La gioia di un imprevedibile incontro

La Comunità del Piccolo Gruppo di Cristo ha ricordato  il sessantesimo anniversario di fondazione con un pellegrinaggio a Gozo nell’isola di Malta dal 22 al 25 Aprile scorso. In quei giorni abbiamo avuto la gioia di incontrare la piccola comunità di Gozo (Malta). Ci siamo poi recati a visitare la grotta, dove san Paolo, in viaggio per Roma per essere giudicato dall’imperatore,  fece naufragio a causa di una violenta tempesta (cfr. Atti degli Apostoli 28, 1-10). La meta più importante è stato però il pellegrinaggio al Santuario  della Madonna   di Ta’ Pinu, per ringraziare il Signore e la Vergine Maria per i sessant’anni della Comunità.  Dopo un breve percorso  a piedi, siamo arrivati al santuario per la celebrazione della Santa Messa,  presieduta dal  Vescovo di Gozo Mario Grech. Al termine della Santa Messa abbiamo avuto la felice sorpresa di incontrare Padre Marko Ivan Rupnik (oramai famoso teologo e mosaicista in tutto il mondo) che, sulla piazza antistante la basilica, stava lavorando alla costruzione dei suo preziosi e caratteristici mosaici. Ci siamo intrattenuti con lui portando anche i saluti del nostro Don Giuseppe, suo allievo, invitandolo a visitare i mosaici nella nostra parrocchia. Dopo aver inviato a Don Giuseppe le foto del nostro incontro, Don Giuseppe e Padre Rupnik si sono sentiti telefonicamente, esprimendo la gioia di questo imprevedibile ma gioioso incontro.

Galliani Augusto

Nadia Tra il Vescovo e p.Marko

I nostri parrocchiani  con il vescovo di Gozo +Mario Grech e padre Marko Rupnik

il cantiere dei mosaici del Rosario2

il cantiere dei mosaici del Rosario4

il cantiere dei mosaici del Rosario3

p.Marko Rupnik coordina il cantiere

il cantiere dei mosaici del Rosario1

 

 

Pellegrinaggio in TERRASANTA

Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio” (Sal 83,6)

Qui puoi guardare  LE FOTO DEL PELLEGRINAGGIO 2016

Il viaggio verso un luogo sacro rivela l’incessante ricerca umana di Dio. E Gesù descrive se stesso come la strada (io sono la via…Gv.14,6) in grado di svelare il mistero dell’essere umano e la via per arrivare a Dio. Per questo il pellegrinaggio dove trasformarsi in vita. Non deve trattarsi dunque solo di un movimento nello spazio ,ma di un percorso interiore. Il pellegrinaggio deve essere “esercizio di ascesi operosa, preparazione interiore alla riforma del cuore”.   In Israele, in Palestina, in Terra Santa, o nella Terra del Santo?

 La ricerca delle proprie radici1Ascoltatemi, voi che siete in cerca di giustizia, voi che cercate il Signore; guardate alla roccia da cui siete stati tagliati,alla cava da cui siete stati estratti2Guardate ad Abramo vostro padre, a Sara che vi ha partorito; poiché io chiamai lui solo, lo benedissi e lo moltiplicai.      (Is 51,1-2)

 16Se le primizie sono sante, lo sarà anche tutta la pasta; se è santa la radice, lo saranno anche i rami. 17Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, essendo oleastro, sei stato innestato al loro posto, diventando così partecipe della radice e della linfa dell’olivo, 18non menar tanto vanto contro i rami! Se ti vuoi proprio vantare, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.  (Rm 11,16-18)

  • La ricerca di quella Parola che risuonò in quei luoghi 2000 anni fa e che ancora oggi risuona per me!
  • La ricerca di culture differenti in un mondo pieno di contrasti.

Il rapporto tra arabi ed ebrei, la situazione difficile dei cristiani divisi in molte confessioni. Israele è l’ombelico del mondo, un microcosmo di problemi che toccano tutta l’umanità.

 RITORNIAMO A GERUSALEMME! A Gerusalemme non “si va”, ma “SI RITORNA” Questo vale anche per chi vi accede per la prima volta, ma perché là è presente la nostra consolazione. Si ritorna alle fonti (la fonte di Gihon!), alle radici, alla madre, in un rapporto intimo e consolante. 10Rallegratevi con Gerusalemme,  esultate per essa quanti la amate.Sfavillate di gioia con essa voi tutti che avete partecipato al suo lutto.11Così succhierete al suo petto e vi sazierete delle sue consolazioni;succhierete, deliziandovi,all’abbondanza del suo seno. 12Poiché così dice il Signore:«Ecco io farò scorrere verso di essa,come un fiume, la prosperità; come un torrente in piena la ricchezza dei popoli; i suoi bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia saranno accarezzati. 13Come una madre consola un figlio così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete consolati.  (Is 66,10-13)

Consolazione è rifugiarsi presso chi “sa già” la nostra pena e non c’è bisogno di raccontare; qualcuno che capisce e condivide le nostre ragioni e siamo sicuri che in ogni caso si schiererà per noi (Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Rm 8,31). Consolazione è stare sulle ginocchia della madre e percepire “da cuore a cuore” che siamo il suo unico interesse, il suo unico compiacimento.Questo si può trovare a Gerusalemme, perché “lì c’è il nostro Dio” e perché: Le sue fondamenta sono sui monti santi; 2il Signore ama le porte di Sion più di tutte le dimore di Giacobbe.3Di te si dicono cose stupende, città di Dio. 4Ricorderò Raab e Babilonia fra quelli che mi conoscono; ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia: tutti là sono nati5Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro è nato in essa e l’Altissimo la tiene salda». 6Il Signore scriverà nel libro dei popoli: «Là costui è nato». 7E danzando canteranno: «Sono in te tutte le mie sorgenti»(Sal 87).  E Dio sa se abbiamo bisogno di essere consolati! A Gerusalemme non “si va”, ma “SI SALE” Gerusalemme è la città della presenza di Dio (la shekinàh); il suo nome arabo è El Kudz (la Santa). E chi vuole avvicinarsi a Dio, deve in ogni caso “salire”, fare una “ascesa” (o ascesi). La Bibbia ci insegna che esistono due città: Babele e Gerusalemme. Babele è la città che gli uomini costruiscono per se stessi: “Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra»” (Gen 11,4). “Farsi un nome” per gli uomini di ogni Babele, equivale a fissare lo scopo della propria esistenza, scegliere da sé il senso da dare alla propria umanità. Determinare l’esistenza a partire da quaggiù e costruire una torre che raggiunga il cielo. Babilonia è dunque l’immagine di ogni umanesimo fuori dalla legge di Dio, autosufficiente e che pretende di dare una interpretazione definitiva dell’esistenza umana…… Gerusalemme invece è una città piccola piccola, circondata da colline molto più alte, lontana dalle grandi vie di comunicazione…… ma è la città che Dio ha costruito per gli uomini. All’uomo è stato ordinato di dare un nome a tutte le cose, ma egli non può dare il nome a se stesso. Dio solo può rivelarci il nostro nome. Gerusalemme è il laboratorio di quella umanità che impara a “farsi chiamare” da Dio, cioè a ricevere da Lui il senso e il valore della propria esistenza.

A Gerusalemme non “si abita”, ma “SI STA”  Quale gioia, quando mi dissero:  «Andremo alla casa del Signore». E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! (Sal 122).  Se dal punto di vista politico e storico è sempre stata una città contesa, dal punto di vista strettamente religioso essa è la città di Dio: “…… ora mi sono scelto Gerusalemme perché vi dimori il mio Nome……” (1Re 8,16).  Gerusalemme appartiene solo a Lui e perciò è una città accogliente: tutte le religioni vi “stanno” senza che alcuna possa vantarne l’esclusiva. Beato chi “sosta” a Gerusalemme! A Gerusalemme non “si resta”, ma da essa “SI RIPARTE”. L’esperienza spirituale ricordata sopra, del “ritornare”, del “salire”, dello “stare” si conclude con il “ripartire”. Perché a Gerusalemme Dio rivela a ciascuno il proprio “nome”, cioè l’impegno della vita, che deve essere svolto, vissuto, dispiegato nel luogo che Dio a ciascuno ha fissato. Non ci sono nemmeno tombe in Gerusalemme (solamente fuori). L’unico sepolcro che c’è, è vuoto: anche Gesù è ripartito…… e similmente ha detto ai suoi: “…… avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra” (At 1,6). Dopo essere stati consolati, santificati, dopo che ci si è intrattenuti a Gerusalemme, bisogna “ripartire”, scendere nel mondo, nelle città che sono Babilonia, dove Dio ci ha collocati. Senza paure (perché Lui conosce il nome che ci ha dato), ma con una grande nostalgia; bisogna tornare tra gli uomini, affinché Gerusalemme svolga la sua funzione, perché sia quello che deve essere: la città di Dio, la Santa, la Madre alla quale tutti gli uomini tendono e che tutti gli uomini attende. Gerusalemme è la sola città il cui nome valica questo nostro spazio e tempo ed entra nel mondo futuro: essa è la sola città che abbia un destino eterno: 1Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. 2Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3Udii allora una voce potente che usciva dal trono: « Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro  ed essi saranno suo popolo  ed egli sarà il “Dio-con-loro”. 4E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;  non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate»” (Ap 21,1ss).

A che cosa serve un padre in una famiglia?

Dr. Sandro Venturoli – formatore e logoterapeuta e don Giuseppe Facchineri, Parroco

interventi

 

2° INCONTRO: LUNEDI’ 6 MARZO ORE 21,00


 

“Mio padre m’ha ditto      ca ‘o pate l’ha ditto    ca ‘e figlie se vasano n’suonno?

Però certi detti,  sono detti sbagliati, è inutile a ce girà attuorno.

I’so’ stato figlio,  ma mò, songo pate,       ‘sti ‘ccose me songo mancate.

Picciò, nun aspetto  ca vanno a durmì, I’ ‘e figlie m’è vaso scetate.”

Preghiera mensile per adulti

“La gioia del vangelo nella vita quotidiana”

Lunedì 13 febbraio 2017 alle ore 21,00  – Lettura biblica e preghiera personale

prime 6 schede degli incontri (scarica il PDF)

Altro materiale per la formazione degli adulti

i miseri di Gesu – fraternità genitori (scarica il PDF)

La famiglia come comunità (scarica il PDF)

I vangeli della resurrezione (scarica il PDF)

Le parabole della misericordia – Lc 15 (scarica il PDF)

10 modi per rovinare un figlio (scarica il PDF)

Commento sull’enciclica “laudato si” di papa Francesco (scarica il PDF)

Libretto pellegrinaggio in TerraSanta 2016 (scarica il PDF)

PERCORSI FORMATIVI PER GENITORI

La presentazione dell’incontro con i genitori del 27 febbraio 2017

Dov’è mio figlio? In cameretta o in rete?
Istruzioni per comprendere i linguaggi dei “nativi digitali”.

Secondo appuntamento ieri del percorso di formazione ed educazione al digitale che coinvolge adolescenti, educatori e famiglie, organizzato dalla Parrocchia Beata Vergine Addolorata in Morsenchio sui temi del rapporto dei giovani con Internet e i Social Media e sul ruolo educativo dei genitori su questi temi.

L’obiettivo di questo secondo incontro: parlare ad un gruppo di genitori e educatori, in maniera aperta, di Internet e #SocialMedia con l’obiettivo di fornire loro gli strumenti per capire i giovani e il loro rapporto con il digitale.

Abbiamo soprattutto cercato di focalizzare tre concetti:

  • l’importanza per i genitori di conoscere le dinamiche di Internet e della rete e degli strumenti che i loro figli (ma anche loro stessi) usano quotidianamente;
  • l’importanza di assumersi un ruolo educativo, soprattutto nei confronti dei più giovani e dei bambini, che li prepari ad affrontare questi strumenti in modo consapevole ed informato;
  • l’importanza dell’esempio che come genitori è necessario dare, evitando per primi di mettere in scena comportamenti negativi o non adeguati dell’uso della rete.

Il tutto senza nessun pregiudizio e nessun approccio moralistico, ma cercando di parlare e analizzare sia il bello della rete che, soprattutto, gli aspetti critici e problematici che gli adolescenti (e soprattutto i bambini) possono trovarsi ad affrontare.

Per questo, abbiamo parlato con esempi, video e dati, di #reputazionedigitale, #cyberbullismo, #bufale e false notizie, #hatespeech, cercando di capire come affrontarli e come proteggersi, proteggendo Internet e i Social Media dalle derive che in quest’ultimo periodo sono spesso all’attenzione dei media e della cronaca.

Partecipazione numerosa (più di 60 persone) che ha stimolato il dibattito e l’emergere di domande e spunti di riflessione.

1° INCONTRO: LUNEDÌ 27 FEBBRAIO ORE 21,00


Dov’è mio figlio? In cameretta o in rete?Rete internet incontri formativi.jpg
Istruzioni per comprendere i linguaggi dei “nativi digitali”

Roberto Fuso Nerini – formatore in comunicazione e new media

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2° INCONTRO: LUNEDI’ 6 MARZO ORE 21,00


Incontro per i padri
A che cosa serve un padre in una famiglia?

Dr. Sandro Venturoli – formatore e logoterapeuta

3° INCONTRO: LUNEDI’ 13 MARZO ORE 21,00


Incontro per mamme e papà
Nell’educare … coniugi o conviventi?
La scommessa del dialogo.

Dr. Sandro Venturoli – formatore e logoterapeuta