistenze una meraviglia di misericordia. Vogliamo continuare a lasciarci educare  dalla comunità cristiana ad avere lo sguardo di Gesù sulla vita e siamo ancora una volta pronti ad accompagnare i piccoli che ci affidi nell’avventura del crescere. Ricordaci che sei Tu il vero Bene, Padre buono, amante della vita!

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Dio Padre di Misericordia, vi faccia testimoni della sua carità e del suo Vangelo e il Signore Gesù, renda efficaci le vostre parole e le vostre opere!

Vi custodisca e accompagni la benedizione di Dio e lo Spirito Santo sia sopra di voi,

affinché siate veri cooperatori del Vangelo!

 

Casa Dolce casa!

“verso sera bisogna, prima di abbandonarsi al sonno, evitare le conversazioni, allontanare le agitazioni ed i rumori della giornata, purificare la propria intelligenza turbata, rendersi calmo e adatto a ricevere dei sogni salutari”

Giamblico: De vita phytagorica 15,65

Oramai ci siamo … con l’inizio dell’anno scolastico si torna tutti a casa dopo il tempo delle vacanze e della villeggiatura. Ho pensato molto a questo gesto del rientrare a casa, perchè di per sè che non viene compiuto solo in occasione del tempo estivo, ma scandisce un po’ tutta la nostra quotidianità … ogni giorno di per sè  “si rientra a casa” alla sera dopo un viaggio nei propri doveri e compiti (certamente meno coinvolgenti ed entusiasmanti delle vacanze). Si ritorna e si ENTRA IN CASA!

Nella Sacra Scrittura, Mosè leva i sandali per entrare nel recinto del Roveto Ardente, alla presenza di Dio.

Anche nell’Islam questo confine tra un fuori e un dentro è mantenuto per la preghiera e per la vita famigliare. Entrando in casa, come in moschea si è invitati a togliere le scarpe. È il modo dei beduini, di entrare nella tenda a piedi scalzi, “scrollando la polvere del deserto”. Non è una questione di pulizia ma di confidenza, intimità e accoglienza.

Addirittura vi è l’esempio di quegli industriali giapponesi che, rientrando nel loro ambiente, lasciano il loro completo di giacca e cravatta per rivestire un Kimono, ed abbigliati così, dopo il bagno, celebrano pacifici e silenziosi la cerimonia del the’.

Cambiare di abito o togliere le scarpe entrando in casa, significa, cambiare di clima, di luogo, di “tempo”. Lasciare gli abiti, anche mentali,  che significano l’azione, l’appartenenza sociale, per stare, così, “spogliati”, da ruoli, immagini, rappresentazioni, nella ricerca di se e dell’incontro umano.

È’ un passaggio, simbolicamente evidente, tra il mondo esterno e il mondo interiore.

Entrando nella propria abitazione occorrerebbe imparare a togliere simbolicamente e mentalmente i sandali, scrollandosi di dosso  la polvere del mondo, con le sue preoccupazioni, urgenze, impegni. 

Ben altro dal varcare la soglia parlando al telefono, una mano occupata con la chiave o la spesa e l’altra alla ricerca di un telecomando, per risentirsi “avvolti” dal rumore del mondo.

È, il significato della Mezuzah, un contenitore, affisso sugli stipiti delle porte degli ebrei, che contiene una pergamena con due brani della Shema, la preghiera fondamentale dell’ebraismo, e ricorda la notte dello sterminio dei primogeniti egiziani; chi varca la soglia l’accarezza, come a richiamare protezione dell’angelo sulla famiglia.

Si varca una soglia che divide il mondo del “fare” dal mondo “dell’essere”.

Si sta entrando nel luogo sacro degli affetti e dell’esperienza di sé.

Li si “rigenerano”, le energie per tornare ad affrontare la realtà con serena consapevolezza.

Non sarebbe male se anche noi, rientrando ogni giorno a casa, ritrovassimo questa nostra  calda, tenera e “forte”, energia “vitale”.

Non sarebbe male se custodissimo questo senso del sacro ogni volta che varchiamo la soglia di ogni incontro e si entra nella storia, nella casa e nella vita degli uomini.

Relazioni e incontri che hanno il gusto e lo stupore del sacro rispetto di chi è cosciente  che entra nella relazione con gli altri.

Dove manca questo senso di rispetto e di consapevole sacralità, rimane solo una devastante invasione, che brutale si impossessa di cose e persone.

Un discepolo del Signore sa bene cosa significa e come varcare certe soglie che hanno il gusto del ritornare a casa.

Buon ritorno a casa a tutti!

don Giuseppe Facchineri

 

INIZIANO LE ISCRIZIONI AI PERCORSI PER L’ANNO PASTORALE 2017-2018

ISCRIZIONI AL CATECHISMO

è necessario iscriversi in segreteria parrocchiale entro fine settembre. La segreteria sarà aperta nei consueti orari a partire da martedì 5 settembre.

 Don Giuseppe sarà disponibile per i colloqui con i genitori del 1° anno di catechismo dal martedì al venerdì in oratorio dalle 17,00 alle 18,30. Per altri orari si prega di contattare il parroco per prendere un appuntamento.

INIZIAZIONE CRISTIANA (IC)

 Date inzio catechismo:

1 IC – martedì 3 ottobre (2 el)

2 IC – mercoledì 4 ottobre (3 el)

3 IC giovedì 5 ottobre (4 el)

4 IC venerdì 6 ottobre (5 el)

Per tutti i gruppi l’orario è dalle 17,00 alle 18,00.

 PRE-ADOLESCENTI E ADOLESCENTI  è necessario iscriversi entro fine settembre. Date inzio catechismo 

PREADO 1-2-3 M.: sabato 7 ottobre ore 19,00

ADO: sabato 14 ottobre ore 19,00

 

 DOMENICA 1 OTTOBRE, alle ORE 10,30 s.MESSA 

DI INIZIO PERCORSO CON LE FAMIGLIE DEL CATECHISMO

E MANDATO EDUCATIVO EDUCATORI, CATECHISTI E ALLENATORI

 

SONO APERTE LE ISCRIZIONI ALLE ATTIVITA’ SPORTIVE DELL’ASD CEA

PER CALCIO E PALLAVOLO ENTRO VENERDI 15 SETTEMBRE.

PER LE ALTRE ATTIVITA’ ENTRO VENERDI’ 29 SETTEMBRE.

 

 

 

Foglietti s.Messa (luglio-agosto)

(scarica PDF)

2 LUGLIO 2017 – IV DOMENICA DOPO PENTECOSTE A

9 LUGLIO 2017 – V DOMENICA DOPO PENTECOSTE A 

16 LUGLIO 2017 – VI DOMENICA DOPO PENTECOSTE A

23 LUGLIO 2017 – VII DOMENICA DOPO PENTECOSTE A

30 LUGLIO 2017 – VIII DOMENICA DOPO PENTECOSTE A

6 AGOSTO 2017 – TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE A

13 AGOSTO 2017 – X DOMENICA DOPO PENTECOSTE A

15 AGOSTO 2017 – ASSUNZIONE DELLA B.V.MARIA A

20 AGOSTO 2017 – XI DOMENICA DOPO PENTECOSTE A

27 AGOSTO 2017 – DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI S. GIOVANNI A

SE RESTI IN NOI SANTO SPIRITO

 

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Dacci sapienza per leggere la vita e la realtà attraverso gli occhi suoi.

Aiutaci a capire  cosa bisogna fare, facci imparare a vedere il mondo

col tuo sguardo di saggezza.

 

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Dona alla mente intelletto per capire il tuo disegno grande su di noi. Infondi in noi la voglia di vita buona e vera, con il tuo aiuto comprenderemo il senso del nostro percorso.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Alcune volte la vita è complicata e non si sa che strada prenderà.

Per ogni cuore in dubbio ci doni il tuo consiglio,

e ogni passo lungo il cammino sarà fermo e più sicuro.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Dona fortezza a chi sente la stanchezza e a chi si trova in difficoltà.

Non farci scoraggiare quando la vita è dura,

nelle fatiche di ogni giorno la Parola porta frutto.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Facci scoprire ogni cosa del creato che è stupenda opera di Dio.

Il dono della scienza aprirà i nostri occhi,

e scopriremo che il mondo è bello perché è frutto del Suo amore.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

E scopriremo in lui l’amico vero a cui affidarci con serenità.

Che tutta la sua Chiesa possa seguir nei passi:

nella pietà a ci legheremo a lui e resteremo saldi.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Rendici docili e lasciaci guidare come un bimbo con il suo papà.

Il Padre sa che fare, non ci farà sbagliare:

timor di Dio non è paura ma rispetto ed umiltà.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù!

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Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù!

 La più bella avventura: la meta è … il cammino!

La vita di un cristiano poi è doppiamente avventura, perché è la sete stessa di Dio che lo sospinge avanti, perché è Dio stesso che chiama a camminare con Lui e verso di Lui… Nessuno è più viandante di un cristiano. Il cristiano ha sete di tutte le cose visibili ed invisibili; la sete che non si può frazionare in piccole avventure, saldato com’è a Qualcuno, che pur non conoscendo ancora bene, pur non sapendo con qual nome chiamarlo, sa di dover cercare nella più bella avventura che è la vita… che ci ha donato!

20170710_1802161° RIFLESSIONE – INIZIO DEL PELLEGRINAGGIO

 Mt 4,18-22   Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” . Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Preghiera del Cammino

Signore, illuminami e guidami nella fede, nella speranza e nella carità.

La strada che tu hai percorso sia da me seguita.
Tutto ciò che tu ami sia da me amato.

Tu, Luce, illumina le mie tenebre.
Tu, Forza, sorreggi la mia debolezza.

I miei occhi siano i tuoi occhi,
le mie mani siano le tue mani,
le mie spalle siano le tue.

Il mio cuore sia il tuo cuore, affinché i fratelli,
tramite la mia umile e fedele presenza,
possano incontrare Te e, nella fede, vederti e amarti.

Signore, prendimi come sono e fammi come tu mi vuoi.

2° RIFLESSIONE

 Mc 10, 35-40

Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, vogliamo che tu ci faccia per noi quello che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Che cosa volete che io faccia per voi?”. Gli risposero: “Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”. Gesù disse loro: “Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?”. Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato” .

PREGHIERA DI GIOVANNI PAOLO II SULLA TOMBA DI SAN GIACOMO

O san Giacomo di Compostela,
davanti alla tua tomba
veniamo come pellegrini
di tutti i cammini del mondo,
per onorare la tua memoria
e implorare la tua protezione.
Per il nostro pellegrinaggio
abbiamo bisogno del tuo ardore
e della tua audacia.
Tu che sei il patrono dei pellegrini,
guida il nostro pellegrinaggio cristiano.
I popoli sono venuti qui da lontano;
ora tu vieni con noi
all’incontro di tutti i popoli.
Con te vogliamo dire a tutte le genti
che Cristo è Via, Verità e Vita.

3° RIFLESSIONE

 Dal Libro della Genesi

Il Signore disse ad Abram: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. 2Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. 3Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». 4Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot.

 Come per Abramo

Abramo: il pellegrino della fede per eccellenza… come per Abramo anche per noi la promessa del senso autentico della vita diventa voce che chiama a partire, a uscire dalla false sicurezze e a fidarsi solo della sua Parola.

La voce della tua fantasia, dei tuoi sogni, dei tuoi desideri più coraggiosi, dei tuoi ideali più alti ti chiama e ti invita a metterti per strada: è la voce di Dio, di quel Dio che ti abita dentro e che ti vuole fare più grande, ti vuole più libero, e ti porta fuori.

Come per Abramo, Dio ti conduce fuori e ti dice: “Alza gli occhi e conta le stelle del cielo, se puoi. Così sarà la tua posterità” (Gn 15,5).

È Dio che ti vuole fare capire il senso profondo della tua vita, di questa tua esistenza che troppo spesso ti appare stupida o assurda, inutile per te e gli altri: è Dio che vuole aiutarti a capire la tua fede, il tuo rapporto con Lui.

E non c’è modo migliore che “uscire”, mettersi in cammino, abbandonando le sicurezze e le abitudini troppo pesanti, che soffocano il tuo slancio e ti chiudono nella tua povertà quotidiana.

Mettersi per strada è, allora, anche un modo per verificare la propria fede, per accorgersi realmente del valore del credere, per toccare con mano che cosa significa “cercare”, cioè sapere e non ancora vedere, sentire la mancanza di qualcosa che preme e di cui si ha bisogno, avvertire un vuoto che non può restare ed esige di essere colmato.

(G. Basadonna, Spiritualità della strada, p. 52)

 Signore, Abramo si è la­sciato guidare da te, pur non vedendo chiaramente dove lo conducevi: fa’ che possiamo anche noi accettare di farci guidare docilmente dalla tua Parola. Perché lo sappiamo, Signore, che sarai tu a guidare i nostri passi.  

Noi ti preghiamo: Rendici come Abramo

Signore, la missione che affidi ad Abramo è difficile. Tu gli chiedi di lasciare tutto. Gli chiedi il co­raggio di lasciare il paese in cui abita per andare verso una terra sconosciu­ta. Rendici disponibili ad accogliere le tante cose nuove e interessanti che ci verranno proposte.  </