PROFESSIONE DI FEDE dei nuovi animatori e MANDATO EDUCATIVO per l’Oratorio Estivo 2018

Sono chiamati i ragazzi e le ragazze che faranno la loro Professione di Fede davanti a tutta la Comunità. Questo gesto è il segno di un cammino spirituale che li abilita a prendersi cura dei ragazzi che verranno loro affidati. Preghiamo il Signore perché questi giovani ragazzi sappiano testimoniare nella vita ciò che ora professano nella fede.

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Volete impegnarvi a testimoniare in mezzo alla società l’amore crocifisso e risorto del Signore Gesù con una vita di preghiera, di fedeltà alla vostra vocazione, di generosa dedizione ai fratelli? Sì, con la grazia di Dio, lo vogliamo.

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Volete impegnarvi a testimoniare in mezzo alla società l’amore crocifisso e risorto del Signore Gesù con una vita di preghiera, di fedeltà alla vostra vocazione, di generosa dedizione ai fratelli? Sì, con la grazia di Dio, lo vogliamo.

Ricevi il Vangelo e testimonialo nella vita!

Siamo felici di presentare all’intera comunità e, in particolare, ai bambini e ai ragazzi, gli animatori dell’Oratorio estivo di quest’anno

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Carissimi, con gioia la comunità cristiana accoglie il vostro entusiasmo alla vigilia di questo Oratorio estivo. Animare le giornate dei nostri ragazzi non è compito facile né scontato. Richiede passione e pazienza. A nome della comunità, vi ringrazio per la vostra disponibilità. In queste settimane vi affidiamo i più piccoli tra noi: sono il tesoro prezioso della nostra comunità, la nostra riserva di futuro. Abbiatene cura! 

Grazie, Signore, per il dono della vita, per il dono dei nostri amici e per le persone che ci vogliono bene! Grazie per averci creati a tua immagine come opere meravigliose del tuo amore. Anche quest’anno abbiamo accolto il tuo invito a fare gli animatori dell’Oratorio estivo. Ci impegniamo a giocare tutte le nostre qualità e le nostre capacità a servizio dei più piccoli e delle loro famiglie. Signore, in queste settimane desideriamo scoprire quanto siamo preziosi ai tuoi occhi e quante bellezze hai creato per noi. Donaci occhi capaci di stupore e un cuore sempre grato.

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FESTA PER IL 25 ° ANNIVERSARIO DELL’ORDINAZIONE SACERDOTALE DI DON GIUSEPPE

ordinazione-1993003La liturgia Eucaristica che stiamo per iniziare, assume un particolare significato. Oggi la nostra comunità parrocchiale è in festa. Vogliamo, infatti,  ringraziare il Signore per il dono di Don Giuseppe, nella ricorrenza del suo venticinquesimo anniversario  di ordinazione sacerdotale. Dire qualche pensiero su una persona amica  è sempre difficile e il più delle volte inappropriato. Se questa persona è anche sacerdote, è ancora più complicato. Essere amico, infatti, vuol dire condividere gioie e difficoltà, rispettando il ruolo che ognuno ricopre.

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In questi anni, noi tutti con Don Giuseppe, siamo cresciuti in “età” , e speriamo un po’ anche “in sapienza e in grazia”, perché il sacerdote è uomo di Dio. Caro Don Giuseppe, in questo periodo storico, in una società che si definisce liquida, abbiamo nel cuore una richiesta da farti: Ti chiediamo di aiutarci ad essere la “Chiesa del grembiule”, come sognava Mons. Tonino Bello. Una chiesa finalmente libera, che esce dal chiuso dei propri privilegi e dalle mura del tempio, per farsi presente e vicina a ogni uomo, là dove si vive e si lavora, là dove si costruisce la città, si soffre e si muore.Forse un po’ con te siamo già “Chiesa del Grembiule”.

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CONFIDIAMO NEL SIGNORE POICHE’ LUI PUO’ PRENDERE DELLA POVERA E MISERA ARGILLA E FARLA DIVENIRE ORO PURISSIMO CHE RISPLENDE NELLA CASA DEL PADRE!

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Ci hai insegnato ad alzare lo sguardo, indicandoci sempre il Crocefisso come punto di riferimento, insegnandoci una spiritualità concreta e creativa… pensiamo alle tue omelie… Ci hai aiutato ad accogliere e ad avere attenzione alle povertà… Pensiamo agli invisibili… Questo era anche il sogno di un grande Padre della Chiesa: il Card. Carlo Maria Martini, da te tanto amato. Un sogno che sta diventando sempre più realtà con Papa Francesco.

Grazie di tutto, caro Don Giuseppe, la preghiera del Beato Card. John Henry Newman,  ti accompagni nella stupenda avventura di annunciare con entusiasmo il Risorto:

“Guidami, luce, amica, in mezzo alle tenebre: guidami innanzi… Non ti chiedo di vedere l’orizzonte lontano, un solo passo mi basta…. Tantissimi auguri, con stima e affetto.

 

“Un prete uscito dal nostro Oratorio”

di Luca Zaninello

Circa 40 anni fa, io e l’amico Marco Rizzi iniziammo l’esperienza di educatori in San
Gregorio con un gruppo di ragazzini, classe 1968: dopo tre anni uno di questi disse
che sarebbe entrato in seminario.
Ancora oggi questo tipo di notizia desta sempre un po’ di sorpresa, ma allora
non ci stupimmo più di tanto: si vedeva che questo preadolescente aveva una sensibilità
e un’attenzione alla parola di Dio particolare. Ed è così che con grande gioia oggi festeggiamo i 25 anni di Giuseppe Facchineri.
Se non ricordo male Giuseppe era abbastanza angosciato dalle materie umanistiche che
il seminario gli proponeva, quei latino e greco non sembravano essere proprio delle
passeggiate: tuttavia lui aveva chiara la meta da raggiungere.
Abbiamo avuto la fortuna di vederlo crescere, maturare, diventare sempre più convinto
nella sua scelta: tutte le volte in cui ritornava in oratorio ci raccontava della bellezza
e dell’intensità del suo cammino, e quel sorriso che non ha mai perduto comunicava
subito la gioia di avere trovato la propria vocazione. Ho il ricordo di diverse vacanze
estive e di capodanni trascorsi insieme, con la preziosa guida di don Antonio Riva, che ci ha aiutato a crescere come cristiani e quindi come uomini, e che credo abbia trasmesso a Giuseppe quello stile pastorale, sano e vero, che mi sembra lui abbia fatto suo. Man mano che trascorrevano gli anni che lo avvicinavano al giorno dell’ordinazione sacerdotale, in tanti dicevamo che Giuseppe sarebbe diventato un ottimo “prete da oratorio”: la capacità di stare con tutti i ragazzi, quell’allegria contagiosa, e contemporaneamente la profondità di comunicare la parola di Dio con serietà, sono
tutte qualità che ne hanno caratterizzato la crescita.
La prima Messa in San Gregorio fu una grande festa, attorniato dalla sua famiglia e
dai tantissimi amici: qualche mese dopo don Giuseppe iniziava il suo ministero come
coadiutore nelle parrocchie dell’Annunciazione e poi successivamente di Santo Spirito.
Come era prevedibile, il suo carisma con i ragazzi ha lasciato segni molto positivi: in
particolare, mi ricordo quando mi parlava dei pellegrinaggi in Terra Santa o dei viaggi
che aveva organizzato con i suoi giovani, uno addirittura in Uruguay, se non ricordo
male; inoltre, la sua attenzione alla bellezza dell’arte, lo ha portato a usare questo
linguaggio per avvicinare ulteriormente adulti e giovani.
Proprio quando era a Santo Spirito che ci fece vedere i mosaici che aveva saputo realizzare coinvolgendo i suoi parrocchiani in un percorso artistico, ma soprattutto educativo: noi suoi amici eravamo stupiti per l’idea pastorale che stava alla base di tutto ciò e della qualità del risultato finale.
Poi nel 2007 don Giuseppe viene nominato parroco presso la comunità della Beata
Vergine Addolorata in Morsenchio, dove tuttora si trova: ho un ricordo ancora molto
chiaro della celebrazione in cui lui fece l’ingresso ufficiale in quella parrocchia, ma sono
stati soprattutto gli anni successivi, in cui mi è capitato di andarlo a trovare con incontri
sporadici, che mi hanno fatto percepire i bellissimi frutti che lui aveva aiutato a far crescere. Tutte le volte respiravo un clima di accoglienza, il sorriso e l’allegria delle persone sapevo bene da chi derivavano; ma fu soprattutto in occasione del crollo parziale del soffitto della chiesa, mi pare nel 2011, che don Giuseppe ha saputo far camminare unita la comunità la quale, rimboccatasi le maniche, è riuscita a
superare un momento e una prova decisamente impegnativi.
Quante volte l’ho sentito dire: “ringrazio il Signore per la comunità nella quale mi ha
messo, mi sta dando sicuramente più di quello che io sto dando a lei”.
E desidero concludere riparlando ancora dei mosaici, che don Giuseppe ha creato
anche in quest’ultima parrocchia: credo che il primo di questi risalga al 2008, nella
Cappella della Shekinà (Santa Presenza), poi ad esso ne sono succeduti altri. All’inizio
di quest’anno il suo amico padre Marko Rupnik, sacerdote artista sloveno, è passato a
trovarlo e, oltre a ricevere una straordinaria accoglienza, non ha nascosto la sua sorpresa nel vedere le opere artistiche che quella comunità aveva realizzato,
in cui la sua influenza e il suo stile erano decisamente palesi. Ma oltre ad apprezzare
i mosaici fatti in questi anni lui ha visto “l’altro grande mosaico” che tutti insieme
hanno realizzato: la comunità riunita intorno al Signore. Allora anche noi, tua comunità
originaria, ci riuniamo attorno al Signore per ringraziarLo della tua vocazione, del
bene che hai lasciato fra di noi e preghiamo per il tuo ministero sacerdotale.

Tantissimi
auguri don Giuseppe!

ORATORIO ESTIVO…SIAMO GIA’ ALL’OPERA!!!!

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Sabato 12, per tutta la giornata, si sono ritrovati insieme i prossimi animatori dell’oratorio estivo per preparare un’estate straordinaria per i bambini e le bambine che animeranno con la loro gioia il nostro oratorio estivo.

¨L’Oratorio estivo 2018 ci aiuta ad aumentare la scoperta che il creato è bello. Ed è straordinariamente bello partecipare alla bellezza del creato. Lo vogliamo dire con uno slogan che intenzionalmente abbiamo voluto stampare sulla maglietta destinata ai nostri animator: «la bellezza è nelle mani di chi si mette all’opera». Dobbiamo riconoscerlo: il creato è bellissimo. Eppure si tratta di una bellezza incompleta. Incompiuta. In attesa di ulteriore perfezione. Dio ci chiede di partecipare alla creazione, per aumentare la bellezza della creazione.

¨L’oratorio estivo 2018 vuole aiutarci a scoprire questa straordinaria dimensione del nostro essere uomini e abitanti di questo mondo.

¨Possiamo scoprire che mentre l’uomo si mette all’opera e partecipa alla creazione, mentre cioè costruisce, in realtà si costruisce. Partecipare all’opera di Dio è la modalità sorprendente e straordinaria attraverso cui ogni uomo diventa se stesso e costruisce la propria umanità.

Siamo talmente abituati al mondo che ci circonda, che troppo spesso non ci accorgiamo di quanto bello esso sia. Dio ci ama a tal punto da renderci parte di un universo che è, in ogni suo particolare, perfetto; ed è perfetto proprio perché creato da Lui. Non solo: Dio si fida così tanto di ciascuno di noi da chiederci di andare oltre il nostro essere Sue creature: ci invita a diventare custodi e creatori a nostra volta. Non possiamo restare inerti di fronte a una dimostrazione di Amore così grande! Tocca a noi: usiamo la testa, il cuore e sporchiamoci le mani. Prendiamoci cura delle cose e delle persone che abbiamo accanto, ridoniamo l’amore che ci è stato donato, mettiamoci in gioco e accettiamo la sfida che ogni giorno ci viene lanciata! Qual è l’obiettivo? Ma è ovvio: la Felicità!

Bravi gli animatori che hanno partecipato e nei prossimi lunedì continueranno l’allestimento dell’Oratorio e bravi gli educatori degli adolescenti che hanno guidato questo momento. Grazie ai loro genitori che li hanno coccolati dalla colazione alla cena…bene… siamo già tutti ALLOPERA2018 (non è un errore…).

ecco le parole del canto 2018, utili anche per pregare:

Apri gli occhi, guardati intorno

E ti accorgerai che esiste un mondo

Che è qui perché sei stato amato e sei amato ancora.

Apri il cuore, vai fino in fondo

E scoprirai che ciò che hai accanto

Aspetta te: è il tuo momento, devi averne cura.

Se ti fidi del Signore, parola e libertà,

Questa sfida accetterai…

All’opera!

Ora tocca a te, all’opera!

Tu prendi questa vita e giocala!

Avrai il coraggio di chi il mondo cambierà…

All’opera!

Tocca a te, all’opera!

La storia inizia qui, tu scrivila!

Sarà l’Amore che I tuoi sogni guiderà…

All’opera!

Tocca proprio a te, gioca la tua vita,

Forza troverai nella fatica

Se capirai che per ogni istante dato ricevi amore.

Mani, testa e cuore serviranno, sai

Il bello che c’è attorno proteggerai.

Se fai come Lui, tu che sei creatura imparerai a creare.

Nello sguardo del Signore, promessa e verità,

Il tuo posto troverai…

All’opera!

Ora tocca a te, all’opera!

Tu prendi questa vita e giocala!

Avrai il coraggio di chi il mondo cambierà…

All’opera!

Tocca a te, all’opera!

La storia inizia qui, tu scrivila!

Sarà l’Amore che I tuoi sogni guiderà…

 

GRANDI SODDISFAZIONI DAI NOSTRI ATLETI!

JUDO

Il 18 marzo a Piancogno II Campionato Regionale di judo. Le nostre atlete hanno vinto rispettivamente: Arianna e Maia medaglia d’oro: Raffalla e Giovanni medaglia d’argento e Valentina medaglia di bronzo.

PALLAVOLO

Domenica 8 aprile  – fase a eleminatoria diretta, finale 1°-2° posto categoria juniores – silver : le nostre ragazze hanno conquistato un meritato 2° posto.

CALCIO

Domenica 8 aprile i nostri Juniores hanno vinto il girone della fase finale Interregionale di Milano della “Junior Tim Cup – il calcio negli oratori”, il torneo giovanile di calcio a 7 under 14 promosso da Lega Serie A, TIM e CSI. Si contenderanno il titolo nella finale nazionale del 9 maggio all’Olimpico di Roma.

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In preparazione alla PROSSIMA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 11 FEBBRAIO 2018: “PRENDERSI CURA …DI CHI CURA”

“Prendersi cura di chi cura”

La demenza è una patologia in continua crescita soprattutto a causa del miglioramento dell’aspettativa di vita e dell’aumento della popolazione anziana. Con il termine demenza si indicano tutte quelle condizioni neurologiche di degenerazione e morte cellulare che producono una progressiva perdita di capacità cognitive, in particolare la memoria. Si tratta di una patologia cronica che coinvolge non solo il malato, ma anche tutto il sistema famigliare che si trova a vivere un costante affaticamento fisico ed emotivo con disorientamento, ansia, paura, perdita di speranza. La demenza diventa così, all’interno della vita della famiglia e in senso intergenerazionale, un vero e proprio evento traumatico a cui tutti sono esposti e chiamati a fare fronte.

 Il caregiver è colui che è più direttamente coinvolto nella cura del malato e, proprio per questo, risulta spesso maggiormente esposto al rischio di dover apportare radicali modifiche alla sua organizzazione di vita con un conseguente significativo impatto emotivo. Sovente chi assiste un malato di demenza prova crescenti sentimenti di inefficacia, isolamento, ansia.

 Il progetto “prendersi cura di chi cura” si rivolge proprio ai caregiver e prevede la realizzazione all’interno dei Consultori famigliari della Fondazione Guzzetti di gruppi di sostegno tramite l’utilizzo dell’EMDR, acronimo che sta per “desensibilizzazione ed elaborazione dei traumi attraverso il movimento oculare”, una moderna tecnica psicologica che aiuta ad affrontare e superare l’evento stressante.

Locandina Gruppo Caregivers 2018 (2)

 Una prima esperienza si è svolta presso il Consultorio Kolbe tra ottobre e dicembre 2017 con un ottimo riscontro da parte dei partecipanti che hanno giudicato molto utile il lavoro fatto sia per la significativa riduzione dei vissuti stressanti sia per aver potuto trovare in chi vive situazioni simili un importante conforto.

 Il progetto è strutturato in 7 incontri di 1 ora e ½, una volta la settimana, dalle 15.00 alle 17.00. La partecipazione è completamente gratuita.

 Il prossimo gruppo si terrà presso il Consultorio Kolbe – viale Corsica 68 a Milano e partirà nel mese di marzo con il seguente calendario:

14/21/28 marzo; 4/11/18 aprile; 6 giugno.

 Per informazioni e iscrizioni: 02 70006393 / info@consultorio-kolbe.it.

 Il gruppo EMDR per chi assiste un malato di demenza 

Dott.ssa Cristina Fumi  e Dott.ssa Silvia Inglese

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presentazione ufficiale del percorso dei quaresimali 2018

L’itinerario di quest’anno è un invito a rivivere in termini non devozionali o sacrali il “vangelo della Pasqua”, ma a ritrovare quelle parole evangeliche che anche oggi, nei passaggi esigenti e significativi del nostro vivere diventano luce che mostra la strada possibile da percorrere … è un’istruzione a camminare nella luce della sua Presenza. 

La qualità delle tematiche  e soprattutto la preziosa presenza di persone di altissimo livello professionale e umano ci rendono consapevoli dell’occasione più unica che rara di questo itinerario. Per questo non solo invito a partecipare, ma a diffondere e a invitare persone che sicuramente avranno beneficio, incoraggiamento e buoni contenuti per il loro cammino. Ecco il programma dei quaresimali:

QUARESIMA - VOLANTINO BVA 2018

Anche se c’era la nebbia … abbiamo visto il mosaico! Da un semplice “benvenuto” ad un sorprendente incontro! La visita preziosa di padre Marko Ivan Rupnik a Morsenchio!

29 gennaio 2018, in una sera piena della tipica nebbia milanese … cosa sarà successo di strano a Morsenchio? P. Marko Rupnik è stato per una sera ospite della nostra comunità, a casa di don Giuseppe, mentre era di passaggio per una conferenza ai Parroci della città di Milano.

La sua breve permanenza- ci ha permesso di incontrarlo e di mostragli i nostri mosaici- è stata un grande dono per la nostra comunità che è molto abitata dalla sua spiritualità e abitata oramai da molti mosaici.

L’incontro (nella nebbia) è stato spettacolare -da far sbarrare gli occhi anche a padre Rupnik-… il salone dell’oratorio, a quell’ora di sera (non proprio in un orario e un clima agevole!) pieno di famiglie, adolescenti, giovani, adulti, educatori, catechiste, allenatori, CPP…

… si, c’era la nebbia, ma si sono visti benissimo i mosaici che il buon Dio ha messo in questa comunità, dove ciascuno è tessera preziosa e necessaria … e non importa la sua forma, perchè tutti riuniti dallo Spirito che rende santa la comunione … così com’è… splendida armonia delle nostre misere imperfezioni!

Abbiamo anche visto

la commozione di un uomo sapiente che ama Dio per l’accoglienza ricevuta

abbiamo visto la sua gioia nell’incontrare i nostri ragazzi e giovani

l’immediata cordialità di chi raggiunge il cuore e parla al cuore… e tutti siamo rimasti commossi e onorati per la sua riconoscenza.

Gli abbiamo fatto vedere i mosaici che abbiamo fatto in questi anni e lui ci dice che ha visto “un altro grande mosaico” che tutti insieme abbiamo realizzato in questi anni: la comunità riunita intorno al Signore.

Le sue parole e la sua benedizione finale sono state come un balsamo che incoraggia e sprona l’animo al bene.

Questa sera abbiamo anche imparato che le relazioni, quando sono vere, non si misurano sulla quantità, ma sull’intensità delle sintonie spirituali. Ci si vede … ed è come se da sempre ci si frequentasse. In questo breve tempo di incontro, semplicemente e per Grazia, abbiamo gustato la verità di una profonda amicizia nel Signore.

Non so se riusciremo a visitare l’Atelier del centro Aletti  (http://www.centroaletti.com/),

non so se riusciremo a fare qualche opera insieme

non so se riusciremo a visitare la Cappella del Papa

siamo sicuri che l’incontro di questa sera  ci ha fatto volere più bene.

ps: Caro padre Marko, se per caso tu riescissi a farci fare anche solo qualcuna di queste cose …noi (oltre a volere bene a te e alla tua comunità)… saremmo molto contenti!!! :):):)

… cosa vuoi, siamo così, … spontanei … un po’ del Viale,

ma quando passi ricordati: tu qui sei di casa!

 

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ps: seguiranno le pubblicazioni di altre foto e delle parole che il padre ci ha rivolto

 

 

FESTA DELLA FAMIGLIA 2018

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TENER VIVO L’AMORE ovvero L’AMORE CHE CI RENDE VIVI!

L’amore non è un’esplosione iniziale di energie che va esaurendosi, nel tempo, sino a scemare nel grigiore quotidiano ed infine nella sopportazione dell’altro (quella che i cattolici, “ solo”praticanti, chiamano la “croce del matrimonio”).
In realtà, ogni essere umano è aperto ad innumerevoli possibilità e ha, in se, tutte le potenzialità dell’umanità. Il cuore di una persona, il suo centro e inconoscibile, indescrivibile, indicibile. La conoscenza dell’altro non e mai conclusa. Chi ha la pretesa di conoscere qualcuno ha smesso di amarlo e lo ha trasformato in una casella di quel mosaico della vita che ha solo se stesso al centro.
Solo l’amore consente di fare una “vera” esperienza e conoscenza dell’altro, della sua umanità e unicità. L’amore è dinamico, non va spegnendosi progressivamente e inevitabilmente ma si alimenta e cresce continuamente attraverso le esperienze che la vita ci apparecchia.
Paradossalmente solo alla fine di una vita condivisa puoi dire di amare l’altro sapendo quel che dici, dando il giusto significato alla parola “ti amo”.
L’amore è veramente l’incontro tra due mondi, storie, biografie che costruiscono un nuovo mondo, passando dal mondo dell’io a quello del noi, attraverso l’esperienza di un “io” e un “tu” che sanno “dialogare” e stupirsi della diversità dell’altro, sentendo sempre meno la relazione e l’incontro come fatica, peso. Noi umani siamo costitutivamente strutturati per la collaborazione, l’incontro, la condivisione, unico modo per ridurre limiti, fragilità, vulnerabilità personale. “Collaboriamo” anche per introdurre nuovi esseri umani nella storia e ne “condividiamo” il frutto.Chi dice di amare per sempre dice una bugia, o meglio, dice la verità del momento …senza sapere come sarà il giorno dopo. Solo impegnandoci a riscoprire, ogni giorno, la bellezza umana dell’atro si può sperimentare un amore che attraversa e segna tutta una vita.

PROSSIME INIZIATIVE DI FRATERNITA’… DA SEGNARE IN AGENDA!

Il prossimo periodo che ci aspetta è ricco di proposte e iniziative per la vita della nostra parrocchia. Vi invitiamo a partecipare come occasione per alimentare legami comunitari riscoprendoci gioiosa comunità che vive il tempo della festa e della condivisione.
Alcune di queste iniziative, inoltre, saranno anche occasione per raccogliere i fondi utili alla ristrutturazione dell’area dell’oratorio destinata al gioco dei bambini più piccoli.
Un grazie particolare al gruppo mamme e al gruppo animatori che stanno dando vita a queste proposte. A tutti l’invito a partecipare e a coinvolgere persone amiche!

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LA MIA PRIMA FRATERNITA’ IN ORATORIO…. AVEVO 7 ANNI!

Domenica 21 gennaio la nostra comunità ha fatto grande festa ai bambini del primo anno di catechismo e alle loro famiglie. Per la prima volta abbiamo vissuto un momento tradizionale del nostro percorso formativo: la giornata di fraternità con i genitori. Belle le nostre famiglie, belle le catechiste con gli animatori, proprio belli i nostri bambini! Abbiamo gustato due bei doni: la semplicità e la gioia, semplici ma essenziali ingredienti per rendere ogni cosa della quotidianità… spettacolare! Grazie ai papà e alle mamme che hanno partecipato con grande disponibilità e scioltezza a questa giornata rendendola…. gustosa!

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ABBIAMO VISTO LA SUA STELLA E SIAMO VENUTI AD ADORARLO!

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Come ai magi la stella, a noi si fa guida – nella notte –  la luce di Cristo risorto! 

(dal Preconio Pasquale)

Abbiamo celebrato nella gioia le trascorse festività natalizie. Veramente Il Signore visita il suo popolo e lo inonda della sua grazia “Benedetto il Signore che ha visitato e redento il suo popolo”. Celebrare l’inizio della nostra salvezza ci dona fiducia e speranza per riprendere la vita di ogni giorno maggiomenti consapevoli che Il Padre ascolta i suoi figli, ci sente preziosi e per noi mantiene ogni giorno la sua benedizione e protezione.

Venite adoriamo! Abbiamo pregato adorando colui che per la nostra salvezza dà la vita e ci accompagna ogni giorno con la sua PRESENZA. Ha quanti l’hanno accolto ha dato il POTERE DI VIVERE DA FIGLI DI DIO in questa vita.

Ogni giorno preghiamolo e adoramolo, LUI che “ci ha visitato come un sole che sorge” e con la sua parola illumina i nostri passi.

Abbiamo pregato chiedendo di “rischiarare la vita di tanti di noi che sono nelle tenebre e alcuni anche nell’ombra della morte”.

Abbiamo pregato per la pace … nel mondo e nei cuori!

Si, Padre, dirigi ogni giorno i nostri passi sulla via della pace!

La voce del tuo Figlio, di domenica in domenica, sia come la stella che guida i nostri passi nella vita quotidiana.

Note di Natale

 

PRANZO COMUNITARIO PER ANZIANI GIOVEDI’ 21 DICEMBRE ALLE ORE 12,30

Come di consueto per prenotarsi dare il nome a Rosanna per il gruppo terza età oppure in segreteria. Contributo 5 €.

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FESTA DI NATALE per le FAMIGLIE

SABATO 23 DICEMBRE ALLE ORE 15,30 aspettiamo in oratorio tutti i bambini per un pomeriggio di festa e di giochi. Alle 17,30 aspettiamo anche i genitori per una merenda insieme e per scambiarci gli auguri.

CONFESSIONI DI NATALE

ADO e PRE-ADO: sabato 23 dicembre ore 19,00

ADULTI: guardare i cartelli appesi in Chiesa

 VACANZE NATALIZIE: orario apertura oratorio

L’oratorio rimarrà aperto dalle ore 15,00 alle ore 18,30 (per chi lo desidera ci sarà uno spazio adatto per fare i compiti delle vacanze) nei seguenti giorni: dal 27 al 29 dicembre e dal 2 al 5 gennaio.

L’offerta straordinaria alla Chiesa, in occasione del santo Natale, può essere fatta usando le buste che saranno distribuite in chiesa in una delle prossime domeniche e può essere lasciata nell’apposito contenitore in fondo alla chiesa.

Per aiutare la Parrocchia tramite bonifico bancario:

intestato a: Parrocchia Beata Vergine Addolorata in Morsenchio – Banca Prossima

Iban :  IT 13 Q 03359 01600 1 0000 0011560

Un ringraziamento particolare per coloro che mantengono l‘impegno AMICI CHIESA.

BENEDIZIONE BAMBINELLI DEL PRESEPIO

Siamo invitati in questo periodo a fare il presepe nelle nostre case. E’ un segno prezioso della tradizione che ci fa vedere quanto ci ha amato il Signore Gesù facendosi presente in mezzo a noi. Alle Messe di sabato 16 e domenica 17 dicembre ciascuno potrà portare in chiesa la statua di Gesù Bambino – che la notte di Natale siamo invitati a mettere nel nostro presepe – per ricevere la benedizione

PREGHIERA DI BENEDIZIONE

IN OCCASIONE DEL SANTO NATALE

Invitiamo la vostra famiglia

a pregare insieme con le altre famiglie

 DOMENICA 17 DICEMBRE,

in Chiesa Parrocchiale, alle ore 17.00

Durante questa celebrazione ciascuno riceverà la benedizione con il segno dell’acqua benedetta.

Inoltre ognuno è invitato a portare dell’acqua, che sarà benedetta, e che poi ciascuno potrà riportare alla propria abitazione come segno di benedizione e comunione nella fede.

 ORARIO S. MESSE TEMPO DI NATALE 2017

 SABATO 23  DICEMBRE

Ore 17,30 Santa Messa prefestiva della domenica

 DOMENICA 24 DICEMBRE

DOMENICA PRENATALIZIA

ore 9,00 e ore 10,30 Sante Messe

della Domenica prenatalizia

 

DOMENICA 24 DICEMBRE

VIGILIA DI NATALE

(non ci sarà la S. Messa delle ore 17.30 )

ORE 22.00 SANTA MESSA DI NATALE

 

LUNEDI’ 25 DICEMBRE

NATALE DEL SIGNORE

ore 9.00 e ore 10.30

 

MARTEDI’ 26 DICEMBRE

SANTO STEFANO  ore 10.30

(non ci sarà la S. Messa delle ore 18,00)

 MERCOLEDI’ 27 DICEMBRE – SAN GIOVANNI

ore 9,00 e ore 16,00

 GIOVEDI’ 28 DICEMBRE – SANTI MARTIRI

ore 9.00 e ore 18.00

 VENERDI’ 29 DICEMBRE: ore 9.00 e ore 16,00

 SABATO 30 DICEMBRE:

ore 17,30 S. Messa di Vigilia

 DOMENICA 31 DICEMBRE

ore 9.00 e ore 10,30

con il solenne canto del Te Deum

(non ci sarà la S. Messa delle ore 17.30 )

 LUNEDI’ 1 GENNAIO – OTTAVA DEL NATALE

ore 9.00 e ore 10.30

 MARTEDI’ 2 GENNAIO: ore 9.00 e ore 18,00

MERCOLEDI’ 3 GENNAIO: ore 9,00  e ore 16,00

GIOVEDI’ 4 GENNAIO: ore 9.00 e ore 18,00

 VENERDI’ 5 GENNAIO:

(non ci sarà la S. Messa delle ore 9,00)
ore 17,30 S. Messa di Vigilia Epifania

 SABATO 6 GENNAIO 

EPIFANIA DEL SIGNORE 

ore 9.00 e ore 10.30

(non ci sarà la S. Messa delle ore 17.30

DOMENICA 7 GENNAIO

DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

ore 9,00 e ore 10,30

 

Fratelli!

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L’incontro dei preti con l’Arcivescovo Mario mi ha fatto ripensare alle parole che lui ha detto iniziando il suo ministero “esprimo il proposito di praticare uno stile di fraternità, che, prima della differenza dei ruoli, considera la comune condizione dell’esser figli dell’unico Padre: “fratelli, sorelle!”. … offrire una intenzione di frequentazione quotidiana, di disponibilità ordinaria, di premurosa, discreta trepidazione per il destino di tutti. Fratelli! … l’impegno di uno stile di vita, di una consuetudine a riconoscerci in una fraternità sciolta, semplice, operosa e fiduciosa. Fratelli.”

Sei passato tra noi come una BENEDIZIONE!

La Scrittura parla degli uomini di Dio e dice che il loro passaggio è stato una benedizione! Questa sera abbiamo avuto questa sensazione in modo intenso: in un semplice e breve passaggio percepire la commozione di chi “viene nel nome del Signore”, con la semplicità sconcertate della normalità, con i gesti semplici della preghiera e le parole di chi vuole bene al Signore e alla sua Chiesa, che deve servire come Vescovo.

La benedizione di una Comunità: presenze che riempiono il cuore per l’attenzione e la preghiera, la partecipazione traboccante e imprevedibile di bimbi, genitori, adulti, anziani, che ha anche sorpreso il Vescovo Mario “sono tantissimi!”. Questa sera, in questo breve momento di  preghiera, segnato dalla semplicità e dalla commozione, sei passato tra noi … come una benedizione! Il Signore benedica anche te Arcivescovo Mario, ti benedica e ti custodisca!

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Parte l’anno catechistico 2017-2018!

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Domenica 8 ottobre 2017, con la santa Messa presieduta dal nostro missionario padre Stefano Cartabia, abbiamo solennemente iniziato l’avvio degli itinerari formativi per l’iniziazione cristiana e i preAdo a cui seguirannno in questa settimana il gruppo dei Giovani e infine quello degli Adolescenti. Questo momento ci ricorda il compito primario ed essenziale della comunità cristiana: educare alla vita nel Vangelo, alla gioia dell’incontro con il Signore Gesù, l’unico vero tesoro della vita! E’ Lui il bene più prezioso che abbiamo e con gioia lo doniamo alle nuove gnerazioni perchè abbiano tutta la sua Benedizione: ecco la missione! Nella normalità della quotidianità di una comunità … far passare Lui!

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Mandato educativo 2017

Oggi, 1° ottobre 2017, abbiamo chiesto al Signore Risorto di rinnovare il dono del suo Spirito sui nuovi catechisti, educatori e allenatori di questo nuovo anno pastorale. Come Comunità cristiana, affidiamo ufficialmente il mandato di educatori alla fede. Sostenuti dalla sapienza del Vangelo e dalla preghiera di tutti noi, non si scoraggino nelle prove e nelle fatiche, ma possano essere sempre segno d’amore e strumento di salvezza in mezzo ai fratelli più piccoli.

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Grazie per averci creati per il bene, di aver fatto delle nostre esistenze una meraviglia di misericordia. Vogliamo continuare a lasciarci educare  dalla comunità cristiana ad avere lo sguardo di Gesù sulla vita e siamo ancora una volta pronti ad accompagnare i piccoli che ci affidi nell’avventura del crescere. Ricordaci che sei Tu il vero Bene, Padre buono, amante della vita!

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Dio Padre di Misericordia, vi faccia testimoni della sua carità e del suo Vangelo e il Signore Gesù, renda efficaci le vostre parole e le vostre opere!

Vi custodisca e accompagni la benedizione di Dio e lo Spirito Santo sia sopra di voi,

affinché siate veri cooperatori del Vangelo!

 

INIZIANO LE ISCRIZIONI AI PERCORSI PER L’ANNO PASTORALE 2017-2018

ISCRIZIONI AL CATECHISMO

è necessario iscriversi in segreteria parrocchiale entro fine settembre. La segreteria sarà aperta nei consueti orari a partire da martedì 5 settembre.

 Don Giuseppe sarà disponibile per i colloqui con i genitori del 1° anno di catechismo dal martedì al venerdì in oratorio dalle 17,00 alle 18,30. Per altri orari si prega di contattare il parroco per prendere un appuntamento.

INIZIAZIONE CRISTIANA (IC)

 Date inzio catechismo:

1 IC – martedì 3 ottobre (2 el)

2 IC – mercoledì 4 ottobre (3 el)

3 IC giovedì 5 ottobre (4 el)

4 IC venerdì 6 ottobre (5 el)

Per tutti i gruppi l’orario è dalle 17,00 alle 18,00.

 PRE-ADOLESCENTI E ADOLESCENTI  è necessario iscriversi entro fine settembre. Date inzio catechismo 

PREADO 1-2-3 M.: sabato 7 ottobre ore 19,00

ADO: sabato 14 ottobre ore 19,00

 

 DOMENICA 1 OTTOBRE, alle ORE 10,30 s.MESSA 

DI INIZIO PERCORSO CON LE FAMIGLIE DEL CATECHISMO

E MANDATO EDUCATIVO EDUCATORI, CATECHISTI E ALLENATORI

 

SONO APERTE LE ISCRIZIONI ALLE ATTIVITA’ SPORTIVE DELL’ASD CEA

PER CALCIO E PALLAVOLO ENTRO VENERDI 15 SETTEMBRE.

PER LE ALTRE ATTIVITA’ ENTRO VENERDI’ 29 SETTEMBRE.

 

 

 

SE RESTI IN NOI SANTO SPIRITO

 

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Dacci sapienza per leggere la vita e la realtà attraverso gli occhi suoi.

Aiutaci a capire  cosa bisogna fare, facci imparare a vedere il mondo

col tuo sguardo di saggezza.

 

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Dona alla mente intelletto per capire il tuo disegno grande su di noi. Infondi in noi la voglia di vita buona e vera, con il tuo aiuto comprenderemo il senso del nostro percorso.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Alcune volte la vita è complicata e non si sa che strada prenderà.

Per ogni cuore in dubbio ci doni il tuo consiglio,

e ogni passo lungo il cammino sarà fermo e più sicuro.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Dona fortezza a chi sente la stanchezza e a chi si trova in difficoltà.

Non farci scoraggiare quando la vita è dura,

nelle fatiche di ogni giorno la Parola porta frutto.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Facci scoprire ogni cosa del creato che è stupenda opera di Dio.

Il dono della scienza aprirà i nostri occhi,

e scopriremo che il mondo è bello perché è frutto del Suo amore.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

E scopriremo in lui l’amico vero a cui affidarci con serenità.

Che tutta la sua Chiesa possa seguir nei passi:

nella pietà a ci legheremo a lui e resteremo saldi.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù.

Rendici docili e lasciaci guidare come un bimbo con il suo papà.

Il Padre sa che fare, non ci farà sbagliare:

timor di Dio non è paura ma rispetto ed umiltà.

Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù!

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Se resti in noi Santo Spirito vivremo proprio come Gesù!

 La più bella avventura: la meta è … il cammino!

La vita di un cristiano poi è doppiamente avventura, perché è la sete stessa di Dio che lo sospinge avanti, perché è Dio stesso che chiama a camminare con Lui e verso di Lui… Nessuno è più viandante di un cristiano. Il cristiano ha sete di tutte le cose visibili ed invisibili; la sete che non si può frazionare in piccole avventure, saldato com’è a Qualcuno, che pur non conoscendo ancora bene, pur non sapendo con qual nome chiamarlo, sa di dover cercare nella più bella avventura che è la vita… che ci ha donato!

20170710_1802161° RIFLESSIONE – INIZIO DEL PELLEGRINAGGIO

 Mt 4,18-22   Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” . Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Preghiera del Cammino

Signore, illuminami e guidami nella fede, nella speranza e nella carità.

La strada che tu hai percorso sia da me seguita.
Tutto ciò che tu ami sia da me amato.

Tu, Luce, illumina le mie tenebre.
Tu, Forza, sorreggi la mia debolezza.

I miei occhi siano i tuoi occhi,
le mie mani siano le tue mani,
le mie spalle siano le tue.

Il mio cuore sia il tuo cuore, affinché i fratelli,
tramite la mia umile e fedele presenza,
possano incontrare Te e, nella fede, vederti e amarti.

Signore, prendimi come sono e fammi come tu mi vuoi.

2° RIFLESSIONE

 Mc 10, 35-40

Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, vogliamo che tu ci faccia per noi quello che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Che cosa volete che io faccia per voi?”. Gli risposero: “Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”. Gesù disse loro: “Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?”. Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato” .

PREGHIERA DI GIOVANNI PAOLO II SULLA TOMBA DI SAN GIACOMO

O san Giacomo di Compostela,
davanti alla tua tomba
veniamo come pellegrini
di tutti i cammini del mondo,
per onorare la tua memoria
e implorare la tua protezione.
Per il nostro pellegrinaggio
abbiamo bisogno del tuo ardore
e della tua audacia.
Tu che sei il patrono dei pellegrini,
guida il nostro pellegrinaggio cristiano.
I popoli sono venuti qui da lontano;
ora tu vieni con noi
all’incontro di tutti i popoli.
Con te vogliamo dire a tutte le genti
che Cristo è Via, Verità e Vita.

3° RIFLESSIONE

 Dal Libro della Genesi

Il Signore disse ad Abram: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. 2Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. 3Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». 4Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot.

 Come per Abramo

Abramo: il pellegrino della fede per eccellenza… come per Abramo anche per noi la promessa del senso autentico della vita diventa voce che chiama a partire, a uscire dalla false sicurezze e a fidarsi solo della sua Parola.

La voce della tua fantasia, dei tuoi sogni, dei tuoi desideri più coraggiosi, dei tuoi ideali più alti ti chiama e ti invita a metterti per strada: è la voce di Dio, di quel Dio che ti abita dentro e che ti vuole fare più grande, ti vuole più libero, e ti porta fuori.

Come per Abramo, Dio ti conduce fuori e ti dice: “Alza gli occhi e conta le stelle del cielo, se puoi. Così sarà la tua posterità” (Gn 15,5).

È Dio che ti vuole fare capire il senso profondo della tua vita, di questa tua esistenza che troppo spesso ti appare stupida o assurda, inutile per te e gli altri: è Dio che vuole aiutarti a capire la tua fede, il tuo rapporto con Lui.

E non c’è modo migliore che “uscire”, mettersi in cammino, abbandonando le sicurezze e le abitudini troppo pesanti, che soffocano il tuo slancio e ti chiudono nella tua povertà quotidiana.

Mettersi per strada è, allora, anche un modo per verificare la propria fede, per accorgersi realmente del valore del credere, per toccare con mano che cosa significa “cercare”, cioè sapere e non ancora vedere, sentire la mancanza di qualcosa che preme e di cui si ha bisogno, avvertire un vuoto che non può restare ed esige di essere colmato.

(G. Basadonna, Spiritualità della strada, p. 52)

 Signore, Abramo si è la­sciato guidare da te, pur non vedendo chiaramente dove lo conducevi: fa’ che possiamo anche noi accettare di farci guidare docilmente dalla tua Parola. Perché lo sappiamo, Signore, che sarai tu a guidare i nostri passi.  

Noi ti preghiamo: Rendici come Abramo

Signore, la missione che affidi ad Abramo è difficile. Tu gli chiedi di lasciare tutto. Gli chiedi il co­raggio di lasciare il paese in cui abita per andare verso una terra sconosciu­ta. Rendici disponibili ad accogliere le tante cose nuove e interessanti che ci verranno proposte.  

Noi ti preghiamo: Rendici come Abramo

Signore, la missione che hai affidato ad Abramo è immensa. Tu vuoi che ci siano tante perso­ne che, dietro di lui e come lui, costruiscano un mon­do migliore, in cui ci sia fiducia in te. Noi ti ringrazia­mo per averci donato delle famiglie che ci danno il necessario per la vita: fa’ che ci aiutino sempre più a crescere anche nella fede.

Noi ti preghiamo: Rendici come Abramo.

20170715_1858424° RIFLESSIONE

Dal  libro del Deuteronomio

Un arameo errante era mio padre.

Scese in Egitto e vi dimorò come straniero con poca gente».

 Spiritualità da pellegrini

“Arameo errante era mio padre”: così comincia la confessione di fede del popolo di Israele. Da quando Abramo si mette in cammino ogni credente sa che la sua vita non può che essere che una peregrinatio fidei, cioè un pellegrinaggio di fede…

 Il “pellegrino”… è solo un’immagine della nostra condizione di cristiani.

“Noi tutti – scrive Sant’Agostino – siamo dei pellegrini. Il cristiano è colui che, perfino nella sua casa e nella sua patria, si riconosce come pellegrino”.

E si potrebbe aggiungere che la spiritualità del pellegrino è la spiritualità tout court del cristiano: “ricondotta all’essenziale e vissuta nella sua avventurosa pienezza”.

Mettendosi in cammino, il pellegrino risponde a una chiamata, scegliere poche cose, perché aspira a un bene più prezioso.

Il suo ritratto… è fatto di poche, essenziali pennellate: “Per grazia di Dio sono uomo e cristiano, per azioni grande peccatore, per vocazione pellegrino della specie più misera, errante di luogo in luogo.

I miei beni terrestri sono una bisaccia sul dorso con un po’ di pan secco e, nella tasca interna del camiciotto, la sacra Bibbia. Null’altro

[N.d.R. Questa citazione è stata tratta dallo stupendo inizio de I racconti di un pellegrino russo]”.

Preghiamo insieme:

Guida, Signore, il nostro cammino.

Padre Santo, che al tuo popolo pellegrinante nel deserto ti offristi come luce e guida, veglia sui nostri passi, perché, liberi da ogni pericolo, possiamo arrivare alla mèta e tornare lieti alle nostre case.

Tu ci hai dato il tuo unico Figlio come via per giungere a te, fa che lo seguiamo sempre con fedeltà e perseveranza.

Tu nella Vergine Maria ci hai donato l’immagine e il modello della sequela di Cristo, fa’ che guardando a lei camminiamo in perenne novità di vita.

Tu per mezzo dello Spirito Santo conduci a te la Chiesa pellegrina nel mondo, fa’ che cercandoti sopra ogni cosa corriamo nella via dei tuoi precetti.

Tu che ci chiami a te attraverso i sentieri della giustizia e della pace, fa’ che al termine della vita possiamo contemplarti nella patria beata. Padre nostro.

 5° RIFLESSIONE

Dal libro dell’Esodo 14, 21-22

21 Allora Mosè stese la sua mano sul mare e il Signore fece ritirare il mare con un forte vento orientale, durato tutta la notte, e lo ridusse in terra asciutta. Le acque si divisero, 22 e i figli d’Israele entrarono in mezzo al mare sulla terra asciutta; e le acque formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra. 

La strada

Ce lo ricorda l’esperienza del popolo di Israele: la strada del pellegrinaggio è anche la strada della liberazione: perché in ogni cammino ci si lascia dietro il superfluo, ci si libera da qualche catena…

La strada è una grande liberazione, ed è ben così che la vuole il Signore.

Sa che noi siamo schiavi di cose ingombranti, dei legami della nostra vita sociale. Ci offre attraverso la strada, la montagna, la povertà, questa liberazione di cui noi abbiamo sete. Che questo sia il vostro primo sforzo: liberarvi da ciò che appesantisce, che vi incatena.

Ma la strada non è un’evasione fuori dalla realtà, della vita, in un bel paese di sogno. Guardatela come una partenza, un inizio. Non ci fa sfuggire la vita, la casa, il dovere voluto da Dio.

Ci permetterà di impegnarci con un cuore nuovo in una comprensione più chiara, in una volontà più coraggiosa e più giusta.

Tutto il senso della strada sta dunque nell’impegnare al meglio la parte di noi che andiamo a riconquistare. Senza dubbio lasceremo cadere tutte le cose vane che credevamo necessarie, ma soprattutto, oseremo prendere a piene mani le cose difficili, dure, e di cui avevamo paura.

La strada deve aiutarci a fare insieme questo doppio lavoro, in uno scambio fraterno di confessione e di audacia. Non bisognerà soffrire di alcuna reticenza, di alcuna paura. Quando vi metterete in marcia a grandi passi, così farete anche nel vostro cuore. (P. Doncoeur)

Preghiamo insieme

 Aprimi, o Signore, il sentiero della vita

e guidami sulle strade dei tuoi desideri;
insegnami i paesi della tua dimora
e fa risplendere ai miei occhi la meta delle mie fatiche.
Dammi di capire la bellezza delle cose.

Donami di comprendere la bontà delle cose

e di saperne usare rettamente
per la tua gloria e per la mia felicità.
La mia preghiera, il mio canto, il mio lavoro,
tutta la mia vita, siano espressioni di riconoscenza verso di te.
Concedimi di capire gli uomini che incontro sul mio cammino
e il dolore che nascondono, quelli che dividono con me la fatica della strada,
l’amore dell’avventura, la soddisfazione della scoperta.
Dammi il dono della vera amicizia e della vera allegria;
fammi cordiale, attento, puro, magnanimo, misericordioso. Amen.

6° RIFLESSIONE

Dal vangelo secondo Luca (24, 28-35)

Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 La più bella avventura

La vita di un cristiano poi è doppiamente avventura, perché è la sete stessa di Dio che lo sospinge avanti, perché è Dio stesso che chiama a camminare con Lui e verso di Lui…

Nessuno è più viandante di un cristiano. Un altro può sostare ove gli piace, poiché davanti ad ogni sorgente l’attende una sete. Il cristiano ha sete di tutte le cose visibili ed invisibili; la sete che non si può frazionare in piccole avventure, saldato com’è a qualcuno, che pur non conoscendo ancora bene, pur non sapendo con qual nome chiamarlo, sa di dover cercare in un’avventura, che gli impone il ritorno, qualora la strada non cammini.

(P. Mazzolari, Tempo di credere, p. 16)

Preghiamo insieme:

Ascoltaci, Padre buono,

Padre santo, fa’ che rientrando nella vita quotidiana, aderiamo a te con cuore aperto e animo generoso.

Tu ci aiuti a discendere in ogni fase del cammino i segni della tua presenza, fa’ che sentiamo accanto a noi il tuo Figlio lungo la via e lo riconosciamo alla mensa nello spezzare il pane.

Signore, grazie per questa esperienza di fede, fraternità e amicizia: fa’ che continui anche nella quotidianità della nostra vita.

 

La grazia di un buon cammino!

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Questa notte i giovani animatori partiranno per Santiago de Compostela e oggi durante la Messa hanno raccolto le intenzioni di preghiera di tutta la comunità da portare alla tomba dell’apostolo san Giacomo, uno dei primi discepoli del Signore, apostolo fino agli estremi confini della terra (Finiterra). A Lui e alla sua intercessione affidiamo questa nuova esperienza per i nostri giovani e la benedizione del Signore per tutte le intenzioni della Comunità. “Il Signore darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi”!

Hai messo più gioia nel mio cuore di quanto abbondano vino e frumento

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Al termine di questa bella e intensa esperienza di vita comune ringraziamo il Signore per tutto il bene che ci ha dato e per i doni stupendi messi in ciascuno. Grazie con riconoscenza e affetto alla dedizione di chi ha permesso di regalare ai nostri bambini, ragazzi e adolescenti questi giorni speciali; rimarranno nella memoria del cuore e siano semi che nella loro vita possano portare buon frutto!