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Si sono formate delle équipe educative (ormai da 7 anni) a cui partecipano i catechisti e giovani catechisti adolescenti con una preparazione a loro dedicata.

Queste équipe sono coordinate da adulti che hanno frequentato i percorsi diocesani e stanno assumendo gradualmente sempre maggiori corresponsabilità pastorali.

Altre équipe educative composte da adulti, giovani coppie di sposi con figli e coppie di fidanzati seguono i cammini formativi degli adolescenti (un gruppo di 40 ragazzi/e) mentre équipe composte da adulti e giovani universitari seguono i cammini formativi dei
pre-adolescenti (un gruppo di 45 ragazzi/e).

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Sarebbe opportuno che i familiari del defunto avvertissero personalmente il Parroco per poter valutare insieme la forma più adeguata della celebrazione della morte, compreso un eventuale momento di preghiera nella casa del defunto; «in alcune circostanze si proponga ai familiari la celebrazione senza la messa» (Sinodo Diocesano, cost. 83,4).

Il giorno e l’orario del funerale sono stabiliti direttamente dal Comune: per la nostra Parrocchia gli orari possibili sono le ore 9.00 o le ore 11.00, direttamente in chiesa, senza corteo (cost. 83,3).

 

IN TE

Signore, mio Dio, tu non hai abbandonato Gesù Cristo, tuo figlio,in balia della morte.Tu l’hai fatto risorgere alla vita perché chi crede in lui possa vivere nella speranza. In questa speranza, che va al di là di tutto ciò che la nostra ragione può immaginare, io rivolgo a te la mia preghiera per la persona cara che ci ha lasciati. Accanto a te, egli possiede già la vita che io attendo: mi ha preceduto sulla strada che conduce a te. Per questo, Signore, non ho più tanta paura della mia morte…Un giorno, tu ci riunirai tutti nel tuo regno.

Sia benedetto il tuo nome, Signore!

ALLA MORTE DI UN UOMO SI RIVELANO LE SUE OPERE (Siracide 11,27)

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L’unzione degli infermi può essere amministrata al fedele che comincia a trovarsi in pericolo di vita sia per malattia o vecchiaia.

Per coloro che hanno difficoltà a raggiungere la chiesa c’è la possibilità di farsi accompagnare da persone messe a disposizione dalla parrocchia.

I sacerdoti con i Ministri dell’Eucaristia e i collaboratori sono lieti di invitarvi  gratuitamente anche al pranzo che si terrà alle ore 12,30 in parrocchia.

 

 

 

DESIDERO RICEVERE IL SACRAMENTO:

 COGNOME________________________ NOME__________________________

Via________________________   nr. ___   scala/piano ________

Nominativo o Numero posto sul Citofono______________________

Telefono___________________    Cellulare___________________

 *               Vengo in Chiesa da solo

*                Ho bisogno che mi vengano a prendere

*                Mi fermo al pranzo in parrocchia


Firma del malato o di coloro che lo assistono

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Gli Ammalati della Comunità, che non possono partecipare alla Messa domenicale per gravi motivi di salute, possono segnalare il proprio desiderio di ricevere l’Eucarestia telefonando al Parroco in segreteria Parrocchiale (025065261).

I Familiari o le badanti sono invitati – con semplicità e senza paura di scomodare  – a segnalare la presenza di un ammalato che desidera ricevere la Comunione Eucaristica.

Come segno pasquale e comunione con tutta la Chiesa che celebra la Messa, si riceve la Comunione Eucaristica alla Domenica (i Ministri Straordinari dell’Eucaristia la porteranno al termine di una delle Messe festive di orario. E’ buona cosa prepararsi assistendo ad una Messa trasmessa in televisione la domenica mattina).

È opportuno concordare anche la possibilità di essere visitati per la Confessione.

 

Ascoltami, Signore,
presta attenzione al mio grido, tendi l’orecchio alla mia preghiera. Mostra la tua misericordia, tu che salvi con la tua mano chi cerca in te rifugio. Proteggimi come la pupilla dei tuoi occhi, nascondimi all’ombra delle tue ali. Con la tua forza liberami al mio risveglio, mi sazierò della tua presenza.

dal salmo 77

È possibile richiedere il servizio della comunione a casa scaricando l’apposito modulo cliccando qui

Novena a Maria che scioglie i nodi (Scarica PDF)

matrimoniPERCORSO PER I FIDANZATI
E CELEBRAZIONE DEI MATRIMONI

Il percorso per i fidanzati è promosso dall’Unità Pastorale e ha come intenzionalità pratica anche quella di farli incontrare con il volto della nostra Comunità, nella quale sono chiamati ad inserirsi, come parte viva.
I futuri sposi sono invitati a contattare con intelligente anticipo il Parroco per concordare al meglio la partecipazione al corso fidanzati e la preparazione dei documenti.

 

Programma Corso ottobre-novembre 2017-1Programma Corso gennaio-marzo 2018-1Iscrizione ottobre 2017-1

 

  1. CELEBRAZIONE ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

Ogni anno, in occasione della festa della famiglia, le coppie che festeggiano nell’anno pastorale un anniversario significativo (10°, 15°… 35°, 40° 50°, 55°), possono segnalare in segreteria il loro nominativo per partecipare agli anniversari  celebrati alla s. Messa delle ore 10.30, durante la domenica della Santa famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.

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Per la celebrazione del Battesimo, i genitori sono invitati a un colloquio con il Parroco per definire tempi e modalità. Per la catechesi battesimale si sono ben formate in questi anni delle équipe composte da coppie di sposi che aiutano le giovani coppie a riscoprire la fondamentale vocazione battesimale attraverso un percorso formativo anche con altre coppie.

Video per la preparazione genitori al S. Battesimo

Dichiarazione dei genitori idoneità padrino/madrina

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Il dono del battesimo – Una guida alla preparazione

 

Visita di Papa Francesco a Milano

  • Sabato 25 marzo alle ore 8.00 il Papa incontrerà le comunità del nostro decanato presso le Case Bianche di via Salomone.

L’incontro con Il Papa è riservato alla popolazione delle nostre parrocchpapa_francesco_visita_milano_chiesa_morsenchio_beatavergineaddolorataie.                     

  • Comunque tutti sono attesi da Papa Francesco sabato 25 marzo alle ore 15.00 nel parco di Monza per la celebrazione della s. Messa.

È l’incontro cuore della visita del Pontefice alla Diocesi di Milano, Partecipare è gratuito e, per far sì che sia anche facile per tutti, è necessario che ciascuno segnali la propria presenza alla propria parrocchia.

  • Alle 17,30 il Pontefice entrerà nello stadio di San Siro  verrà accolto da decine di migliaia di ragazzi cresimandi e cresimati, dai loro educatori, genitori, padrini e madrine, che saranno nello stadio già dalle 17, ora di inizio dell’evento. Anche noi parteciperemo! (in seguito daremo tutte le indicazioni per partecipare).
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Precedente incontro con i cresimandi a San Siro

Il CPP

Il Consigliare nella Chiesa è necessario per il cammino da compiere e per le scelte pastorali da fare. A questo è principalmente delegato il Consiglio Pastorale che rappresenta, da una parte l’immagine della fraternità e comunione dell’intera comunità, dall’altra costituisce lo strumento della decisione comune pastorale, dove il ministero della presidenza, proprio del parroco, e la corresponsabilità di tutti i fedeli, devono trovare la loro sintesi.

Calendario Generale BVA 2016-2017

IL TUO PASSAGGIO E’ STATO UNA BENEDIZIONE!

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Sono passati pochi giorni da quando abbiamo vissuto la Pasqua cristiana del nostro carissimo amico Sandro Venturoli.
La nostra comunità si è stretta alla carissima Wilma, al figlio Giovanni e al Piccolo Gruppo di Cristo per ringraziare il Padre per averci donato la presenza di questo uomo.
Sandro è stato un grande uomo, non solo nella sua imponente fisicità, ma nella sua imponente umanità e nella sua grande fede.
Chi ha avuto la fortuna di incrociarlo sul suo cammino ha potuto godere della sua intelligente capacità di leggere i cuori. Questa capacità lo ha reso sempre vicino alle fragilità e alle debolezze della nostra umanità e, nella sua vita, si è espressa in maniera chiara e forte stando sempre con gli ultimi.
Per tanti queste potrebbero essere qualità o attitudini personali… chi ha condiviso con lui un’amicizia profonda e intima sa bene che la sua passione intensa per l’umano è frutto fecondo del profondo legame con il suo Signore, vero tesoro della sua vita e cuore della sua totale dedizione.
Per questo molti che lo hanno conosciuto nell’ambito professionale, nei momenti formativi, nell’accompagnamento personale, nei viaggi a Gerusalemme e, nella nostra parrocchia in modo speciale nei percorsi sulla genitorialità e formazione dei ragazzi, hanno potuto realmente percepire in lui una vera benedizione che ha dato tanta speranza e vita a situazioni che sembravano senza via d’uscita.
Ha donato a tanti buona vita e in questo non possiamo non leggere il segno di un discepolo che ripete la compassione del suo Maestro!
Le parole ora sono fragili nell’esprimere l’intensità dei legami e degli affetti. Sicuramente rimane in tutti una percezione che lenisce e attenua il senso enorme della mancanza della sua presenza: l’essere stato per tutti veramente il buon profumo di Cristo!
Don Giuseppe

Catechesi dei bimbi… si riparte alla grande!!!

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Domenica 22 settembre abbiamo iniziato solennemente il nuovo anno dell’iniziazione cristiana con la consegna dei catechismi. E’ stato un momento molto intenso sia per la presenza dei bimbi e dei loro genitori che per la partecipazione di tutta la comunità. Questo momento, apparentemente ovvio all’inizio di un nuovo anno pastorale, ci permette invece di ricordare il senso, il compito e il dovere di una comunità cristiana in un quartiere: ANNUNCIARE IL VANGELO ALLE NUOVE GENERAZIONI!
La Madonna alla quale è dedicata la nostra comunità nel Magnificat dice: “… DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE LA TUA MISERICORDIA SI STENDE SU QUELLI CHE LO TEMONO…”.
E’ con questa intensità che vogliamo riprendere tutte le attività formative, non come una mera abitudine (si è sempre fatto così!), ma con l’intelligenza spirituale di chi vive una preziosa occasione di annuncio del Vangelo.
A questo proposito tutta la nostra comunità deve sinceramente rivolgere a catechiste ed educatori una profonda stima e riconoscenza per il servizio dell’educare alla fede i più piccoli introducendoli alla vita cristiana. Per questo DOMENICA 29 SETTEMBRE durante la S. Messa delle ore 10,30 educatori e catechiste riceveranno il MANDATO EDUCATIVO.

ITINERARIO DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO CRISTIANO 2019

Per iscriversi occorre compilare l’apposito modulo che è a disposizione presso la propria Parrocchia. È necessario consegnarlo poi al proprio parroco entro il 30 settembre 2019. Appuntamenti presso la Parrocchia

S. Cuore in Ponte Lambro

Via Parea 18 – ore 21.00

Mercoledì 9 ottobre 2019 Introduzione al percorso.

La storia di un incontro, la nostra storia… a che punto siamo nel cammino verso il Matrimonio cristiano?

Mercoledì 16 ottobre 2019 «Non è bene che l’uomo sia solo»

Riflessione biblica sul testo della Genesi (Gn 2, 18-25)

Mercoledì 23 ottobre 2019 «Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre»

La relazione con la famiglia di origine, distacchi e ritrovamenti…

Mercoledì 30 ottobre 2019 «depose le vesti, prese un asciugatoio… e cominció a lavare i piedi dei discepoli»

Qual’è il volto di Dio? (Gv 13,4-5).

Mercoledì 6 novembre 2019 «Si accostò e camminava con loro…»

Noi due in dialogo: la comunicazione nell’intimitá della coppia (Lc 24, 13-35).

Mercoledì 13 novembre 2019 «I tuoi figli intorno alla tua mensa…».

Il frutto dell’amore: i figli e la vita di coppia. Diventare una famiglia…

Mercoledì 20 novembre 2019 Il Rito del Sacramento del Matrimonio: per sempre, con l’aiuto di Dio. L’amore secondo il Vangelo
Sabato 23 novembre 2019          Incontro di testimonianza familiare.
Domenica 24 novembre 2019          Ore 10.00 momento conclusivo di riflessione presso la Parrocchia di S. Ambrogio in Linate

Ore 11.30 S. Messa conclusiva e pranzo condiviso.

 

 

Pastorale dei Battesimi 2019-2020

 

*si ricorda alle famiglie che é opportuno concordare prima (due mesi prima) con il parroco un incontro per definire la celebrazione del battesimo.

*le celebrazioni dei battesimi si svolgono in forma comunitaria (massimo 4 famiglie) alle ore 16.00 della domenica

 

domenica 22 settembre 2019

27 ottobre 2019, 24 novembre 2019

22 dicembre 2019, 12 gennaio 2020

23 febbraio 2020, 29 marzo 2020

19 aprile 2020, 31 maggio 2020, 21 giugno 2020

 

PER CHI HA GIÀ RICEVUTO IL BATTESIMO NEGLI SCORSI ANNI

Domenica  15 DICEMBRE inviteremo le famiglie con i bimbi a un pranzo di fraternità.

Proporremo 3 incontri al SABATO mattina suddivisi per fasce d’età dei bimbi:
1° SABATO 11 GENNAIO 2020:

 famiglie con bimbi fino ai 3 anni;
2° SABATO 1 FEBBRAIO 2020:

famiglie con bambini da 3 ai 6 anni;
3° SABATO 29 FEBBRAIO 2020: tutti insieme.

Durante questi incontri i bambini potranno giocare negli spazi a loro adibiti con gli animatori della parrocchia mentre i genitori potranno fare un percorso formativo dove potersi confrontare sulle tematiche della famiglia

Al Signore della storia …

Padre dell’umanità, Signore della storia,

guarda questo continente europeo

al quale tu hai inviato tanti filosofi, legislatori e saggi,

precursori della fede nel tuo Figlio morto e risorto.

Guarda questi popoli evangelizzati da Pietro e Paolo,

dai profeti, dai monaci, dai santi;

guarda queste regioni bagnate dal sangue dei martiri

e toccate dalla voce dei Riformatori.

Guarda i popoli uniti da tanti legami

ma anche divisi, nel tempo, dall’odio e dalla guerra.

Donaci di lavorare per una Europa dello Spirito

fondata non soltanto sugli accordi economici,

ma anche sui valori umani ed eterni.

Una Europa capace di riconciliazioni etniche ed ecumeniche,

pronta ad accogliere lo straniero, rispettosa di ogni dignità.

Donaci di assumere con fiducia il nostro dovere

di suscitare e promuovere un’ intesa tra i popoli

che assicuri per tutti i continenti,

la giustizia e il pane, la libertà e la pace.

 

Card. Carlo Maria Martini

50° Anniversario di Sacerdozio di Don Franco Cecchin, Coadiutore dell’oratorio dal 1969 al 1973

Domenica 5 maggio 2019  la nostra comunità parrocchiale della B.V.Addolorata in Morsenchio è in festa per il 50° Anniversario di Sacerdozio di Don Franco Cecchin, Coadiutore dell’oratorio dal 1969 al 1973.

don Franco cecchin e i suoi ragazzi-anni 70

Domenica sarà l’occasione per incontrarlo, soprattutto, per i suoi “ragazzi” di allora e benedire insieme il Signore per il dono del suo ministero. Vi aspettiamo alla santa Messa solenne delle ore 10.30.

DON FRANCO CECCHIN

DOPO LA CELEBRAZIONE SIAMO TUTTI INVITATI A UN MOMENTO DI FESTA IN ORATORIO PER CONDIVIDERE LA GIOIA DI QUESTO ANNIVERSARIO SACERDOTALE CON DON FRANCO

 

Dedicato ai nostri calciatori “in erba”

Per i piccoli e i più grandi il nostro campo di calcio è tutto nuovo! 

campo nuovo 2019

Per poter giocare meglio e in sicurezza, il nostro campo sportivo è stato rinnovato; oramai era necessario a causa dell’usura di 10 anni di intenso utilizzo.
Il nuovo manto erboso – di ultima generazione –  ora aspetta solo di essere calpestato dalle squadre del CEA e dai bambini e ragazzi del nostro oratorio. Il terreno di gioco di 2805 mq è stato completamente rinnovato con la posa di un nuovo manto di erba sintetica, con 60 tonnellate di sabbia di fiume (appositamente trattata per mantenere stabile il terreno) e con diversi quintali di pallini di gomma antiurto per dare elasticità al suolo.  

Sono state inoltre ristrutturate le porte, rigenerate le panchine e sostituita completamente la protezione paraspigoli di fondo campo.

Anche nel campetto di calcio del baby-park è stata ristrutturata tutta la protezione.

Questi sono stati importanti interventi per dare ancora più il piacere di giocare insieme e favorire l’accoglienza del nostro oratorio a tutti coloro che lo frequentano.

Questo è anche un patrimonio importante da preservare e custodire con attenzione e cura affinché il suo valore sportivo e di aggregazione rimanga a lungo fruibile per tutti. Avere cura dei luoghi in cui si vive, rende più evidente la bellezza di un ambiente educativo e la premura per coloro che lo abitano.

COME POSSO AIUTARE LA MIA PARROCCHIA?

Cari Amici,
stiamo pensando ad alcune iniziative per aiutare la nostra parrocchia in questo periodo dove stiamo affrontando un po’ di lavori straordinari di manutenzione della casa parrocchiale danneggiata dalle perdite d’acqua dovute alle tubature risalenti agli anni ’50 e di ristrutturazione urgenti sulle strutture dell’oratorio.
Inoltre stiamo prevedendo il rifacimento del campo di calcio (ormai arrivato a fine vita) per permettere ai nostri ragazzi di usufruirne anche durante l’oratorio estivo in sicurezza.

Un modo semplice ma molto concreto per sostenere la raccolta fondi per questi lavori è scegliere di partecipare.

Tra le varie iniziative che verranno proposte, la prima sarà questa :

volantino fritto misto

Per permettere a tutti di partecipare terremo aperte le iscrizioni anche durante il fine settimana, direttamente in oratorio. Vi ringraziamo e contiamo sulla vostra presenza e quella di altri amici.

PARTECIPATE NUMEROSI!!!

VI ASPETTIAMO!

Arriva la quaresima!!! Prestate attenzione…Il nostro cammino verso la Pasqua sia serio e lieto, vissuto con un sorriso e un gesto di carità

Vangelo: Mc 2,18-22
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

Ecco la lezione di Papa Francesco:

Arriva la quaresima!!! Prestate attenzione.. Arriva il periodo di Quaresima.. per quelli che staranno 40 giorni senza bere e senza mangiare … evitando cioccolato, senza bibita, senza fumare, senza spettegolare e ecc… a nulla serve questo per essere Una persona migliore…

Il miglior digiuno

Digiuno di parole negative e dire parole gentili.

Digiuno di malcontento e riempirsi di gratitudine.

Digiuno di rabbia e riempirsi con mitezza e pazienza.

Digiuno di pessimismo e riempirsi di speranza e ottimismo.

Digiuno di preoccupazioni e riempirsi di fiducia in Dio.

Digiuno di denunce e riempirsi con le cose semplici della vita.

Digiuno di tensioni e riempirsi con preghiere.

Digiuno di amarezza e tristezza e riempire il cuore di gioia.

Digiuno di egoismo e riempirsi con compassione per gli altri.

Digiuno di mancanza di perdono e riempirsi di riconciliazione.

Digiuno di parole e riempirsi di silenzio per ascoltare gli altri… assicurati, aiuterà molte persone..

Per la quaresima il papa Francesco propone 15 semplici atti di carità che ha citato come manifestazioni concrete d’amore:

* 1. Sorridere, un cristiano è sempre allegro!

* 2. Ringraziare (anche se non “bisogno” farlo).

* 3. Ricordare all’altro quanto lo ami.

* 4. Salutare con gioia le persone che vedi ogni giorno.

* 5. Ascoltare la storia dell’altro, senza processo, con amore.

* 6. Stop per aiutare. Stare attento a chi ha bisogno di te.

* 7. Animare qualcuno.

* 8. Riconoscere i successi e le qualità dell’altro.

* 9. Separare ciò che non usi e dare a chi ha bisogno.

* 10. Aiutare qualcuno in modo che possa riposare.

* 11. Correggere con amore; non tacere per paura.

* 12. avere finezze con quelli che sono vicino a te.

* 13. Pulire ciò che si è sporcato a casa.

* 14. aiutare gli altri a superare gli ostacoli.

* 15. Telefonare o visitare + i vostri genitori.

Il nostro cammino verso la Pasqua sia serio e lieto, vissuto con un sorriso e un gesto di carità

L’ospitalità della sabbia

L’ospitalità della sabbia
(Virgilio, Eneide, Libro I 538-543)


“Huc pauci vestris adnavimus oris.
Quod genus hoc hominum?
Quaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae;

bella cient primaque vetant consistere terra.
Si genus humanum et mortalia temnitis arma,
at sperate deos memores fandi atque nefandi.”

In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge.
Ma che razza di uomini è questa?
Quale patria permette un costume così barbaro,
che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia;
che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra.

Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali,
credete almeno negli Dei, memori del giusto e dell’ingiusto.

COMMENTO ARTISTICO-SPIRITUALE DEI DUE NUOVI MOSAICI POSTI ALL’INGRESSO DELLA CHIESA

 Nel Avvento 2018 un gruppo di parrocchiani ha realizzato due mosaici:

uno dedicato alla Madonna Addolorata

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e uno dedicato al Cristo risorto e alle Gerusalemme Celeste.

La nostra Chiesa è dedicata alla Madonna “Addolorata”. Non “devastata” o “disperata”; “Addolorata” cioè capace di vivere realmente la sofferenza, ma con una forte speranza. Donna capace di provare momenti di dolore reali (Cristo morto) pur rimanendo profondamente viva. Ecco perché l’abbiamo anche messa in rilievo, impreziosita, imbellita, perché non annunciamo soltanto l’eroicità di una donna, una persona che riesce a resistere agli imprevisti della vita che arrivano,

ma avviene qualcosa di più … e il mosaico che la avvolge vuole spiegare esattamente questa azione di salvezza.

Partiamo dall’alto: si parte dalla mano di Dio, mano di Dio che ritroviamo anche nell’altro mosaico, speculare. Lui è sempre origine e fine della salvezza.

Da Lui partono tre discese:

la prima, d’oro (Padre), scende su Maria;

la seconda a destra, blu (l’umanità del Figlio) scende fino al nero della nostra umanità;

la terza a sinistra, rossa, rappresenta lo Spirito Santo sulla Vergine.

San Paolo userà il tema della discesa (Fil cap. 2, 10) intesa come l’abbassamento della Trinità, (in greco Kenosi) fino al punto più profondo della nostra umanità che è il mistero della morte.

Maria è la donna, colma della presenza di Dio (“Il Signore è con te”), e questa pienezza di santità si distende in tutta la sua vita che vediamo sintetizzata e riprodotta nei riquadri marmorei (l’Annunciazione, la visitazione, il Natale la presentazione al tempio, le nozze di Cana, la crocifissione e la pietà).

L’insieme della composizione ci dice che tutto il mistero di Dio scende nella nostra umanità che ritorna a fiorire (c’è movimento, luce, colore, vita) e diventa luminosa e splendente. Addirittura questa povera e fragile terra inizia a produrre un germoglio. Dio assume la nostra umanità così tanto da condividerne la parte più terribile (la morte) per salvarci e riportarci tutti nella Casa del Padre (Gv 14).

Per questo Gesù è venuto in mezzo a noi!

Come un seme messo nella terra (Gv 12,24ss) che ci riporta alla vita, al Padre.

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Ecco perché l’Incarnazione di Cristo ci porta al Terzo Giorno, il giorno della resurrezione (statua lignea di Gesù risorto con i segni della crocifissione, che mostra il suo cuore d’oro) .

Finalmente in Gesù risorto si vede il cuore del Padre che ama tutti i suoi figli. L’umanità di Gesù è il risultato più bello dell’umanità generata dal Padre (Gv 1).

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Tutta questa grazia è frutto del sacrificio d’amore di Gesù raffigurato dall’agnello pasquale, caratterizzato dall’aureola cristoforme e dalla bandiera di vittoria sulla morte.

Sopra l’immagine dell’agnello pasquale c’è la Gerusalemme celeste mostrata dalla mano del Padre come il risultato della nostra piena comunione con lui.

Per questo c’è solo il sole, solo la luce e la mano del Padre, e noi con lui. Uno abita in Dio!

Ecco la vita cristiana! questi due mosaici ci dicono cosa succede quando entri nella Chiesa: Dio ti riempie del Suo Spirito perché tu possa stare in questa vita, in questa comunità, con uomini e donne che (guardate l’altare)

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grazie al sacrificio di Cristo e al dono della Sua Parola (guardate l’ambone)

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diventano pieni di grazia perché noi abitiamo in Dio e Dio abita in noi tutti.

Per questo i due mosaici sono frontali, consecutivi e complementari nel descrivere l’opera della nostra salvezza.

Tutto questo avviene mentre noi siamo su questa terra? Come lo viviamo?

Lo viviamo grazie alla Comunione dei Santi: uomini e donne che hanno vissuto questa benedizione di una vita con Dio; hanno capito cosa vuol dire diventare uomini abitati dal Signore.

comunità in preghieraChe ciascuno sia sempre con Lui,

abitato dalla Sua presenza!

“Prendersi Cura”

di Paolo Crepet

” Oggi, due parole molto importanti sono scomparse dal vocabolario dell’educazione: DOLORE e FATICA. Tuteliamo i figli da tutto. Se dovessimo costringere per un giorno i nostri ragazzi a indossare i pantaloni corti, noteremmo che non esiste più un ginocchio sbucciato. Conseguenza: quella di oggi è una generazione FRAGILE. Ed è colpa nostra.
I dolori che non si hanno da piccoli faranno soffrire da grandi. Meglio sbucciarsi le ginocchia a 8 anni che a 48!
Una volta non c’erano i cellulari e i figli andavano lontano da casa e non erano raggiungibili dai genitori e si dovevano arrangiare. Così diventavano grandi.

Il fatto di correre sempre in aiuto dei figli, di fare le cose per loro di sostituirci a loro nella soluzione dei problemi rende loro la vita FACILE: per loro non c’è più nemmeno il gusto della CONQUISTA.
SE NOI PERMETTIAMO TUTTO, SVALUTIAMO TUTTO E UCCIDIAMO IL DESIDERIO. DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI TOGLIERE AI NOSTRI FIGLI, NON DI DARE!!!

LASCIAMO CHE I NOSTRI FIGLI SBAGLINO: LA CRESCITA E’ FATTA DI TENTATIVI ED ERRORI! Non dobbiamo spianargli noi la vita e rendergli tutto facile! Che si ingegnino a risolvere i problemi!
Altra cosa importante: BISOGNA INSEGNARE AI BAMBINI A STARE DA SOLI. La solitudine aiuta a pensare e se penso sono (cogito ergo sum). I nostri figli, oggi, non pensano, FANNO. E fanno tante di quelle cose, che non hanno mai il tempo di pensare. Se ci sostituiamo a loro in ogni cosa e non gli diamo nemmeno il tempo per pensare, come faranno a voler diventare se stessi? “Se cominci a voler diventare te stesso a 20 anni, non ce la farai mai. Se inizi a 5, puoi farcela!”. E non inseriamo i nostri figli dentro a rigidi schemi: apprezziamo la loro originalità.

Ricordiamoci che ogni bambino ha un TALENTO e che il nostro compito è di saperlo TIRAR FUORI. E’ così che educhiamo. Diversamente, istruiamo, mettiamo dentro qualcosa che viene da noi e che non esce da lui. Lasciamoci STUPIRE dai nostri ragazzi! E cerchiamo di non essere amici dei figli, ma genitori, che danno regole e che sono punto di riferimento nelle difficoltà della vita!

Non diamo tutto ai nostri figli! SE UNO HA TUTTO, NON HA PIU’ DESIDERI, QUINDI NON HA PIU’ PASSIONI, QUINDI NON HA PROGETTUALITA’.
E non teniamo i figli presso di noi! Quello è puro egoismo genitoriale, siamo noi che abbiamo paura del nido vuoto. Lasciamoli liberi di andare per il Mondo. Torneranno.

Insegniamo, che PER AVERE SUCCESSO NELLA VITA CI VUOLE TALENTO e che IL TALENTO AL 98% E’ FRUTTO DEL SUDORE. DISCIPLINA: questa è la parola chiave. E’ da lì che esce il talento. I 4 a scuola servono, perché fanno capire i nostri limiti e fanno capire che la vita non è dei furbi, come si crede. La VITA E’ UNA MARATONA e ogni cosa va sudata, conquistata con fatica.

Se c’è una cosa sana nella vita è INSEGUIRE I PROPRI SOGNI, RINCORRERE LE PROPRIE PASSIONI!!! NON ACCONTENTIAMOCI DELLA MEDIOCRITA’. RENDIAMO LA NOSTRA VITA STRAORDINARIA, come diceva il professor Kitting nell’Attimo Fuggente. E’ meglio un ignorante appassionato che un colto indifferente. Non andiamo mai al di sotto del livello della passione.

Sapremo se avremo avuto successo nel nostro compito educativo come genitori o avremo fallito, solo nell’ultimo giorno. Se quel giorno avremo qualcuno a tenerci la mano e ad accarezzarci la fronte, vorrà dire che siamo stati buoni genitori; se, invece di essere lì con noi, i nostri figli saranno davanti a un notaio a litigare per l’eredità… allora avremo fallito”.

Prepariamoci a vivere insieme il S. Natale

PREGHIERA DI BENEDIZIONE IN OCCASIONE DEL SANTO NATALE
Invitiamo la vostra famiglia a pregare insieme con le altre famiglie

DOMENICA 16 DICEMBRE, in Chiesa Parrocchiale, alle ore 17.00

Durante questa celebrazione ciascuno riceverà la benedizione con il segno dell’acqua benedetta.
Inoltre ognuno è invitato a portare dell’acqua, che sarà benedetta, e che poi ciascuno potrà riportare alla propria abitazione come segno di benedizione e comunione nella fede.

 

NELLA NOVENA DEL NATALE MEDITAZIONE SUI NUOVI MOSAICI
VENERDÌ 21 DICEMBRE

 alle ore 16,00 S. Messa e a seguire spiegazione dei mosaici
alle ore 21,00 S. Rosario e a seguire spiegazione dei mosaici

 

CONFESSIONI DI NATALE PER ADULTI
I sacerdoti saranno presenti oltre ai consueti orari anche
DOMENICA 23 dalle ore 16,30 alle ore 18,30
LUNEDI’ 24 dalle ore 10,00 alle ore 12,00

 

CELEBRAZIONI TEMPO DI NATALE
Orari delle messe nel tempo natalizio

LUNEDI’ 24 DICEMBRE ore 17,30 S. Messa di Vigilia
ORE 22.00 SANTA MESSA DI NATALE

MARTEDI’  25 DICEMBRE – S.NATALE DEL SIGNORE: ore 9.00 e ore 10.30

MERCOLEDI’ 26 DICEMBRE SANTO STEFANO: ore 10.30

GIOVEDI’ 27 DICEMBRE – SAN GIOVANNI: ore 9,00

VENERDI’ 28 DICEMBRE – SANTI MARTIRI: ore 9.00

SABATO 29 DICEMBRE: ore 17,30 S. Messa di Vigilia

DOMENICA 30 DICEMBRE: ore 9.00 e ore 10,30

LUNEDI’ 31 DICEMBRE: ore 9.00
ore 17,30 (S. Messa di Vigilia con Te Deum di ringraziamento) 

MARTEDI’ 1 GENNAIO – OTTAVA DEL NATALE ore 9.00 e ore 10.30

MERCOLEDI’ 2 GENNAIO: ore 9.00

GIOVEDI’ 3 GENNAIO: ore 9,00

VENERDI’ 4 GENNAIO: ore 9.00

SABATO 5 GENNAIO: ore 17,30 S. Messa di Vigilia Epifania

DOMENICA 6 GENNAIO – EPIFANIA DEL SIGNORE: ore 9.00 e ore 10.30

AMARE LA PROPRIA CHIESA

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Una Comunità che assomiglia a un mosaico … di umanità e fede.…  la storia continua….

Grazie Don Giuseppe perché ancora una volta ci hai coinvolti in un lavoro manuale, ma ricco di spiritualità.

In questo periodo dove insieme stiamo imparando a conoscere la Bibbia è maturata l’idea di fare un’altra catechesi visiva per la nostra comunità.

Abbiamo “mosaicato” l’ambone dove viene proclamata la Parola: un’immagine che racchiuda la forza della Parola che porta buon frutto (le spighe) e la forza dello Spirito Santo che guida e illumina le nostre vite.

Anche l’altare (con al centro l’altorilievo dell’Ultima Cena) è stato valorizzato con i segni vissuti in quello stesso cenacolo nel giorno di Pentecoste: il vento che soffia e i sette doni dello Spirito Santo.

Siamo grati per questo ennesimo segno che ci aiuta davvero a vivere intensamente ogni messa o ascolto della Parola come momento di reale comunione nella nostra comunità e a renderla “visibile” per tutti, grandi e piccini.

TUTTI ALLOPERA anche a Bormio2000

Continua con…..

LE AVVENTURE DI PINOCCHIO!

Per ricordarci che siamo FIGLI

e non BURATTINI!

Accompagnati dalla storia di Pinocchio è continuata l’avventura estiva del nostro oratorio con la vacanza a Bormio 2000!

Tra riflessioni, momenti di preghiera, gite, giochi e tanta voglia di stare insieme,  abbiamo vissuto una settimana intensa di convivenza fraterna che ha coinvolto tante fasce d’età: piccoli, bambini, ragazzi, adolescenti, giovani e adulti.

Ringraziamo il Signore anche quest’anno per questa esperienza dove ognuno ha sicuramente portato a casa la consapevolezza che siamo Figli di un Padre che ci ama incondizionatamente nonostante le nostre fragilità,  nuove amicizie e….. un piccolo Pinocchio per ricordarci tutto questo!

ECCO QUANTO E’ BELLO E DOLCE CHE I FRATELLI STIANO INSIEME! salmo 132

A TUTTI L’AUGURIO DI CONTINUARE UN BUON TEMPO DI RIPRESA E DI RIPOSO.DSCN3016

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Una canzone per l’estate…piena di vita e speranza

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“Il video presentato all’Istituto dei Tumori di Milano è stata un’esperienza molto bella per noi che lo guardavamo e soprattutto per i pazieni che oltre a dover superare le situazioni difficili ogni giorno si sono divertiti a stare insieme cantando e ballando. Inoltre è stato molto bello vedere i medici interagire con i pazienti, e vederli tutti insieme, come se facessero parte di un’ unica famiglia.” (Irina Polonio)

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“Abbiamo assistito ad alcuni interventi fatti da dei ragazzi riguardo al “progetto giovani”: dai loro racconti traspare quanto sia difficile affrontare una malattia che li fa star male sia fisicamente che psicologicamente. Grazie a questa istituzione, che punta sul curare la persona e poi la malattia, i ragazzi riescono ad esternare le loro emozioni attraverso dei progetti, scoprendo un nuovo mondo, da loro definito fantastico, ma soprattutto trovando la forza per superare gli ostacoli che la vita pone…”
(Sara Rocchetto)

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A questo punto vorremmo chiedere un favore.
SEI TU L’ESTATE (LA DANZA DELLA PIOGGIA AL CONTRARIO) è la nuova canzone dei pazienti adolescenti del Progetto Giovani dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, quelli del successo di  PALLE DI NATALE
Per loro è VERAMENTE IMPORTANTE riuscire a far arrivare il loro messaggio il più LONTANO POSSIBILE.
Aiutali a raccontare la loro storia condividendo il loro  video.
Scarica il brano al link e aiuterai la ricerca

https://itunes.apple.com/it/album/sei-tu-lestate-la-danza-della-pioggia-al-contrario-single/1398262984

 

Per noi partecipare a questo evento e poi poterlo comunicare a tutti gli altri 200 bambini dell’oratorio è stato bellissimo. Abbiamo visto persone che lavorano con impegno e professionalità, ma soprattutto abbiamo percepito l’amore che mettono nel loro lavoro. Anche noi  possiamo imparare che fare bene è importante, ma non basta … occorre fare con amore! per questo  vi diciamo grazie per quello che fate…ma soprattutto grazie per quello che siete

in particolare ai dottori Maura Massimino, Ferrari Andrea, Alfredo Clerici, Stefano Signoroni, a don Tullio proserpio, al nostro carissimo animatore Marco Chisari, a Samuele e a tutti i ragazzi in cura nel “progetto Giovani” della Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Grazie!

don Giuseppe Facchineri

Ci mettimo all’Opera!Inizia l’oratorio estivo 2018

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Al via un’altra estate ricca di forti momenti educativi per i più piccoli e i loro animatori.

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UN’ESTATE A TEMPO PIENO DI GIOCO, FORMAZIONE, PREGHIERA, CULTURA. I PIÙ PICCOLI ALL’OPERA PER SCOPRIRE IL VALORE DEL LAVORO, DEL RISPETTO DEL CREATO E CONTRO LE INGIUSTIZIE SOCIALI.

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Inizia in tutta la Diocesi di Milano l’oratorio estivo: 250mila i ragazzi coinvolti, 50 mila i giovani volontari!!!

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La proposta prosegue idealmente l’avventura dell’estate scorsa. Dopo aver contemplato il creato come splendido dono di Dio è ora di rimboccarsi le maniche e darsi da fare: «Ora tocca a te, allOpera! Tu prendi questa vita e giocala! Avrai il coraggio di chi il mondo cambierà…», si canta in uno degli inni dell’Oratorio estivo 2018.

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A prendersi cura dei bambini e preadolescenti nei 1000 oratori ambrosiani saranno gli animatori, adolescenti e giovani dai 15 anni in su: circa 50 mila in tutta la Diocesi. «Ragazzi improbabili» li ha definiti l’arcivescovo in occasione della presentazione dell’Oratorio estivo in piazza Duomo. Ragazzi improbabili perché, «mentre il luogo comune li definisce egoisti, loro invece sono generosi; mentre il giudizio universale prevede che ciascuno pensi per sé e usi il suo tempo per fare quello che vuole, pensano agli altri, hanno intenzione di dedicare le prossime settimane per far radunare i più giovani, invitarli alla preghiera, organizzare per loro i giochi e i laboratori».

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PROFESSIONE DI FEDE dei nuovi animatori e MANDATO EDUCATIVO per l’Oratorio Estivo 2018

Sono chiamati i ragazzi e le ragazze che faranno la loro Professione di Fede davanti a tutta la Comunità. Questo gesto è il segno di un cammino spirituale che li abilita a prendersi cura dei ragazzi che verranno loro affidati. Preghiamo il Signore perché questi giovani ragazzi sappiano testimoniare nella vita ciò che ora professano nella fede.

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Volete impegnarvi a testimoniare in mezzo alla società l’amore crocifisso e risorto del Signore Gesù con una vita di preghiera, di fedeltà alla vostra vocazione, di generosa dedizione ai fratelli? Sì, con la grazia di Dio, lo vogliamo.

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Volete impegnarvi a testimoniare in mezzo alla società l’amore crocifisso e risorto del Signore Gesù con una vita di preghiera, di fedeltà alla vostra vocazione, di generosa dedizione ai fratelli? Sì, con la grazia di Dio, lo vogliamo.

Ricevi il Vangelo e testimonialo nella vita!

Siamo felici di presentare all’intera comunità e, in particolare, ai bambini e ai ragazzi, gli animatori dell’Oratorio estivo di quest’anno

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Carissimi, con gioia la comunità cristiana accoglie il vostro entusiasmo alla vigilia di questo Oratorio estivo. Animare le giornate dei nostri ragazzi non è compito facile né scontato. Richiede passione e pazienza. A nome della comunità, vi ringrazio per la vostra disponibilità. In queste settimane vi affidiamo i più piccoli tra noi: sono il tesoro prezioso della nostra comunità, la nostra riserva di futuro. Abbiatene cura! 

Grazie, Signore, per il dono della vita, per il dono dei nostri amici e per le persone che ci vogliono bene! Grazie per averci creati a tua immagine come opere meravigliose del tuo amore. Anche quest’anno abbiamo accolto il tuo invito a fare gli animatori dell’Oratorio estivo. Ci impegniamo a giocare tutte le nostre qualità e le nostre capacità a servizio dei più piccoli e delle loro famiglie. Signore, in queste settimane desideriamo scoprire quanto siamo preziosi ai tuoi occhi e quante bellezze hai creato per noi. Donaci occhi capaci di stupore e un cuore sempre grato.

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FESTA PER IL 25 ° ANNIVERSARIO DELL’ORDINAZIONE SACERDOTALE DI DON GIUSEPPE

ordinazione-1993003La liturgia Eucaristica che stiamo per iniziare, assume un particolare significato. Oggi la nostra comunità parrocchiale è in festa. Vogliamo, infatti,  ringraziare il Signore per il dono di Don Giuseppe, nella ricorrenza del suo venticinquesimo anniversario  di ordinazione sacerdotale. Dire qualche pensiero su una persona amica  è sempre difficile e il più delle volte inappropriato. Se questa persona è anche sacerdote, è ancora più complicato. Essere amico, infatti, vuol dire condividere gioie e difficoltà, rispettando il ruolo che ognuno ricopre.

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In questi anni, noi tutti con Don Giuseppe, siamo cresciuti in “età” , e speriamo un po’ anche “in sapienza e in grazia”, perché il sacerdote è uomo di Dio. Caro Don Giuseppe, in questo periodo storico, in una società che si definisce liquida, abbiamo nel cuore una richiesta da farti: Ti chiediamo di aiutarci ad essere la “Chiesa del grembiule”, come sognava Mons. Tonino Bello. Una chiesa finalmente libera, che esce dal chiuso dei propri privilegi e dalle mura del tempio, per farsi presente e vicina a ogni uomo, là dove si vive e si lavora, là dove si costruisce la città, si soffre e si muore.Forse un po’ con te siamo già “Chiesa del Grembiule”.

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CONFIDIAMO NEL SIGNORE POICHE’ LUI PUO’ PRENDERE DELLA POVERA E MISERA ARGILLA E FARLA DIVENIRE ORO PURISSIMO CHE RISPLENDE NELLA CASA DEL PADRE!

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Ci hai insegnato ad alzare lo sguardo, indicandoci sempre il Crocefisso come punto di riferimento, insegnandoci una spiritualità concreta e creativa… pensiamo alle tue omelie… Ci hai aiutato ad accogliere e ad avere attenzione alle povertà… Pensiamo agli invisibili… Questo era anche il sogno di un grande Padre della Chiesa: il Card. Carlo Maria Martini, da te tanto amato. Un sogno che sta diventando sempre più realtà con Papa Francesco.

Grazie di tutto, caro Don Giuseppe, la preghiera del Beato Card. John Henry Newman,  ti accompagni nella stupenda avventura di annunciare con entusiasmo il Risorto:

“Guidami, luce, amica, in mezzo alle tenebre: guidami innanzi… Non ti chiedo di vedere l’orizzonte lontano, un solo passo mi basta…. Tantissimi auguri, con stima e affetto.

 

“Un prete uscito dal nostro Oratorio”

di Luca Zaninello

Circa 40 anni fa, io e l’amico Marco Rizzi iniziammo l’esperienza di educatori in San
Gregorio con un gruppo di ragazzini, classe 1968: dopo tre anni uno di questi disse
che sarebbe entrato in seminario.
Ancora oggi questo tipo di notizia desta sempre un po’ di sorpresa, ma allora
non ci stupimmo più di tanto: si vedeva che questo preadolescente aveva una sensibilità
e un’attenzione alla parola di Dio particolare. Ed è così che con grande gioia oggi festeggiamo i 25 anni di Giuseppe Facchineri.
Se non ricordo male Giuseppe era abbastanza angosciato dalle materie umanistiche che
il seminario gli proponeva, quei latino e greco non sembravano essere proprio delle
passeggiate: tuttavia lui aveva chiara la meta da raggiungere.
Abbiamo avuto la fortuna di vederlo crescere, maturare, diventare sempre più convinto
nella sua scelta: tutte le volte in cui ritornava in oratorio ci raccontava della bellezza
e dell’intensità del suo cammino, e quel sorriso che non ha mai perduto comunicava
subito la gioia di avere trovato la propria vocazione. Ho il ricordo di diverse vacanze
estive e di capodanni trascorsi insieme, con la preziosa guida di don Antonio Riva, che ci ha aiutato a crescere come cristiani e quindi come uomini, e che credo abbia trasmesso a Giuseppe quello stile pastorale, sano e vero, che mi sembra lui abbia fatto suo. Man mano che trascorrevano gli anni che lo avvicinavano al giorno dell’ordinazione sacerdotale, in tanti dicevamo che Giuseppe sarebbe diventato un ottimo “prete da oratorio”: la capacità di stare con tutti i ragazzi, quell’allegria contagiosa, e contemporaneamente la profondità di comunicare la parola di Dio con serietà, sono
tutte qualità che ne hanno caratterizzato la crescita.
La prima Messa in San Gregorio fu una grande festa, attorniato dalla sua famiglia e
dai tantissimi amici: qualche mese dopo don Giuseppe iniziava il suo ministero come
coadiutore nelle parrocchie dell’Annunciazione e poi successivamente di Santo Spirito.
Come era prevedibile, il suo carisma con i ragazzi ha lasciato segni molto positivi: in
particolare, mi ricordo quando mi parlava dei pellegrinaggi in Terra Santa o dei viaggi
che aveva organizzato con i suoi giovani, uno addirittura in Uruguay, se non ricordo
male; inoltre, la sua attenzione alla bellezza dell’arte, lo ha portato a usare questo
linguaggio per avvicinare ulteriormente adulti e giovani.
Proprio quando era a Santo Spirito che ci fece vedere i mosaici che aveva saputo realizzare coinvolgendo i suoi parrocchiani in un percorso artistico, ma soprattutto educativo: noi suoi amici eravamo stupiti per l’idea pastorale che stava alla base di tutto ciò e della qualità del risultato finale.
Poi nel 2007 don Giuseppe viene nominato parroco presso la comunità della Beata
Vergine Addolorata in Morsenchio, dove tuttora si trova: ho un ricordo ancora molto
chiaro della celebrazione in cui lui fece l’ingresso ufficiale in quella parrocchia, ma sono
stati soprattutto gli anni successivi, in cui mi è capitato di andarlo a trovare con incontri
sporadici, che mi hanno fatto percepire i bellissimi frutti che lui aveva aiutato a far crescere. Tutte le volte respiravo un clima di accoglienza, il sorriso e l’allegria delle persone sapevo bene da chi derivavano; ma fu soprattutto in occasione del crollo parziale del soffitto della chiesa, mi pare nel 2011, che don Giuseppe ha saputo far camminare unita la comunità la quale, rimboccatasi le maniche, è riuscita a
superare un momento e una prova decisamente impegnativi.
Quante volte l’ho sentito dire: “ringrazio il Signore per la comunità nella quale mi ha
messo, mi sta dando sicuramente più di quello che io sto dando a lei”.
E desidero concludere riparlando ancora dei mosaici, che don Giuseppe ha creato
anche in quest’ultima parrocchia: credo che il primo di questi risalga al 2008, nella
Cappella della Shekinà (Santa Presenza), poi ad esso ne sono succeduti altri. All’inizio
di quest’anno il suo amico padre Marko Rupnik, sacerdote artista sloveno, è passato a
trovarlo e, oltre a ricevere una straordinaria accoglienza, non ha nascosto la sua sorpresa nel vedere le opere artistiche che quella comunità aveva realizzato,
in cui la sua influenza e il suo stile erano decisamente palesi. Ma oltre ad apprezzare
i mosaici fatti in questi anni lui ha visto “l’altro grande mosaico” che tutti insieme
hanno realizzato: la comunità riunita intorno al Signore. Allora anche noi, tua comunità
originaria, ci riuniamo attorno al Signore per ringraziarLo della tua vocazione, del
bene che hai lasciato fra di noi e preghiamo per il tuo ministero sacerdotale.

Tantissimi
auguri don Giuseppe!

Il cancro del “familismo”!

Oggi viene inaugurata a Gerusalemme l’ambasciata degli USA. Pubblichiamo il commento a questo episodio di cronaca fatto dal Dott.Venturoli, che mette in evidenza le dinamiche che muovono dentro le famiglie, quindi anche le nostre, rilativamente a ciò che induce a compromessi, complicità, omertà, privilegiando il proprio interesse rispetto al bene comune. L’analisi di Venturoli, che va letta con calma soppesando i passaggi del pensiero,  evidenzia linguaggi e strutture che sono alla base della cultura deviata delle famiglie… si proprio cosi, quello che intendete ora… le famiglie mafiose; dove un certo modo di intendere i legami, unito a un uso prepotente dell’illegalità, somatizza violenza e scelte che creano una cultura deviata. Ovviamente il paragone vuole essere volutamente provocatorio, ma sufficientemente stimolante nel valutare cosa capita nelle nostre famiglie quando si toccano i propri interessi; quali sono i valori prioritari, su quali scelte si converge, che passaggi si ha (o non si ha) il coraggio di agire.

Si parte da un episodio che sembra lontano da noi (ma è una miccia che innescherà tanto) e tra le righe si intravedono dinamiche molto, molto a noi contigue.

“La politica estera di Trump è decisa con il marito di sua figlia, suo consigliere di fiducia per le questioni questionig mediorientali.
In passato la famiglia era considerata il principale luogo di socializzazione, oltreché di iniziazione alla fede, propedeutico alla entrata, da adulti, nella posizione già assegnata, nella società civile.
Non era al di sopra della dimensione pubblica e, a volte, censo e interessi politici potevamo andare a discapito dei legami famigliari e di sangue.
La storia è piena di padri, figli, madri, fratelli, sorelle, zii e zieassassinati o assassini, per questioni di potere.
Oggi in molti ambiti si mischiano relazioni famigliari e funzioni pubbliche:

imprese, professioni, politica, spettacolo, organizzazioni mafiose e criminali, con un
tendenziale predominio dei legami famigliari sulle pubbliche funzioni.
Unità di misura di queste relazioni “pasticciate” non è quella degli affetti, come si afferma, ma la complicità su interessi collusi, condivisi e goduti.

Ne è conferma la lotta all’ultimo sangue che avviene tra questi consanguinei, ad ogni spartizione di eredità.
Vi è una responsabilità anche della Chiesa Cattolica in questo ribaltamento di valori.
Nei Vangeli si esorta a vedere i bisogni del prossimo e ad agire nella carità e giustizia, senza nulla sottrarre alle persone con cui si vive.
Oggi gli interessi della famiglia, per molti post-moderni vanno “difesi” anche “ a discapito” del prossimo.
Costoro per la famiglia giustificano, l’evasione, la corruzione, l’appropriazione indebita, la raccomandazione.
Ideologizzare la famiglia significa giustificare tutte le nefandezze che possono accadere al suo interno.
Difenderla sempre e comunque anche quando c’è un padre pedofilo, una moglie “complice” (per non rompere la famiglia naturalmente) e fratelli ciechi; oppure quando si fanno carte false per evitare tasse, porta a queste aberrazioni.

La famiglia è, o dovrebbe essere, il luogo sacro degli affetti, dovrebbe entrarvi il memo possibile la polvere del mondo. Li si viene educati alla relazione con se e gli altri.

La famiglia Trump ha deciso di spostare l’ambasciata Americana a Gerusalemme città, per metà, occupata dall’esercito israeliano e, per l’altra metà già appartenente, dal ‘48, allo Stato d’Israele, soggetta all’autorita’ di un Governatorato Militare, a sua volta soggetto al diritto internazionale.

La famiglia Trump, usando il potere che gli hanno dato gli americani, ha calpestato il diritto internazionale a discapito di una vera convivenza tra i popoli. Viene spacciato come atto di pace ma, in realtà è un atto di guerra, che radicalizzera’ ulteriormente le divisioni.
È la rappresentazione fenomenologica di come il familismo se arriva al potere è devastante per la società così com’è lo è un cancro nel nostro organismo.”

Dott. Venturoli Sandro

ORATORIO ESTIVO…SIAMO GIA’ ALL’OPERA!!!!

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Sabato 12, per tutta la giornata, si sono ritrovati insieme i prossimi animatori dell’oratorio estivo per preparare un’estate straordinaria per i bambini e le bambine che animeranno con la loro gioia il nostro oratorio estivo.

¨L’Oratorio estivo 2018 ci aiuta ad aumentare la scoperta che il creato è bello. Ed è straordinariamente bello partecipare alla bellezza del creato. Lo vogliamo dire con uno slogan che intenzionalmente abbiamo voluto stampare sulla maglietta destinata ai nostri animator: «la bellezza è nelle mani di chi si mette all’opera». Dobbiamo riconoscerlo: il creato è bellissimo. Eppure si tratta di una bellezza incompleta. Incompiuta. In attesa di ulteriore perfezione. Dio ci chiede di partecipare alla creazione, per aumentare la bellezza della creazione.

¨L’oratorio estivo 2018 vuole aiutarci a scoprire questa straordinaria dimensione del nostro essere uomini e abitanti di questo mondo.

¨Possiamo scoprire che mentre l’uomo si mette all’opera e partecipa alla creazione, mentre cioè costruisce, in realtà si costruisce. Partecipare all’opera di Dio è la modalità sorprendente e straordinaria attraverso cui ogni uomo diventa se stesso e costruisce la propria umanità.

Siamo talmente abituati al mondo che ci circonda, che troppo spesso non ci accorgiamo di quanto bello esso sia. Dio ci ama a tal punto da renderci parte di un universo che è, in ogni suo particolare, perfetto; ed è perfetto proprio perché creato da Lui. Non solo: Dio si fida così tanto di ciascuno di noi da chiederci di andare oltre il nostro essere Sue creature: ci invita a diventare custodi e creatori a nostra volta. Non possiamo restare inerti di fronte a una dimostrazione di Amore così grande! Tocca a noi: usiamo la testa, il cuore e sporchiamoci le mani. Prendiamoci cura delle cose e delle persone che abbiamo accanto, ridoniamo l’amore che ci è stato donato, mettiamoci in gioco e accettiamo la sfida che ogni giorno ci viene lanciata! Qual è l’obiettivo? Ma è ovvio: la Felicità!

Bravi gli animatori che hanno partecipato e nei prossimi lunedì continueranno l’allestimento dell’Oratorio e bravi gli educatori degli adolescenti che hanno guidato questo momento. Grazie ai loro genitori che li hanno coccolati dalla colazione alla cena…bene… siamo già tutti ALLOPERA2018 (non è un errore…).

ecco le parole del canto 2018, utili anche per pregare:

Apri gli occhi, guardati intorno

E ti accorgerai che esiste un mondo

Che è qui perché sei stato amato e sei amato ancora.

Apri il cuore, vai fino in fondo

E scoprirai che ciò che hai accanto

Aspetta te: è il tuo momento, devi averne cura.

Se ti fidi del Signore, parola e libertà,

Questa sfida accetterai…

All’opera!

Ora tocca a te, all’opera!

Tu prendi questa vita e giocala!

Avrai il coraggio di chi il mondo cambierà…

All’opera!

Tocca a te, all’opera!

La storia inizia qui, tu scrivila!

Sarà l’Amore che I tuoi sogni guiderà…

All’opera!

Tocca proprio a te, gioca la tua vita,

Forza troverai nella fatica

Se capirai che per ogni istante dato ricevi amore.

Mani, testa e cuore serviranno, sai

Il bello che c’è attorno proteggerai.

Se fai come Lui, tu che sei creatura imparerai a creare.

Nello sguardo del Signore, promessa e verità,

Il tuo posto troverai…

All’opera!

Ora tocca a te, all’opera!

Tu prendi questa vita e giocala!

Avrai il coraggio di chi il mondo cambierà…

All’opera!

Tocca a te, all’opera!

La storia inizia qui, tu scrivila!

Sarà l’Amore che I tuoi sogni guiderà…

 

PRIME COMUNIONI

Domenica 6 maggio la nostra comunità ha pregato in una celebrazione ben preparata e partecipata per il primo gruppo di bambini che ha celebrato la  PRIMA COMUNIONE.
Come il Don ha sottolineato noi tutti dobbiamo essere come una spugna che si lascia impregnare dall’amore di Dio per vivere una vita di amore!
Auguriamo a tutti loro che sia l’inizio del cammino di una vita di fede!
Domenica 13 e domenica 20 maggio celebreranno il Sacramento gli altri due gruppi!

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CRESIME 2018

DSCN1528Domenica 22 aprile alla presenza di Monsignor Fausto Gilardi 38 ragazzi e ragazze della nostra comunità hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione.

Monsignor Gilardi ha sottolineato 3 atteggiamenti da tenere presenti anche nella vita: la SORPRESA (di ricevere proprio dal Signore un dono così grande); la RESPONSABILITA’ (la capacità di prendere decisioni) e l’AMICIZIA (soprattutto con il Signore). Ha anche chiesto ai ragazzi di ricordarsi che la Messa alla domenica è fondamentale per crescere bene alla presenza del Signore ed è importante anche continuare un cammino formativo con il gruppo Medie.

I genitori insieme ai padrini e alle madrine hanno pregato e partecipato intensamente alla celebrazione, ringraziando infine insieme alla comunità i nostri sacerdoti, Suor Gabriella, le catechiste e gli animatori che con dedizione hanno accompagnato questi ragazzi e queste ragazze per 3 anni nel percorso di Iniziazione Cristiana. Ci auguriamo di cuore di continuare a camminare insieme!

QUANDO I NOSTRI FIGLI DIVENTANO CATTIVI. A proposito di bullismo…

Ultimamente la cronaca ci riporta numerosi e continui episodi di bullismo, di violenze e aggressività nei ragazzi giovanissimi.

Colpa dei genitori, degli insegnanti, della società?
Questa propensione a cercare sempre una “responsabilità” esterna ai nostri comportamenti è da “irresponsabili”.

In ognuno vi è, anche, una energia distruttiva e autodistruttiva che ci rende “capaci” di innumerevoli cattiverie.

Lo sa bene chiunque non sia complice della propria miseria.

Non vi è dubbio che, nella nostra cultura” occidentale”, manca completamente una pedagogia della mitezza, della solidarietà, della collaborazione, della cura reciproca.
Nessuno accompagna, sin da piccoli, alla consapevolezza antropologica della complessità e unicità di noi umani, sempre proiettati al superamento del limite, proprio perché siamo limitati, precari, fragili. Tutti compresi quelli che si atteggiano a spavaldi.

Nessuno concima, coltiva,protegge ed evidenzia queste attitudini che ci appartengono.

Non vi è scuola materna, elementare, media o superiore che educhi alla comunità “luogo” di appartenenza e di costruzione della propria personalissima identità e alla interdipendenza relazionale come “costitutiva” della nostra umanità.
Tutti: genitori, insegnanti, psicologi, allenatori a stressare su competizione, conflitti, vincere, tirar fuori palle, carattere, rispetto… ed altre stupidate di questo tipo.

Il mite “non competitivo” è considerato uno sprovveduto che la famiglia, la scuola, lo sport, lo psicologo dovrebbe attrezzare per imparare a vivere in questo mondo.

In questo vuoto esistenziale coltivato attraverso modelli culturali diffusi ciò che da consistenza è la visibilità. Se non sei visibile non sei niente.

Anche accanirsi verso un debole oltre a soddisfare una predisposizione alla cattiveria e al dominio sull’altro, che è presente in ognuno di noi da visibilità.

Il “bullo”da vicino è un vigliacco, sempre! … ed umanamente disastrati, dei poveracci circondati da macerie emotive.

Ciò che gli dà forza è la non reazione degli spettatori, non per vigliaccheria, questi ultimi, ma per disinteresse e, questo, è anche peggio.

Spesso la prepotenza nasce nei ragazzi dalla debolezza vigliacca di chi non sa e vuole prendere posizione, per evitare sbattimenti e fatiche, preferendo una sudditanza stupida che genera nei ragazzi deliri di onnipotenza o peggio di prepotenza.

Da adulti saranno problematici, affettivamente prepotenti, cittadini arroganti.

Non possiamo e non dobbiamo abdicare al compito serio di insegnare la disciplina delle relazioni, l’onesta misura di sè, il convivere con i propri limiti, il rispetto degli altri.

Noi cristiani dovremmo ricordarci di Colui che è stato mite e umile di cuore … è ha cambiato il mondo.

Dovremmo ricordarci della forza di tanti uomini forti della loro mitezza … è hanno cambiato il mondo.

Dovremmo ricordarci di insegnare ai nostri figli la mitezza e la bontà dell’animo … vivranno in un mondo migliore del nostro!

MEDITATE GENTE… MEDITATE!

Figli: «Senza i “no” non si cresce, educare è una fatica»

Nelle parole di Paolo Crepet, psichiatra e sociologo padovano, l’analisi delle nuove generazioni di genitori e figli: i primi che hanno abbandonato il ruolo di educatori e i secondi che bruciano le tappe vivendo a 13 anni come i 18enni del passato. «È una generazione che non conosce i sogni perché non sono state insegnate le passioni»
 

Alunni e genitori picchiano gli insegnanti, professor Crepet cosa è cambiato di tanto profondo nella scuola italiana?
«Se tuo padre e tua madre non ti hanno mai detto un no da quando sei nato, il primo no che ti dice un esterno non lo accetti. L’educazione è una fatica che nessuno è più disposto a fare: coinvolge i genitori, i nonni, gli educatori, anche quelli fuori scuola a incominciare dall’ambito sportivo. Tutto questo ha una ricaduta drammatica: è una generazione che non conosce più i sogni perché non sono state insegnate le passioni. A forza di dire di sì tutto diventa grigio, si perdono i colori. Tutto è anticipato rispetto a ieri, oggi a 13 anni fai la vita che una volta si faceva a 18. La società anticipa i suoi riti: prima maturi, prima diventi consumista. Oggi un ragazzino di 13 anni al telefonino si compra quello che vuole e questo crea una sproporzione, è una maturazione fittizia: non sei maturo perché sei su Facebook, ma se hai una tua autonomia. Oggi giustifichiamo tutto, non conosciamo i nostri figli, siamo abituati a non negare loro mai niente, a 13 anni le figlie fanno l’amore e non ci sono molte mamme che svengono alla notizia. Si consuma tutto troppo in fretta, anche la vita».

È cambiata così tanto la famiglia italiana?
«Il problema è prima dei genitori che hanno sempre una responsabilità in più rispetto ai figli. Finché campi conservi una responsabilità nei confronti dei figli, anche quando sono adulti negli atti che faranno si rifletterà l’educazione che hai dato. Ma le cose sono cambiate improvvisamente, il mercato del lavoro è diverso e anche la proposta educativa si è allungata all’infinito. Una volta il diploma era più che sufficiente per lavorare, adesso non basta più una laurea. Hai un terzo della vita che è formazione e questo cambia la prospettiva, i bisogni, la necessità e anche i consumi. E perché tutto sia possibile, esige una famiglia che non è più educativa, ma economica. Il valore di una famiglia è passato da educativo a commerciale. I genitori da educatori sono diventati un bancomat».

A proposito di educazione: alcuni licei classici cercano nuovi alunni puntando sul fatto che sui loro banchi non siedono immigrati, disabili
«Una vecchia storia che ritorna ciclicamente è la presunzione di essere una razza migliore. C’è qualcuno che forse si era illuso che fossero bastati i 50 milioni di morti dell’ultima guerra; invece ritorna a galla, come il sughero nella laguna. Continuano a dire bestialità come la storia della razza bianca, ma questo non è un errore di un ignorante, questo nasconde un’ideologia che è quella di Hitler che pensava che Owens non avrebbe mai vinto le Olimpiadi perché nero. Quella è stata la prima rottura: Owens che vince davanti al Furher dimostrando che siamo tutti uomini, non differenti per colore ma per qualità. Un liceo che pensa di fare una sorta di scouting scegliendo così gli alunni è un liceo morto».

Oggi c’è troppa violenza nella politica italiana?
«Quando non si hanno idee si danno cazzotti. In un talk-show il primo che si alza e si toglie il microfono segna un punto. È il non parlare che porta voti, oppure il minacciare il tuo prossimo. Più che aumentata, la violenza è ben comunicata. La stessa violenza che una volta poteva avvenire in un comizio, adesso è sui social con una capacità dirompente moltiplicata».

Perché l’immigrazione fa paura?
«Perché siamo stati un paese che tranne qualche enclave nelle città portuali Venezia è un grande esempio non ha conosciuto la diversità. Ci sono mancati gli scambi e si scambia tra diversi e non tra uguali, milioni di italiani non sanno cosa vuol dire. E questo comporta una paura per tutto ciò che non è prodotto dalla tua terra. L’immigrazione è stata una selezione darwiniana, nel paesello dei cinque figli maschi andavano via i due con più carattere e più forza. In Italia, come ovunque, sono andati via i migliori. L’immigrazione aiuta un altro popolo: l’idea di mogli e buoi dei paese tuoi non funziona neanche con le vacche».

di Edoardo Pittalis

 

CARNE VIVA DI CRISTO

Sono indignato per quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi verso i migranti, nell’indifferenza generale. Stiamo assistendo a gesti e a situazioni inaccettabili sia a livello giuridico, etico ed umano.
È bestiale che Destinity, donna nigeriana incinta, sia stata respinta dalla gendarmeria francese. Lasciata alla stazione di Bardonecchio, nella notte, nonostante il pancione di sei mesi e nonostante non riuscisse quasi a respirare perché affetta da linfoma. È morta in ospedale dopo aver partorito il bimbo: un raggio di luce di appena 700 grammi!
È inammissibile che la Procura di Ragusa abbia messo sotto sequestro la nave spagnola Open Arms per aver soccorso dei migranti in acque internazionali, rifiutandosi di consegnarli ai libici che li avrebbero riportati nell’inferno della Libia.
È disumano vedere arrivare a Pozzallo, sempre sulla nave Open Arms, Segen, un eritreo di 22 anni che pesava 35 kg, ridotto alla fame in Libia, morto poche ore dopo in ospedale. Il sindaco che lo ha accolto fra le sue braccia , inorridito ha detto :”Erano tutti pelle e ossa, sembravano usciti dai campi di concentramento nazisti”.
È criminale quello che sta avvenendo in Libia, dove sono rimasti quasi un milione di rifugiati che sono sottoposti-secondo il il Rapporto del segretario generale dell’ONU ,A. Guterres- a “detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale , a lavori forzati e uccisioni illegali.” E nel Rapporto si condanna anche ”la condotta spregiudicata e violenta da parte della Guardia Costiera libica nei salvataggi e intercettazioni in mare.”
È scellerato, in questo contesto, l’accordo fatto dal governo italiano con l’uomo forte di Tripoli, El- Serraj (non c’è nessun governo in Libia!) per bloccare l’arrivo dei migranti in Europa.
È illegale l’invio dei soldati italiani in Niger deciso dal Parlamento italiano, senza che il governo del Niger ne sapesse nulla e che ora protesta.
È immorale anche l’accordo della UE con la Turchia di Erdogan con la promessa di sei miliardi di euro, per bloccare soprattutto l’arrivo in Europa dei rifugiati siriani, mentre assistiamo a sempre nuovi naufragi anche nell’Egeo: l’ultimo ha visto la morte di sette bambini!
È disumanizzante la condizione dei migranti nei campi profughi delle isole della Grecia. “Chi vede gli occhi dei bambini che incontriamo nei campi profughi- ha detto l’arcivescovo Hyeronymous di Grecia a Lesbos- è in grado di riconoscere immediatamente, nella sua interezza la “bancarotta dell’umanità.”
È vergognoso che una guida alpina sia stata denunciata dalle autorità francesi e rischi cinque anni di carcere per aver aiutato una donna nigeriana in preda alle doglie insieme al marito e agli altri due figli, trovati a 1.800 m , nella neve.
Ed è incredibile che un’Europa che ha fatto una guerra per abbattere il nazi-fascismo stia ora generando nel suo seno tanti partiti xenofobi, razzisti o fascisti.
“Europa , cosa ti è successo?”, ha chiesto ai leader della UE Papa Francesco. È questo anche il mio grido di dolore. Purtroppo non naufragano solo i migranti nel Mediterraneo, sta naufragando anche l’Europa come “patria dei diritti”.
Ho paura che , in un prossimo futuro, i popoli del Sud del mondo diranno di noi quello che noi diciamo dei nazisti. Per questo mi meraviglio del silenzio dei nostri vescovi che mi ferisce come cristiano, ma soprattutto come missionario che ha sentito sulla sua pelle cosa significa vivere dodici anni da baraccato con i baraccati di Korogocho a Nairobi (Kenya). Ma mi ferisce ancora di più il quasi silenzio degli Istituti missionari e delle Curie degli Ordini religiosi che operano in Africa. Per me è in ballo il Vangelo di quel povero Gesù di Nazareth :”Ero affamato, assetato, forestiero…” È quel Gesù crocifisso, torturato e sfigurato che noi cristiani veneriamo in questi giorni nelle nostre chiese, ma che ci rifiutiamo di riconoscere nella carne martoriata dei nostri fratelli e sorelle migranti. È questa la carne viva di Cristo oggi.
padre Alex Zanotelli

UNA SANTA PASQUA PIENA DI GRAZIA!

…. Iniziata con i Quaresimali che ci hanno aiutato a capire che la vita buona del Vangelo ci salva e ci dona la grazia di una vita accompagnata dalla speranza,  ha avuto il momento culminante nel Triduo dove abbiamo pregato  e accompagnato i nostri catecumeni con grande commozione a ricevere i Sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Eucarestia.

Ringraziamo il Signore per questa abbondanza di bene che abbiamo condiviso con i nostri Sacerdoti, le nostre famiglie, i collaboratori e soprattutto con i nostri giovani e i nostri bambini.

GRANDI SODDISFAZIONI DAI NOSTRI ATLETI!

JUDO

Il 18 marzo a Piancogno II Campionato Regionale di judo. Le nostre atlete hanno vinto rispettivamente: Arianna e Maia medaglia d’oro: Raffalla e Giovanni medaglia d’argento e Valentina medaglia di bronzo.

PALLAVOLO

Domenica 8 aprile  – fase a eleminatoria diretta, finale 1°-2° posto categoria juniores – silver : le nostre ragazze hanno conquistato un meritato 2° posto.

CALCIO

Domenica 8 aprile i nostri Juniores hanno vinto il girone della fase finale Interregionale di Milano della “Junior Tim Cup – il calcio negli oratori”, il torneo giovanile di calcio a 7 under 14 promosso da Lega Serie A, TIM e CSI. Si contenderanno il titolo nella finale nazionale del 9 maggio all’Olimpico di Roma.

I-viincitori-della-prima-fase-interregionale-JTC-2017-2018

La pazienza della giusta misura

dilemma_porcospino

“Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono il dolore delle spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali: il freddo e il dolore. Tutto questo durò finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”. (Arthur Schopenhauer – ‘Parerga e Paralipomena’)

L’essere umano tenta da sempre di stringere legami forti e duraturi con altre persone, ma proprio quando la vicinanza con l’altro si riduce ci si espone apertamente alle “spine”. Non a caso quando si entra in maggior contatto con una persona si rischiano i dolori più profondi, ma al contrario anche rimanendo lontani non si ha la possibilità di sopperire al freddo con il calore umano, vitale per l’uomo. Qual’ è la corretta distanza da mantenere nelle relazioni (d’amicizia e non) per avere il giusto calore e allo stesso tempo evitare le spine? È meglio patire il freddo o dolore per la puntura delle spine?

A noi piacerebbe rispondere in maniera chiara perchè ciascuno cerca punti fermi e sicuri … ma questo racconto ci svela che forse la scelta più lungimirante non è definirsi in una posizione ma avere la pazienza della  relazione che richiede dinamismo, movimento, sapersi continuamente mettersi in gioco e capire che questa agilità del cuore è la giusta misura!

 

 

 

In preparazione alla PROSSIMA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 11 FEBBRAIO 2018: “PRENDERSI CURA …DI CHI CURA”

“Prendersi cura di chi cura”

La demenza è una patologia in continua crescita soprattutto a causa del miglioramento dell’aspettativa di vita e dell’aumento della popolazione anziana. Con il termine demenza si indicano tutte quelle condizioni neurologiche di degenerazione e morte cellulare che producono una progressiva perdita di capacità cognitive, in particolare la memoria. Si tratta di una patologia cronica che coinvolge non solo il malato, ma anche tutto il sistema famigliare che si trova a vivere un costante affaticamento fisico ed emotivo con disorientamento, ansia, paura, perdita di speranza. La demenza diventa così, all’interno della vita della famiglia e in senso intergenerazionale, un vero e proprio evento traumatico a cui tutti sono esposti e chiamati a fare fronte.

 Il caregiver è colui che è più direttamente coinvolto nella cura del malato e, proprio per questo, risulta spesso maggiormente esposto al rischio di dover apportare radicali modifiche alla sua organizzazione di vita con un conseguente significativo impatto emotivo. Sovente chi assiste un malato di demenza prova crescenti sentimenti di inefficacia, isolamento, ansia.

 Il progetto “prendersi cura di chi cura” si rivolge proprio ai caregiver e prevede la realizzazione all’interno dei Consultori famigliari della Fondazione Guzzetti di gruppi di sostegno tramite l’utilizzo dell’EMDR, acronimo che sta per “desensibilizzazione ed elaborazione dei traumi attraverso il movimento oculare”, una moderna tecnica psicologica che aiuta ad affrontare e superare l’evento stressante.

Locandina Gruppo Caregivers 2018 (2)

 Una prima esperienza si è svolta presso il Consultorio Kolbe tra ottobre e dicembre 2017 con un ottimo riscontro da parte dei partecipanti che hanno giudicato molto utile il lavoro fatto sia per la significativa riduzione dei vissuti stressanti sia per aver potuto trovare in chi vive situazioni simili un importante conforto.

 Il progetto è strutturato in 7 incontri di 1 ora e ½, una volta la settimana, dalle 15.00 alle 17.00. La partecipazione è completamente gratuita.

 Il prossimo gruppo si terrà presso il Consultorio Kolbe – viale Corsica 68 a Milano e partirà nel mese di marzo con il seguente calendario:

14/21/28 marzo; 4/11/18 aprile; 6 giugno.

 Per informazioni e iscrizioni: 02 70006393 / info@consultorio-kolbe.it.

 Il gruppo EMDR per chi assiste un malato di demenza 

Dott.ssa Cristina Fumi  e Dott.ssa Silvia Inglese

volantone guzzetti

presentazione ufficiale del percorso dei quaresimali 2018

L’itinerario di quest’anno è un invito a rivivere in termini non devozionali o sacrali il “vangelo della Pasqua”, ma a ritrovare quelle parole evangeliche che anche oggi, nei passaggi esigenti e significativi del nostro vivere diventano luce che mostra la strada possibile da percorrere … è un’istruzione a camminare nella luce della sua Presenza. 

La qualità delle tematiche  e soprattutto la preziosa presenza di persone di altissimo livello professionale e umano ci rendono consapevoli dell’occasione più unica che rara di questo itinerario. Per questo non solo invito a partecipare, ma a diffondere e a invitare persone che sicuramente avranno beneficio, incoraggiamento e buoni contenuti per il loro cammino. Ecco il programma dei quaresimali:

QUARESIMA - VOLANTINO BVA 2018

IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI

Conferenza Episcopale Lombarda

 Nota in vista delle elezioni politiche ed amministrative 2018

Mentre prosegue l’intensa campagna elettorale che culminerà con le elezioni amministrative regionali e politiche nazionali, la Conferenza Episcopale Lombarda ritiene opportuno offrire ai propri fedeli alcune indicazioni pastorali, per incoraggiare alla serenità e alla responsabilità nel cammino di preparazione a questi importanti appuntamenti.

  1. La premessa fondamentale è che i cristiani, come tutti i cittadini italiani, vogliono riaffermare la necessità di una buona politica. Le comunità cristiane devono essere non solo voce che chiede e critica, ma piuttosto luogo di formazione per accompagnare le persone alla maturità, quindi anche alla capacità e passione per un impegno politico coerente e generoso.

Di fronte alla tentazione molto diffusa dell’astensionismo e del disinteresse, è necessario e urgente che l’opera educativa delle comunità cristiane solleciti tutti alla presenza e alla partecipazione attiva e responsabile a questi appuntamenti elettorali: anzitutto attraverso l’espressione consapevole del proprio voto; più approfonditamente auspicando l’impegno attivo di un numero sempre maggiore di fedeli laici in ambito politico e più in generale praticando una partecipazione alla vita politica che non si limiti al momento delle elezioni, ma accompagni la vita quotidiana delle istituzioni, attraverso lo strumento dell’informazione, della vigilanza e del richiamo.

A nessuno può sfuggire l’importanza dell’esercizio del diritto-dovere del voto: con esso si concorre infatti a determinare l’indirizzo politico del proprio Stato e della nostra Regione. Chi non va a votare non è uno che si astiene dal voto; è piuttosto uno che decide che siano altri a decidere per lui.

 

  1. Ci aspettiamo che il confronto tra le parti sia il più sereno possibile e non gridato, su programmi ben articolati, sinceri e reali nelle promesse. Si devono curare le condizioni perché il popolo degli elettori possa compiere a ragion veduta la scelta che giudica più valida. Chiunque sarà chiamato a governare avrà il compito di rafforzare le condizioni per un vivere insieme che rigeneri fiducia e legami tra le persone. Soltanto a questa condizione si potranno affrontare le questioni urgenti che permetteranno di riaccendere una stagione di rinascita dopo una crisi che ha lasciato tra noi ben evidenti tanti segni di declino, in Italia come nella nostra Regione Lombardia. 

Questo clima di fiducia sarà realizzabile se insieme lavoreremo per salvaguardare dall’erosione dell’individualismo i nessi fondamentali che sostengono la nostra vita comune:

– la famiglia, e in particolare la sua capacità di donarci il futuro attraverso le nuove nascite;

– i giovani, sviluppando progetti per il loro futuro anzitutto lavorativo: soltanto in questo modo i giovani potranno sentirsi parte attiva e motore del rinnovamento sociale che tutti auspichiamo;

– le tante forme di povertà che rischiano di non coinvolgerci nemmeno più emotivamente, talmente sono visibili e diffuse nei nostri territori urbani;

– i legami sociali, promuovendo processi di accoglienza e integrazione che evitino di scaricare sui migranti stranieri e sui profughi l’insoddisfazione per i problemi che non sappiamo risolvere

– la regolamentazione della finanza affinché sia a servizio di una giusta economia e di ogni uomo; 

– il dialogo e il sostegno all’imprenditoria perché tuteli e crei nuova occupazione, favorendo una ripresa più promettente.

Alla politica, ai politici chiediamo anche attenzione alle grandi questioni che il progresso della scienza mette nelle nostre mani, come oggetto di un discernimento necessario: le questioni etiche rilevanti della vita, della morte, della dignità e sacralità della persona.

 

  1. Chiediamo attenzione perché la presenza dei cattolici nelle diverse parti in competizione non si ripercuota in termini di lacerazione dentro il corpo vivo delle comunità: la Chiesa non si schiera in modo diretto per alcuna parte politica. Ciò significa che tutti – in particolare coloro che si propongono come candidati – si guardino dalla tentazione di presentarsi come gli unici e più corretti interpreti della Dottrina sociale della Chiesa e dei valori da essa affermati. Occorre educarsi maggiormente sia alla condivisione dei medesimi principi ispirati alla retta ragione e al Vangelo, sia al rispetto dell’ineludibile diversità di esiti dell’esercizio di discernimento e della conseguente pluralità di scelte. Su ciascuna di queste scelte – purché siano coerenti con i principi derivanti dalla medesima ispirazione cristiana – il giudizio andrà formulato a partire dalle ragioni addotte a loro sostegno, dalla loro percorribilità ed efficacia, dal rispetto che esse esprimono e promuovono del sistema democratico.

 

  1. Per evitare ogni possibile strumentalizzazione e per difendere gelosamente la libertà della Chiesa di fronte a tutti, le parrocchie, gli istituti religiosi, le scuole cattoliche, le associazioni e i movimenti ecclesiali, durante il periodo elettorale non mettano sedi e strutture a disposizione delle iniziative di singoli partiti o formazioni politiche. Si deve vigilare per evitare che le ordinarie iniziative pastorali vengano strumentalizzate a fini elettorali. A tale scopo, durante questi periodi, è prudente che le iniziative di formazione, riflessione e preghiera, pensate proprio per prepararci agli appuntamenti elettorali e per accrescere la nostra coscienza critica circa la politica, non coinvolgano persone già impegnate a livello sociale e politico.

Ai presbiteri è richiesta l’astensione da qualsiasi forma di partecipazione diretta alla vita politico-partitica e alle iniziative elettorali. Per la stessa ragione, fedeli laici che presiedono o occupano cariche di rilievo in organismi ecclesiali, qualora intendano concorrere per le elezioni e assumere un ruolo politico di rilievo, si dimetteranno dai loro incarichi di responsabilità ecclesiale.

 I vescovi della Conferenza episcopale lombarda

 Caravaggio, 18 gennaio 2018

Anche se c’era la nebbia … abbiamo visto il mosaico! Da un semplice “benvenuto” ad un sorprendente incontro! La visita preziosa di padre Marko Ivan Rupnik a Morsenchio!

29 gennaio 2018, in una sera piena della tipica nebbia milanese … cosa sarà successo di strano a Morsenchio? P. Marko Rupnik è stato per una sera ospite della nostra comunità, a casa di don Giuseppe, mentre era di passaggio per una conferenza ai Parroci della città di Milano.

La sua breve permanenza- ci ha permesso di incontrarlo e di mostragli i nostri mosaici- è stata un grande dono per la nostra comunità che è molto abitata dalla sua spiritualità e abitata oramai da molti mosaici.

L’incontro (nella nebbia) è stato spettacolare -da far sbarrare gli occhi anche a padre Rupnik-… il salone dell’oratorio, a quell’ora di sera (non proprio in un orario e un clima agevole!) pieno di famiglie, adolescenti, giovani, adulti, educatori, catechiste, allenatori, CPP…

… si, c’era la nebbia, ma si sono visti benissimo i mosaici che il buon Dio ha messo in questa comunità, dove ciascuno è tessera preziosa e necessaria … e non importa la sua forma, perchè tutti riuniti dallo Spirito che rende santa la comunione … così com’è… splendida armonia delle nostre misere imperfezioni!

Abbiamo anche visto

la commozione di un uomo sapiente che ama Dio per l’accoglienza ricevuta

abbiamo visto la sua gioia nell’incontrare i nostri ragazzi e giovani

l’immediata cordialità di chi raggiunge il cuore e parla al cuore… e tutti siamo rimasti commossi e onorati per la sua riconoscenza.

Gli abbiamo fatto vedere i mosaici che abbiamo fatto in questi anni e lui ci dice che ha visto “un altro grande mosaico” che tutti insieme abbiamo realizzato in questi anni: la comunità riunita intorno al Signore.

Le sue parole e la sua benedizione finale sono state come un balsamo che incoraggia e sprona l’animo al bene.

Questa sera abbiamo anche imparato che le relazioni, quando sono vere, non si misurano sulla quantità, ma sull’intensità delle sintonie spirituali. Ci si vede … ed è come se da sempre ci si frequentasse. In questo breve tempo di incontro, semplicemente e per Grazia, abbiamo gustato la verità di una profonda amicizia nel Signore.

Non so se riusciremo a visitare l’Atelier del centro Aletti  (http://www.centroaletti.com/),

non so se riusciremo a fare qualche opera insieme

non so se riusciremo a visitare la Cappella del Papa

siamo sicuri che l’incontro di questa sera  ci ha fatto volere più bene.

ps: Caro padre Marko, se per caso tu riescissi a farci fare anche solo qualcuna di queste cose …noi (oltre a volere bene a te e alla tua comunità)… saremmo molto contenti!!! :):):)

… cosa vuoi, siamo così, … spontanei … un po’ del Viale,

ma quando passi ricordati: tu qui sei di casa!

 

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